Milano Quotidiano

Scontri a Milano, Sala: “Non criminalizzare chi protesta pacificamente”. Opposizione in rivolta: “Chi rompe paga”

Il sindaco difende l’arrivo dei 500 militari e rivendica la necessità di distinguere il disagio sociale dagli atti criminali. Nuovo vertice sulla sicurezza in vista dello sciopero del 30 ottobre

(immagine realizzata con l'intelligenza artificiale)
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Le devastazioni non trovano giustificazione nella protesta sociale, ma gli episodi di violenza non devono tradursi in una condanna generalizzata di chi scende in piazza pacificamente. È la posizione espressa da Giuseppe Sala lunedì 26 ottobre in Consiglio comunale, riferendo sui disordini del fine settimana del 17 e 18 ottobre.

“Le proteste possono esprimere un disagio reale e contenere rivendicazioni legittime. Però questo non rende legittimi i saccheggi, le devastazioni o le aggressioni. Allo stesso modo, la presenza di episodi criminali non può diventare un pretesto per delegittimare indistintamente chi manifesta pacificamente”, ha dichiarato il sindaco.

A sostegno della distinzione ha richiamato il corteo di sabato 24 ottobre, seguito personalmente dalla centrale operativa della Polizia locale: partecipazione significativa, nessuna violenza. Dietro una parte della protesta, osserva, si manifestano difficoltà economiche e sociali che non possono essere ridotte a una questione di ordine pubblico.

I 500 militari: “Necessari, ma è una misura temporanea”

Sala ha ricordato di essere stato tra i primi a denunciare l’insufficienza del dispositivo schierato a metà ottobre, e da lì la scelta di non opporsi al contingente disposto dal governo. “Dire che sarebbe stato preferibile avere più agenti e più carabinieri è certamente comprensibile. Però, bisogna anche misurarsi con le risorse effettivamente disponibili”, ha osservato. La presenza dei paracadutisti, prevista per tre mesi, resta però una risposta all’urgenza e non sostituisce il rafforzamento degli organici di Polizia e Carabinieri.

Oltre l’emergenza: il nodo del disagio giovanile e la richiesta di incontro a Meloni

Accanto al contenimento delle violenze, Sala ha indicato come prioritari interventi educativi, politiche sociali, servizi di prossimità e opportunità concrete per i più giovani, proponendo un confronto con gli operatori comunali e del terzo settore attivi nei quartieri. Risultati, ha riconosciuto, valutabili solo nel lungo periodo: per questo gli interventi immediati e le politiche strutturali non vanno contrapposti.

Insieme ai sindaci delle principali città italiane, Sala ha chiesto un incontro alla presidente del Consiglio, finora senza riscontro. Sul tavolo costo della vita, spese energetiche, emergenza abitativa, trasporti e gestione delle manifestazioni future. “Il Governo può naturalmente rivendicare le proprie scelte, ma non può chiedere alle amministrazioni locali di rinunciare a rappresentare le condizioni concrete delle città e delle persone che le abitano”, ha affermato.

Nuovo vertice in Prefettura in vista dello sciopero del 30 ottobre

“Il 30 ottobre riteniamo che possa essere un’altra giornata calda”. Lo ha affermato Sala in mattinata, rimandando al prefetto la valutazione complessiva. Il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica tornerà infatti a riunirsi mercoledì 28 ottobre alle 9.30 per definire il dispositivo in vista dello sciopero nazionale.

Nella stessa giornata di mercoledì, alle 15.30 in via Festa del Perdono, la sigla studentesca Cambiare Rotta ha convocato un presidio alla Statale sul diritto allo studio. Le contestazioni riguardano 1.559 idonei rimasti senza posto in residenza, cinquanta milioni mancanti per le borse di studio e aule in condizioni precarie.

“Chi rompe paga”: l’aula si infiamma

Subito dopo l’intervento del sindaco, dai banchi dell’opposizione e dagli spalti del pubblico sono partite le contestazioni: “Chi rompe paga, a Milano”, accompagnato da un “Andate a studiare” rivolto alla giunta, con la richiesta di maggiore fermezza verso gli autori delle devastazioni e il risarcimento dei danni. La presidente del Consiglio comunale Elena Buscemi è intervenuta a più riprese per riportare l’ordine ed evitare la sospensione dei lavori. Sala ha ribadito la propria posizione: “La sicurezza non deve diventare una bandiera da agitare contro qualcuno”.

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