Milano Quotidiano

Fabrizio Sala lascia Forza Italia: “Non mi sentivo più a casa. Voglio una nuova agibilità politica”

Il deputato brianzolo, già vicepresidente della Regione Lombardia, abbandona il partito nel quale ha militato per oltre trent'anni . "Orgoglioso della mia storia con Berlusconi, ma non ci sono più le condizioni per continuare"

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Fabrizio Sala lascia Forza Italia dopo oltre trent’anni di militanza politica. Il deputato brianzolo, già vicepresidente della Regione Lombardia e tra gli esponenti storici del partito fondato da Silvio Berlusconi, ha formalizzato mercoledì 28 ottobre il suo passaggio al Gruppo Misto della Camera. Una rottura significativa con gli azzurri, maturata dopo un periodo di crescente distanza dalla gestione del partito. Sullo sfondo, secondo le indiscrezioni, c’è la possibilità di un prossimo ingresso in Fratelli d’Italia.

A spiegare le ragioni della scelta è lo stesso Sala, con parole che lasciano trasparire il peso personale e politico della decisione. “Da tempo, però, non mi sento più ‘a casa’ e nemmeno ‘in famiglia’, come una volta. Io come tanti altri, che hanno condiviso parte del mio percorso”, afferma il parlamentare.

Fabrizio Sala: “Non rinnegherò mai la mia storia con Berlusconi”

Nella sua dichiarazione, Sala rivendica innanzitutto il legame con Silvio Berlusconi e con il partito nel quale è cresciuto politicamente. “Ho lavorato e sono cresciuto nella Forza Italia di Silvio Berlusconi, che ho servito con lealtà, passione e senso di responsabilità. Ho ricoperto anche incarichi importanti: sindaco, vicepresidente della provincia di Monza e Brianza, vicepresidente della Regione Lombardia e oggi Deputato della Repubblica italiana”. Un percorso che Sala continua a considerare parte integrante della propria identità politica: “Una storia, vissuta intensamente fino alla scomparsa del presidente, della quale sono orgoglioso e che non rinnegherò mai”. Il riferimento alla morte del fondatore di Forza Italia segna anche, nelle parole del deputato, una cesura rispetto al passato. La sensazione di non riconoscersi più nel partito è infatti al centro della sua decisione.

“Voglio ripartire con una nuova agibilità politica”

Sala lega l’addio agli azzurri soprattutto alla possibilità di continuare a rappresentare il territorio brianzolo, che costituisce da sempre il riferimento della sua attività politica. “Ho sempre fatto politica nella speranza di poter essere utile alla Brianza, alla mia terra e alla mia gente: oggi non vedo più le condizioni per continuare a farlo come prima, nel partito dove sono sempre stato”.

Da qui la scelta di lasciare il gruppo parlamentare: “Per queste ragioni ho preso la decisione, certo non poco sofferta, di lasciare il Gruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati”. Poi il passaggio più esplicito sulle difficoltà incontrate all’interno del partito: “Voglio ripartire con una nuova agibilità politica, che non sempre, in questi ultimi due anni, mi è stata riconosciuta”. Una frase che lascia intendere come la rottura non sia maturata improvvisamente, ma rappresenti l’esito di un disagio politico e organizzativo protrattosi nel tempo.

L’uscita da Forza Italia non significa comunque un allontanamento dal centrodestra. Sala conferma infatti il proprio sostegno all’esecutivo e indica in Giorgia Meloni il riferimento politico per il futuro. “Continuerò, insieme alla mia squadra di amministratori e militanti appassionati, a sostenere questo Governo di centrodestra e sarò impegnato per fare in modo che Giorgia Meloni possa battere un altro record, guidare il Paese anche nella prossima legislatura”, dichiara il deputato.

Da sindaco di Misinto a vicepresidente della Lombardia: la carriera di Fabrizio Sala

Classe 1971, Fabrizio Sala ha iniziato la propria attività politica negli anni Novanta, legando fin dall’inizio il suo percorso a Forza Italia e a Silvio Berlusconi. Nel 1994 è stato eletto consigliere comunale a Misinto, in Brianza, diventandone sindaco cinque anni più tardi. Successivamente ha ricoperto incarichi nell’amministrazione provinciale, prima come assessore all’Ambiente e poi come vicepresidente della Provincia di Monza e Brianza. Il passaggio alla politica regionale lo ha portato al Pirellone, inizialmente come sottosegretario nella giunta guidata da Roberto Maroni e successivamente come vicepresidente della Regione Lombardia. Nel 2018 è stato confermato nella giunta di Attilio Fontana, con deleghe all’Istruzione, Università, Ricerca, Innovazione e Semplificazione. Nel 2022 l’elezione alla Camera dei deputati, sempre nelle file di Forza Italia. Fino alla decisione del 28 ottobre, che chiude una militanza trentennale e apre una nuova fase della sua carriera politica.

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