Milano Quotidiano

Milano, il forzista Atrous: “Lo ribadisco: non si punti il dito contro gli stranieri. La Lega dissente? Ne sono contento…”

Il responsabile del Dipartimento Immigrazione di Forza Italia commenta i disordini del weekend: "Una classe politica che parla regolarmente del migrante è fuori ruolo". L'INTERVISTA

“Basta puntare il dito contro gli stranieri”. Un invito che ha fatto rumore dopo i disordini a Milano di questo weekend. Il motivo? Perché giunto da un esponente del centrodestra cittadino. Ovvero Amir Atrous, responsabile del Dipartimento Immigrazione di Forza Italia a Milano, che si è rivolto così agli alleati di governo. Questo il ragionamento integrale di Atrous: “A destra c’è chi ha già iniziato a puntare il mirino sugli stranieri, pur di non ammettere che sulle vere ragioni della protesta, dal carovita al costo insostenibile delle case e degli affitti, fino agli stipendi fermi da trent’anni, la politica non ha saputo offrire risposte adeguate”. La risposta della Lega, per bocca del segretario milanese Samuele Piscina, non è stata tuttavia molto conciliante:  “Posizioni del genere sarebbero perfette tra le file del Partito Democratico, ma non hanno nulla a che spartire con la visione e l’identità del centrodestra”. Insomma, uno scontro apertissimo. Milano Quotidiano ne ha parlato proprio con il forzista Amir Atrous. L’INTERVISTA

Marcello dell’Utri ha commentato i disordini di Milano affermando: “Chi parla di remigrazione non ha capito nulla”, facendole poi i complimenti per la sua posizione. Che significato ha?
Vuol dire che sono sulla strada giusta. Sono cose che mi onorano. In politica chi ha coraggio viene premiato. Detto dal fondatore di Forza Italia, non me l’aspettavo. Sono orgoglioso.

Il segretario della Lega milanese Samuele Piscina l’ha invece attaccata frontalmente, sostenendo che le sue parole dimostrano una totale disconnessione dalla realtà. E dichiarando che le sue posizioni sarebbero perfette con quelle del Pd. Cosa risponde?
Sono contento che Piscina mi abbia etichettato in quel modo, io sono convintamente distante dalle posizioni leghiste. Sono liberale, credo nella responsabilità individuale e nello stato di diritto della società. Non possiamo ridurre tutto il dibattito politico sullo straniero o il maranza di turno. C’è una società che sta soffrendo, la gente non arriva a fine mese, stipendi fermi da 30 anni, giovani che non riescono a costruire un futuro. E noi sentiamo una classe politica che parla regolarmente del migrante. È una politica che è fuori ruolo. Noi dobbiamo essere distanti da quella politica, tornare ad occuparci dei territori e del caro affitti, del caro carburanti e del caro bollette. Al presidio del centrodestra c’era lo striscione “vi remigreremo tutti”. Non è un modo serio di fare politica. I politici devono essere in grado di dare delle risposte.

Come commenta la legge anti-maranza voluta dalla Lega?
Sono cose da influencer. Le leggi ci sono e devono essere applicate. Forza Italia è contraria a tutti questi atti di violenza, è contraria a chi rompe le vetrine. Bisogna aumentare le Forze dell’Ordine, prendere individualmente le persone e non etnicizzare il reato. A prescindere dalla nazionalità e dall’origine, chi sbaglia deve pagare.

Come si potrebbe risolvere il problema del disagio giovanile secondo lei?
Dobbiamo capire che ci sono periferie completamente abbandonate, dove lo Stato è completamente assente. Quest’ultimo deve trovare il modo per includere il più possibile queste persone. Bisogna far sentire italiani i ragazzi di seconda generazione. Abbiamo un sacco di persone che non hanno un’identità. Uno Stato serio dovrebbe smettere di alzare lo scontro sociale. Diamo risorse alle scuole, al posto di mettere i tetti massimi del 30%. Aumentiamo i corsi di italiano. Così facendo riusciremo a recuperare queste persone. Bisogna smetterla con questi toni aspri da scontro sociale. Un docente oggi in Italia prende 1600 euro al mese, e deve pagare 1200 di affitto. Hanno tolto la dignità ad ogni persona.

Non si sente un po’ estraneo al centrodestra in questo momento?
Io ho una formazione liberale. Ho sempre avuto questa formazione, non sono estraneo. Non possiamo perdere la nostra identità. Noi siamo un partito liberale, moderato, che parlava alle imprese e alle persone. Noi non siamo né la Lega né Fratelli d’Italia. Siamo un’altra cosa. Dobbiamo tornare all’origine e capire che c’è una società che sta cambiando. Il Governo ha fatto una manovra per 500mila ingressi regolari. Negli slogan dicono “rimpatriamoli”. Da un lato le imprese ci chiedono “forza lavoro” regolare e straniera, dall’altro la politica grida per “revocare le cittadinanze”, “tetto massimo del 30%”. Sono solo slogan.

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