Milano Quotidiano

Manovra, taglio delle tasse dal primo gennaio. In Lombardia guadagno complessivo per quasi 140mila lavoratori

Una platea vasta che registrerà un incremento del potere d'acquisto o un risparmio d'imposta operativo, iniettando nuova liquidità nel tessuto economico e dei consumi della regione

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Un colpo di scena dell’ultimo minuto riscrive il capitolo fisco nella nuova legge di bilancio. Quello che nelle prime bozze della mattinata sembrava un intervento definitivamente tramontato, è stato reinserito in extremis nel testo della manovra. La misura prevede la rimodulazione dell’aliquota del ceto medio per i redditi compresi tra i 50 e i 55 mila euro lordi annui. La conferma è arrivata dopo un serrato confronto politico che ha visto il leader di Forza Italia, Antonio Tajani, impuntarsi di fronte agli alleati di governo per difendere una misura considerata una bandiera identitaria del partito. Inizialmente gli azzurri avevano chiesto di estendere l’agevolazione fino alla soglia dei 60 mila euro, ma la mediazione finale ha fissato il tetto a 55 mila euro lordi, garantendo comunque una boccata d’ossigeno a una platea significativa di contribuenti.

Le novità che scatteranno dal primo gennaio non si fermano tuttavia al lavoro dipendente. L’esecutivo ha infatti trovato la quadra, su spinta della Lega e di Matteo Salvini, anche sull’innalzamento del tetto della Flat Tax al 15% per le partite IVA, che passa dagli attuali 85 mila euro fino a un massimo di 100 mila euro di fatturato annuo. Un intervento a “doppio binario”: sopra gli 85 mila euro rimarrà l’imposta sostitutiva agevolata, ma scatteranno i normali obblighi di fatturazione e rendicontazione IVA per allinearsi ai parametri comunitari.

Trattandosi della regione a più alta densità economica d’Italia, l’impatto di questa doppia misura sul territorio lombardo si preannuncia massiccio. Secondo le stime basate sulle distribuzioni dei redditi regionali delle agenzie delle entrate e dei lavoratori dipendenti (sia pubblici che privati), la platea lombarda che si colloca nella fascia contrattuale tra i 50 mila e i 55 mila euro lordi è valutabile in circa 110.000 persone. Cittadini che dal prossimo anno vedranno ridursi il carico fiscale sulla quota di reddito incrementale.

Sul fronte del lavoro autonomo, le partite IVA attive in Lombardia che dichiarano un fatturato posizionato nella delicata forbice tra gli 85 mila e i 100 mila euro annui sono quantificabili, per difetto, in circa 25.000-28.000 professionisti e micro-imprese. Si tratta di soggetti che finora tendevano a “frenare” le proprie fatturazioni per evitare il brusco passaggio al regime ordinario e che ora potranno espandere i propri volumi d’affari beneficiando del regime forfettario.

Sommando i due blocchi, il calcolo stimato del totale dei beneficiari in Lombardia sfiora i 138.000 lavoratori complessivi. Una platea vasta che, a partire dal primo gennaio, registrerà un incremento del potere d’acquisto o un risparmio d’imposta operativo, iniettando nuova liquidità nel tessuto economico e dei consumi della regione.

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