Milano Quotidiano

La felicità è reale solo se condivisa. Per Carlotta Cossutta vale anche in politica

Docente di Filosofia politica alla Statale, attivista femminista e candidata sindaca di Milano: Carlotta Cossutta racconta il rapporto con l'eredità politica della famiglia, la militanza nei movimenti e la sua idea di città

E’ uscita la nuova puntata di “Frontale”, newsletter di Fabio Massa con riflessioni (su Milano e non solo), inside e racconti di quello che accade in città. Ci si può iscrivere qui: https://frontale.substack.com

 

Nata e cresciuta a Milano, Carlotta Cossutta fa quarant’anni questo ottobre. La sua quotidianità si divide tra le aule della Università Statale – dove insegna Filosofia politica, siede in Senato accademico e coordina il FUEL Lab, un laboratorio di ricerca su genere e diritti- e la militanza nei collettivi, dal gruppo transfemminista e queer Ambrosia alla Casa delle Donne. Sui social ha da poco annunciato la propria candidatura a sindaca di Milano con il motto “Milano ti voglio”, parlando senza troppi filtri dai cortili dei palazzi o dalle sedute di un autobus, invece che da un palco. E poi c’è il cognome, che richiama subito ad una storia ben precisa: il nonno Armando Cossutta, tra i dirigenti più noti del PCI, e il padre Dario, consigliere comunale a Milano.

L’eredità politica della famiglia Cossutta

Un’eredità politica non indifferente, che Carlotta Cossutta intervistata da Frontale racconta così: “Inevitabilmente la mia militanza è legata alla mia famiglia, che mi ha trasmesso un modo di vedere il mondo per il quale la felicità è reale solo se condivisa. E’ un modo di guardare alla politica come a una parte essenziale dell’esistenza. Ho certamente dovuto fare i conti con una storia potente e quindi anche ingombrante, trovando la mia strada all’interno dei movimenti, dell’autogestione, del femminismo e delle pratiche di condivisione dal basso. In questo senso mi discosto da una storia di partito, ma senza rinnegare le mie radici”.

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Dalla ricerca alla Normale di Pisa fino alle cattedre di via Festa del Perdono, Cossutta esplora i diritti, i corpi e lo spazio sociale. Temi che dai saggi sono anche passati senza indugi all’azione diretta: basti pensare all’indiscreta provocazione in occasione della manifestazione dell’8 marzo 2025 con il gesto dell’anasyrma – un antico rituale greco di ostensione del corpo reinterpretato in chiave femminista- sollevando la gonna in piazza per rivendicare l’uso del corpo e dell’ironia contro la paura.

Tra università e militanza, la politica del consenso

Del resto, l’attività accademica e quella nei movimenti si basano sullo stesso metodo, secondo lei: “La militanza che ho attraversato e che attraverso mi ha insegnato a prendere decisioni in maniera assembleare, seguendo non tanto il criterio della maggioranza, quanto quello del consenso: significa cercare delle soluzioni e delle mediazioni che siano sempre al rialzo, in cui tutte e tutti possano riconoscersi. Questo mi sembra un metodo fondamentale per poter governare una città fatta di molte anime e di molte esperienze diverse. Dall’altro lato, nel mio percorso accademico, mi sono occupata a lungo dei modi di abitare, sia le case che lo spazio pubblico, e delle diverse forme di oppressione, anche invisibili, che impediscono ad alcune e alcuni di agire. E, inoltre, insegnare è un’ottima palestra per provare a farsi capire e per entrare in relazione con le idee altrui”.

“Milano ti voglio”: la città vista dai luoghi della cultura

Forse dentro quel “Milano ti voglio” si cela anche una rabbia poco accademica: i suoi riferimenti urbani non sono certo i quartieri “pettinati” o i palazzi del potere, ma i luoghi della cultura pubblica cittadina: “Sono troppi i luoghi emblematici che la città ha già perso ed è molto difficile per me identificare un solo luogo simbolo. Per me sono state fondamentali le biblioteche. Penso a quelle pubbliche, come la Sormani o la Valvassori Peroni, ma anche a quelle che testimoniano la storia della città, come quella dell’Unione femminile nazionale, che ci ricorda anche un modo di abitare cooperativo, o l’archivio della fondazione Baracco. Sono luoghi preziosi che consentono di stare in relazione con la cultura e la storia della nostra città”.

Carlotta Cossutta: una docente che porta i libri nelle assemblee e le istanze dei quartieri dentro il dibattito pubblico, convinta che una Milano solidale esista già e che vada difesa prima che i costi della vita la cancellino del tutto.

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