Milano Quotidiano

Giovani democratici, Manzoni: “Gaza è la più grande ingiustizia della nostra generazione”

Dalla mobilitazione per la Palestina alle sfide per Milano. E non solo: "La vittoria al referendum costituzionale deriva anche dalla grande mobilitazione giovanile". L'INTERVISTA

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Gaza è la più grande e plateale ingiustizia con cui si sta confrontando la nostra generazione. L’immobilismo dell’Occidente ha portato i giovani a far sentire la propria voce nelle piazza. E continueremo a farlo finché al popolo palestinese non saranno garantite pace e libertà”. Ludovico Manzoni, consigliere del Municipio 1 di Milano, è tra i volti più noti dei Giovani democratici. E la sua risposta una inequivocabile presa di posizione – sulla questione palestinese è la conferma di quanto già la scorsa settimana Milano Quotidiano ha annotato.

Quanto sta accadendo in Medio Oriente ha assunto per le giovani generazioni una valenza simbolica profonda — paragonabile, per intensità e capacità di mobilitazione, al significato che il “Vietnam libero” ebbe per la generazione degli anni ‘60. Qualcosa di cui i politici più navigati dovrebbero assolutamente tenere conto. Specie a centrosinistra, alla luce della centralità che i Giovani Democratici vogliono assumere negli equilibri del Pd. Abbiamo incontrato Ludovico Manzoni per discutere con lui di come questa carica ideale si traduca in politica concreta e quali siano le priorità della sua generazione in vista dei prossimi appuntamenti elettorali cittadini. L’INTERVISTA.

 

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Manzoni, come si traducono oggi le ambizioni di protagonismo dei GD all’interno dei processi decisionali del PD?
Oggi il sostegno dei giovani è fondamentale. La vittoria al referendum costituzionale deriva anche dalla grande mobilitazione giovanile, che si è schierata per il NO e contro l’arroganza di questo governo. Attraverso i Giovani Democratici possiamo coinvolgere una generazione che ha una grande voglia di cambiamento e una forte necessita di partecipare ed essere rappresentata nella vita pubblica.

Sulla questione palestinese in particolare c’è una mobilitazione fortissima: perché secondo lei questo tema è diventato così centrale per la vostra generazione?
E’ la più grande e plateale ingiustizia con cui si sta confrontando la nostra generazione, vediamo tutti giorni giovani palestinesi inermi massacrati, privati dei propri diritti e della propria terra. Ci siamo mobilitati nelle piazze dal primo momento a sostegno della causa palestinese. Penso che la nostra generazione si senta profondamente indignata dall’inazione dei governi occidentali. C’è una sensazione di impotenza e di rabbia, pare che ad Israele venga concessa qualunque violazione del diritto internazionale senza nessuna conseguenza. Siamo una generazione cresciuta negli ideali della pace e del rispetto dei diritti umani, a cui è stato mostrato che entrambi questi valori possono essere spazzati via da un giorno all’altro. Questa sensazione di immobilismo dell’occidente ha portato i giovani a far sentire la propria voce nelle piazza. E continueremo a farlo finché al popolo palestinese non saranno garantite pace e libertà.

Guardando a Milano, che impatto avrà questa spinta generazionale sulle prossime campagne elettorali e sull’identità della sinistra cittadina?
Penso che nelle prossime elezioni a Milano sarà fondamentale dare risposte ai temi prioritari per la nostra generazione, dalla casa al costo della vita. Servirà un grande sforzo per coinvolgere i giovani nel processo politico, le primarie ci darebbero l’occasione di coinvolgere da subito i tantissimi fuorisede e i residenti stranieri che ancora non hanno la cittadinanza italiana, parliamo di centinaia di migliaia di giovani che vivono la città ogni giorno e hanno bisogno di essere rappresentanti. Vediamo ogni mese nelle piazze una grande mobilitazione giovanile, dare risposte concrete alle istanze che portano e coinvolgere questi giovani penso sarà la chiave per le prossime elezioni.

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