Pietro Tatarella è intenzionato a candidarsi per il centrodestra come sindaco di Milano. Un profilo a cui l’esperienza politica non manca: già consigliere comunale per Forza Italia, con ben 5mila preferenze ottenute. Poi la candidatura al Parlamento Europeo e le note vicende giudiziarie – conclusesi con una piena assoluzione – che hanno fermato la sua carriera politica. Almeno sinora. Come è stata accolta la sua disponibilità in Forza Italia, il partito per il quale ha lungamente militato? Milano Quotidiano ne ha parlato con Alessandro Sorte, coordinatore lombardo degli azzurri. L’INTERVISTA
Onorevole Sorte, cosa ne pensa della candidatura di Tatarella?
Tatarella è un talento. Non posso dimenticare che quando si è candidato alle Europee, l’ultimo appuntamento elettorale l’ha fatto con me. L’ho sostenuto durante la campagna elettorale, ha subito una violenza di una crudeltà incredibile. Posso solo essere felice del fatto che lui abbia dato la sua disponibilità. Dobbiamo però allargare la coalizione.
E però Tatarella sostiene che e che sia finita la stagione dei candidati civici. Condivide questa impostazione?
Venezia ci dice il contrario. Il centrodestra è stato protagonista di un miracolo elettorale non con un profilo partitico.
Resta dunque preferibile un nome come quello di Cottarelli?
L’identikit del candidato migliore è il suo. Gode della nostra stima del mondo civico. Dopodiché, siamo concentrati maggiormente sul convincere i nostri alleati a costruire uno schema che vada oltre al perimetro del centrodestra. Non mi permetto però di scegliere dei nomi. Ci dev’essere un dialogo con il Terzo polo. Dobbiamo fare un laboratorio politico, visto che Milano è una delle poche città realmente contendibili, al contrario di Roma e Napoli, dove il sindaco uscente si potrebbe ricandidare.
Primarie sì o primarie no?
Non escludiamo nulla, ma se riusciamo a metterci d’accordo prima sarebbe meglio. Le primarie della Lega sono state rispettabilissime. Dovrebbero però essere delle primarie di coalizione e non di partito.
Lei conferma di non volere nella coalizione Vannacci? E come giudica invece il fatto che diversi altri esponenti di centrodestra, anche all’interno di Forza Italia, sarebbero invece disposti ad accettarlo?
Io penso che il centrodestra debba concentrarsi su se stesso e sul suo programma politico, e non pensare a quello che fa Vannacci. Anche perché a Venezia si è dimostrato che quando il centrodestra è forte, quello che fa Vannacci è irrilevante.
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(Immagine realizzata con Intelligenza Artificiale)


