Dunque, Tiziana Siciliano si ritira. La pm che ha avviato i processi sull’urbanistica a Milano, in pensione dallo scorso anno, si era successivamente candidata con Massimiliano Lisa e la sua lista indipendente da destra e sinistra. Era successo il finimondo. Comprensibilmente, anche. Perché se prima, da pm, ti occupi di reati (presunti, cara Siciliano, presunti!) e poi subito dopo ti getti in politica, il sospetto è legittimo. Dopodiché il garantismo che ci contraddistingue (a noi, contraddistingue, a noi…) fa sì che nessuno abbia neppure ipotizzato che le inchieste di prima avessero una matrice politica. Anche se – possiamo dircelo chiaramente – sembravano e sembrano farlocche. Non solo a noi, ma anche e soprattutto ai giudici che le stanno abbattendo, una dopo l’altra. Comunque la grammatica di base di questo mondo pubblico nel quale tutti nuotiamo è che se entri in politica, ti esponi a critiche politiche. Dunque: non c’è più solo la formalità che è sostanza che se una cosa non è reato allora è legittima. Ma c’è anche la questione di opportunità. L’opportunità di candidarsi dopo aver gestito inchieste fino a qualche giorno prima era dubbia fin dall’inizio.
Dopodiché, per mesi, si è detto che la Siciliano si stava per ritirare. Perché in tanti, in Procura si erano stupiti: ma perché Tiziana fa così? Perché vuole mettere a rischio il proprio buon nome e il proprio operato? Ora, a me viene in mente una cosa semplice semplice: ma come può essere che la Siciliano non ci abbia pensato? Che non abbia capito una cosa così semplice, così basilare ed elementare come la grande questione dell’opportunità di entrare in politica (perché candidarsi è entrare in politica) proprio a Milano, proprio con una lista che criticava il modello urbanistico di Milano, proprio con un imprenditore che aveva fatto causa al comune di Milano, proprio con una persona che aveva presentato un esposto contro il Comune di Milano dal quale si era originata una inchiesta gestita proprio dall’ufficio di Tiziana Siciliano?
Beninteso: lei dice che non ne sapeva nulla, che riceveva 6000 esposti al mese. E noi le crediamo eh, ma l’opportunità è il terreno della politica, non la formalità. Come può non aver capito tutto questo, Tiziana Siciliano? Come può una persona che ha avuto nelle sue mani per decine d’anni la facoltà di levare o restringere la libertà personale ai cittadini italiani (e stranieri), di sequestrare beni, di aprire procedimenti dolorosissimi per chiunque ci incappasse, come può una persona che ha avuto un potere di questo tipo non capire una cosa così semplice? Ecco, questa è una domanda alla quale non so se voglio avere una risposta.
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