Milano Quotidiano

Milano, non basta scegliere un sindaco: bisogna ritrovare una comunità

Mentre si discute di sicurezza, violenza e candidati a Palazzo Marino, la cultura e la solidarietà raccontano una città che ha ancora molto da offrire. Ma serve un progetto condiviso per il futuro

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Si discute dei nomi dei futuri candidati sindaco, si condannano gli episodi di violenza, si chiedono maggiore sicurezza e nuove regole. Tutto necessario. Ma forse manca una domanda: quale Milano vogliamo costruire insieme?

La città, fortunatamente, offre già alcune risposte. La bella mostra Dalí e la Moda a Palazzo Reale ricorda che la moda non è soltanto industria e lusso, ma cultura, creatività e identità. Un patrimonio che meriterebbe finalmente un grande Museo della Moda, capace di raccontare anche gli artigiani, le imprese e il lavoro che hanno reso Milano famosa nel mondo.

Il 5 novembre il Museo Diocesano Carlo Maria Martini festeggia 25 anni. Sotto la direzione di Nadia Righi è diventato un luogo di incontro e dialogo, capace di avvicinare pubblici differenti alla bellezza. Per l’anniversario aprirà gratuitamente le porte alla città, offrendo anche l’occasione di ammirare l’Annunciazionedi Artemisia Gentileschi.

E poi c’è la Milano della solidarietà: i City Angels, Opera San Francesco, la Fondazione Fratelli San Francesco e le tante associazioni che ogni giorno si prendono cura di chi è più fragile. Una città fatta anche di botteghe, scuole, oratori e quartieri nei quali generazioni di persone, arrivate da luoghi diversi, hanno imparato a convivere.

La sicurezza è indispensabile, ma non basta a costruire una comunità. Servono cultura accessibile, spazi di incontro, solidarietà e una progettualità capace di collegare queste energie. Milano sa organizzare grandi eventi e attrarre investimenti. Deve ritrovare la stessa ambizione nel costruire relazioni e appartenenza. Perché la vera sfida non è soltanto scegliere chi governerà Milano, ma decidere quale città vogliamo lasciare a chi verrà dopo di noi.

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