Tensione a Repubblica per l’intervista -pubblicata oggi- a John Elkann, presidente della Fondazione Agnelli ed ex editore del quotidiano. Una scelta che non è piaciuta al Comitato di redazione, intervenuto con un duro comunicato per prendere le distanze dalla decisione di dedicare un’intera pagina all’imprenditore, soprattutto alla luce della recente e travagliata separazione tra il giornale e la precedente proprietà.
«Riteniamo questa scelta inopportuna e controproducente, specie dopo la difficile vertenza che abbiamo vissuto con la sua proprietà», scrive il Cdr. Il punto, precisano i rappresentanti dei giornalisti, non è tanto il contenuto dell’intervista quanto le domande che, a loro giudizio, Repubblica avrebbe dovuto rivolgere al suo ex editore.
Il comunicato usa infatti parole particolarmente nette: «Senza entrare nel merito delle sue parole, quelle di un miliardario che delocalizza fabbriche e al contempo parla di “scuola pubblica”, da lui ci aspettiamo ben altre delucidazioni». E il Cdr elenca i temi sui quali vorrebbe vedere incalzato Elkann: «Sulla dismissione del gruppo Stellantis in primis, sulla demolizione scientifica del gruppo editoriale Gedi, sulle poco edificanti vicende giudiziarie che lo vedono coinvolto».
Secondo la rappresentanza sindacale sono queste «le risposte che il giornalismo di Repubblica pretende, con i fatti e con le inchieste», nonché i contenuti che, a suo giudizio, si attendono i lettori. Una presa di posizione che riapre inevitabilmente il capitolo dei rapporti tra la redazione e la precedente proprietà di Gedi.
Il Cdr ricorda inoltre quanto aveva già chiesto, privatamente ma in forma ufficiale, alla nuova proprietà: recuperare «una rinnovata capacità di dettare l’agenda politica ed economica del Paese, anziché subirla», pubblicando «più notizie scomode per il potere, più inchieste, più coraggio». Una discontinuità che, secondo i giornalisti, dovrebbe riguardare esplicitamente anche il racconto degli affari del precedente editore e, più in generale, «le vicende dell’economia e del potere finanziario». «Questa è l’occasione per ribadire questo concetto fondamentale per noi e per la nostra credibilità», conclude il comunicato.
L’intervista contestata, firmata da Beniamino Pagliaro, è invece incentrata soprattutto sulla scuola, alla vigilia dei sessant’anni della Fondazione Agnelli. Elkann sostiene che «la conoscenza è il primo investimento sul futuro» e indica nella scuola pubblica uno degli strumenti fondamentali per ridurre le disuguaglianze. Parla del ruolo di insegnanti e dirigenti, degli investimenti nell’edilizia scolastica e della necessità di rafforzare le materie scientifiche. Sul tema degli studenti stranieri afferma che «l’integrazione si costruisce nella vita quotidiana della scuola», mentre sull’intelligenza artificiale sottolinea la necessità di formare ragazzi «capaci di giudizio e di spirito critico».
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