Piovono multe! (Simone Baldelli)

Molto spesso ascoltiamo i politici dire che è necessario occuparsi di temi concreti che riguardino da vicino la vita quotidiana dei cittadini, soprattutto quando si tratta di regole e imposte. E anche recentemente nel mio libro Le tasse invisibili ho cercato di sostenere come la moderna imposta sia etica e spesso sia camuffata da multa. Piovono multe! (Rubbettino) di Simone Baldelli, parlamentare con una certa esperienza, tratta un tema concreto che riguarda da vicino la nostra vita quotidiana e le nostre tasche.

L’autore è un politico che abbina speciali doti artistiche e un profilo istituzionale a una meritoria passione per la difesa dei diritti di consumatori e automobilisti da abusi e vessazioni, come a esempio le multe selvagge. Ricordo un principio base: il dipendente pubblico, compresi vigili e operatori di sicurezza, sono al nostro servizio e non il contrario. Se, infatti, ci sono i comportamenti sbagliati dei cittadini, tra cui la sosta selvaggia, ci sono anche comportamenti sbagliati da parte delle amministrazioni locali che puntano a far cassa usando impropriamente lo strumento delle multe come una sorta di antipatica leva fiscale parallela. Ed è nell’incontro-scontro tra «sosta selvaggia» e «multa selvaggia» che prende corpo uno degli assi portanti di questo libro: la differenza di trattamento fra cittadini e amministrazioni.

Quando i cittadini parcheggiano male, molto spesso arrivano i vigili e li multano. Quando, invece, sono le amministrazioni locali a farsi prendere la mano dalle sanzioni selvagge, questi abusi restano spesso impuniti. Il libro racconta in modo documentato e discorsivo, citando anche casi locali concreti, oltre cinque anni di battaglie parlamentari combattute dall’autore con, o, per meglio dire, «contro» il governo di turno, e consumate tra l’aula della Commissione trasporti e l’assemblea di Montecitorio, su temi tristemente familiari per tutti noi: a partire dagli autovelox nascosti a tradimento sulle nostre strade più per fare cassa che per fare sicurezza, fino ad arrivare alle multe «a strascico» per divieto di sosta, senza preavviso di notifica, passando per gli «abusi» degli ausiliari privati del traffico che molto spesso, specie in città come Milano, fanno multe fuori dalle zone di loro competenza.

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Marco Piumi
Marco Piumi
25 Novembre 2019 9:24

Posso fare due esempi personali.
Una multa per eccesso di velocità a 57 Km/h ridotti a 52 Km/h (limite di 50 …) grazie al solito autovelox, per distrazione feci un sorpasso ad una macchina lenta (un sorpasso a 57 Km/h e ho detto tutto) e poco dopo mi sono ricordato che forse c’era un autovelox. Per fortuna solo 35 euro e nessun punto.
Multa ad un parcheggio a pagamento per aver lasciato la macchina 12 minuti oltre il pedaggio che avevo pagato. Parcheggio vicino al lavoro e basta una telefonata o un piccolo impegno per ritardare l’uscita e zac! multa degli indefessi ausiliari. 25 Euro circa.
Sono multe fastidiose e eccessivamente zelanti per chi rispetta normalmente le leggi e le regole.
Posso capire multe a chi va veramente veloce (la multa in questione è in un corso (C.so Francia a Collegno per chi la conosce) a 3 corsie per senso di marcia e con un limite assurdo.

Enrico De Biz.
Enrico De Biz.
24 Novembre 2019 17:42

Elisabetta . La seguo da un pò.
Ma quand’è che imparerà ad esprimersi in un italiano corretto?

Davide V8
Davide V8
24 Novembre 2019 17:24

In fondo dai tempi di don Rodrigo e dei bravi, o di Robin Hood, non è cambiato poi molto.

rosario nicoletti
rosario nicoletti
24 Novembre 2019 16:45

Confesso che la piccola estorsione che i comuni esercitano nei confronti degli automobilisti non mi appassiona: fermo restando che è anch’essa deplorevole. Mi interessa molto di più la GRANDE estorsione esercitata dallo Stato, con un gragnola di tasse e ecologiche/morali/per il bene dei cittadini. Bello il libro di Porro: ma – forse – manca un capitolo. Perché non è stata esplorata la “sicurezza”? Nel suo nome sono volati miliardi! Pochi hanno il coraggio di parlarne.

Elisabetta
Elisabetta
24 Novembre 2019 14:32

Faccio i miei complimenti al Giornalista di Petrolio che dopo l’intervista ad Emiliano pare essere balzato in prima serata su RAI 2 dopo che era piombato a notte inoltrata.
Una regola chiara è che se vuoi avere delle informazioni quasi attedibili non devi guardare la TV prima della mezzanotte.
Se sem capiti Porro?
Cadò di una pulce ( ex piccola serva della finanza) al sistema.

Elisabetta
Elisabetta
24 Novembre 2019 14:22

Caro Porro il contratto di affitto con qualche clausoletta a riscatto/vendita alla Mittal ( i contratti di aziende pubbliche devono essere pubblici, dove lo trovo?) mi fà dire che Gentiloni ha sicuramente svenduto l’Ilva e che la manfrina attuale tra M5S/PD e Mittal ha lo scopo che adducevo qualche post fà.
le carratteristiche degli acciai SPECIALI Ilva me li studierò ( con l’ausilio di chi ne sà più di me).
ma le anticipo che la flessione del mercto acciaio non giustifica un piano industriale presentato 3 anni fà con quelle richieste di variazione che esige la Mittal.
Vediamo il servo Conte e Di Maio insieme all’allegra banda PD che combinano?
Quello che hanno sempre combinato tutti i governi di tutti i colori regalie ai privati!

Daniele Santicola
Daniele Santicola
24 Novembre 2019 13:59

le multe vanno commisurate al reddito, senza ulteriore indigio
questa si’ sarebbe una cosa positiva, invece di tante chiacchere a vuoto

Elisabetta
Elisabetta
24 Novembre 2019 13:39

Lei non sò a che punto della piramide dei capitalisti è collocato ma Ruffini che non mi sembra proprio l’ultimo arrivato nel mondo dell’imprenditoria con BR ( Black ROCK) ha un “alleato” in casa, il cui numero di azioni non si conta ma si pesa ed il peso di Moncler non vale quello di Balck Rock.
I piccoli, medi e granndi imprenditori servono alle multinazionali così come l’indotto serviva ad Agnelli , li monopolizzava ( monopolio di forniture) e poi li strozzava!