Milano Quotidiano

Sicurezza, multe decuplicate per i reati di devastazione come a Milano

La scelta di mantenerle così basse (solo per l'urgenza del Dl) non è stato un errore di calcolo, ma una precisa mossa strategica nelle concitate ore precedenti il CdM

Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

Un colpo di spugna immediato per calmare le piazze, un testo scritto di corsa e sanzioni talmente basse da rischiare di far ridere l’opinione pubblica. Due giorni dopo il Consiglio dei Ministri straordinario che ha varato il nuovo decreto legge sulla sicurezza, convocato d’urgenza dopo i drammatici scontri e le devastazioni che hanno sconvolto il centro di Milano nello scorso fine settimana, emerge un clamoroso retroscena politico. Le cifre inserite nel provvedimento ufficiale – che parlano di un’ammenda massima di circa 20.000 euro per chi partecipa con violenza ai disordini e di sanzioni amministrative ridicole, comprese tra i 500 e i 1.000 euro, a carico dei genitori dei minorenni che commettono reati – sono provvisorie. Fonti parlamentari e governative ai massimi livelli della maggioranza assicurano che l’esecutivo è perfettamente consapevole dell’inefficacia e dell’esiguità di queste somme. La scelta di mantenerle così basse non è stata un errore di calcolo, bensì una precisa mossa strategica concordata nelle concitate ore precedenti il Consiglio dei Ministri.

Il compromesso con il Quirinale

Il problema principale risiedeva nella delicatissima interlocuzione istituzionale tra Palazzo Chigi e il Quirinale. Il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, esercita un rigoroso controllo di costituzionalità sui decreti d’urgenza prima di apporvi la firma necessaria per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Presentare sin da subito un testo con sanzioni draconiane e confische patrimoniali preventive avrebbe rischiato di far sorgere pesanti rilievi tecnici da parte degli uffici del Colle, rallentando o addirittura bloccando l’intero impianto in un momento in cui l’ordine pubblico milanese esigeva una risposta politica immediata. Per evitare pericolosi bracci di ferro istituzionali e blindare il contingente d’urgenza di 500 militari da inviare subito a Milano, il governo ha scelto la via del compromesso al ribasso, inserendo sanzioni puramente simboliche pur di ottenere il via libera immediato della Presidenza della Repubblica.

Il vero gioco, tuttavia, inizierà adesso. La Costituzione italiana assegna un tempo tassativo di 60 giorni affinché un decreto legge venga esaminato, emendato e convertito in legge formale dalle Camere, pena la sua totale decadenza. È proprio durante questo percorso parlamentare a tappe forzate che la maggioranza ha già pianificato di sferrare la vera stretta punitiva. Le medesime fonti di vertice confermano che, tramite una pioggia di emendamenti blindati che verranno presentati sia alla Camera che al Senato, l’importo delle multe e delle ammende verrà enormemente aumentato, arrivando in molti casi a essere quasi decuplicato rispetto alle bozze attuali. Le sanzioni a carico delle famiglie dei teppisti minorenni e i risarcimenti per i danni causati alla città verranno gonfiati fino a raggiungere cifre capaci di esercitare un reale deterrente economico, trasformando quello che oggi appare come un testo debole in una legge di ferro.

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Segui nicolaporro.it su Google CLICCA QUI