Il nuovo capitolo giudiziario del delitto di Garlasco accende lo scontro tra le difese di Andrea Sempio e Alberto Stasi. Dopo la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti del 38enne indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, gli avvocati di Stasi, Giada Bocellari e Antonio De Rensis, intervengono con una nota dai toni particolarmente duri. Il messaggio ai colleghi che assistono Sempio è esplicito: si concentrino sulla difesa del loro assistito, senza continuare ad attaccare Alberto Stasi. E intanto i legali dell’ex studente bocconiano annunciano nuovi sviluppi sul fronte della revisione della condanna definitiva a 16 anni.
Garlasco, la difesa Stasi contro i legali di Sempio: “Ogni nuovo attacco avrà una ferma risposta”
A provocare la reazione degli avvocati di Stasi sarebbero state alcune recenti dichiarazioni e polemiche televisive. Bocellari e De Rensis, pur ribadendo il principio della presunzione di innocenza e il diritto alla difesa di Sempio, invitano i colleghi a evitare strategie che coinvolgano nuovamente il loro assistito.
“Ferma la presunzione di innocenza e l’irrinunciabile diritto di difesa dell’imputato, si auspica che, incardinato ora il processo, le energie siano orientate alla difesa della posizione di quest’ultimo e non si cerchino percorsi alternativi, attaccando ancora una volta la persona di Alberto Stasi”, scrivono i due legali. Il riferimento è ad attacchi che, secondo gli avvocati, avrebbero riguardato anche questioni prive di collegamento con il delitto. Da qui l’avvertimento: “Ogni tentativo in tal senso, oltre ad essere inutile, troverà, d’ora in avanti, una ferma risposta da parte della difesa Stasi”.
La richiesta di processo per Sempio: “Le nuove prove riscrivono la storia del delitto”
Nella nota, la difesa di Stasi esprime una valutazione molto netta anche sul lavoro svolto dalla Procura di Pavia. La richiesta di rinvio a giudizio per Andrea Sempio rappresenterebbe, secondo Bocellari e De Rensis, un passaggio fondamentale nella ricostruzione dell’omicidio avvenuto il 13 agosto 2007. I due avvocati parlano di “un’indagine seria e penetrante, effettuata per la prima volta dalla Procura della Repubblica di Pavia a 19 anni dall’omicidio di Chiara Poggi”, sostenendo che la richiesta di processo fosse “l’unico epilogo possibile a fronte del grave quadro investigativo emerso”. Una posizione accompagnata da una critica a quanti, negli ultimi mesi, avrebbero tentato di screditare il lavoro investigativo e le persone impegnate a cercare nuove risposte sul caso.
“Nonostante i continui ed inutili tentativi di delegittimazione se non finanche di scherno”, sostengono i legali, gli elementi scientifici, le dichiarazioni, le intercettazioni e i documenti raccolti nell’inchiesta, secondo la ricostruzione della Procura, “riscrivono totalmente la storia dell’omicidio di Garlasco”. Si tratta naturalmente della posizione della difesa Stasi e dell’interpretazione che questa offre dei risultati dell’inchiesta, mentre la responsabilità di Sempio resta da accertare in sede giudiziaria.
Revisione del processo Stasi, i legali: “Abbiamo altri elementi non ancora emersi”
Ma il passaggio forse più significativo della nota riguarda il futuro giudiziario di Alberto Stasi. Condannato in via definitiva nel 2015 a 16 anni di reclusione per l’omicidio di Chiara Poggi e attualmente in affidamento in prova, Stasi punta a ottenere la revisione del processo. I suoi difensori stanno preparando l’istanza da presentare alla Corte d’Appello di Brescia, facendo leva non soltanto sugli elementi raccolti nella nuova indagine su Sempio, ma anche su ulteriori circostanze che, assicurano, non sono ancora diventate pubbliche. “Alla luce dei gravissimi fatti emersi (e di quelli non ancora emersi ma di cui la difesa Stasi è in possesso)”, scrivono Bocellari e De Rensis, ritengono che nei confronti del loro assistito sia necessaria “una rispettosa attesa del giudizio di revisione”. Nessuna data precisa, per il momento, sulla presentazione dell’istanza. I legali spiegano che, vista la delicatezza della fase, non intendono fornire indicazioni sui tempi, anticipando però che “ci saranno aggiornamenti tra non molto”.
Il Dna sui pedali e gli accertamenti contestati: i punti su cui punta la difesa
Tra gli aspetti sui quali gli avvocati di Stasi intendono insistere figurano alcune presunte anomalie nelle indagini scientifiche condotte all’epoca dell’omicidio. In particolare, come ricostruisce l’ANSA, la difesa fa riferimento a due esiti nulli delle analisi del Dna sui pedali della bicicletta, che non sarebbero stati inseriti negli atti processuali. Vengono inoltre contestati un presunto scambio di provette e la mancata comunicazione dell’esito negativo di un test per la ricerca di tracce ematiche. Un ulteriore elemento riguarda la presenza di un altro Dna maschile rilevato sui pedali, anch’esso, secondo quanto sostenuto dalla difesa, non confluito nel fascicolo del processo.
Circostanze che gli avvocati considerano potenzialmente rilevanti per rimettere in discussione la ricostruzione giudiziaria che ha portato alla condanna definitiva di Stasi. Resta tuttavia da verificare se e in quale misura questi elementi, insieme alle ulteriori prove annunciate, potranno soddisfare i requisiti necessari per ottenere la revisione.
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