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Elon Musk, la destra ha trovato il suo profeta?

Visionario e non disponibile a compromessi, mister Tesla scalda la platea di Atreju

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Elon Musk © immagine realizzata con l'Ai

Elon Musk conquista Atreju. Il grande ospite della kermesse di Fratelli d’Italia non ha deluso le attese e ha confermato ancora una volta che potrebbe essere lui il nuovo punto di riferimento, “il profeta”, della destra. Nel corso dell’intervista realizzata da Nicola Porro, il visionario imprenditore di origine sudafricana si è soffermato su alcuni temi cruciali come la denatalità, l’immigrazione e la nuova religione woke, confermando una visione emblematica del libertarismo. Privo di ideologie e di tessere di partito – anzi, per assurdo ha sempre votato i democratici, almeno sino alla candidatura di Donald Trump – mister Tesla potrebbe semplicemente essere quell’icona futurista di cui c’era il bisogno.

Accolto come una rockstar, Musk è salito sul palco di Atreju incitando gli italiani a fare più bambini e a difendere la libertà di pensiero contro il “virus woke” della sinistra. Già in passato si era soffermato sull’allarme denatalità in Italia e anche ieri ha ribadito ancora una volta come l’immigrazione senza freni tanto cara alla sinistra non rappresenti la soluzione: niente clandestini, ma richiedenti asilo in regola e soprattutto disposti ad accettare la cultura occidentale. Non si tratta di un dettaglio da poco, considerando le cronache degli ultimi mesi e complice la crisi in Medio Oriente che ha riacceso l’allarme terrorismo.

La destra non può non sposare la sua linea per quanto concerne la transizione energetica. Il miliardario sudafricano ha stigmatizzato senza mezzi termini gli allarmi green, frutto di un ideologismo a dir poco talebano. Lui che ha elettrificato il mondo con le sue Tesla è tra i pochi a poter proferire parola su un tema così delicato, per questo motivo le stoccate agli ambientalisti – accusati di spandere terrore e “far perdere la speranza” sulla crisi climatica e di “demonizzare” petrolio e gas – suonano come musica, perché distanti anni luce dagli integralismi pressoché strumentali di certa sinistra.

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Ma c’è un altro punto su cui la destra può prendere Musk come modello, quello della libertà di espressione, considerata dall’imprenditore di Pretoria come un baluardo della libertà dell’individuo. La tirannia del politicamente corretto deve essere combattuta e vinta, per non scivolare su terreni pericolosi. Impossibile non pensare alla sua gestione di X, ex Twitter, trasformato da salottino social radical chic in piazza libera, senza filtri, senza censura. Guai ad importare certe storture dagli Stati Uniti, basti pensare al caso Disney: Walt “si starà rivoltando nella tomba”, la stoccata di Musk.

Certo, Musk non è tecnicamente un conservatore. E non tutto l’Elon-pensiero coincide con quello che professano Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia. Il suo aver avuto due figli da maternità surrogata, che il centrodestra vorrebbe trasformare in “reato universale”, per esempio, stride e non poco con le linee politiche impresse dal partito di Giorgia Meloni. Ma Musk va preso per quello che è: un pensatore liberale, ma soprattutto libero. Un uomo cui ispirarsi, se volete, ma senza la necessità di dover mettere delle bandierine o di ricorrere a schemi ormai superati. Il futuro è ora, va guardato con ottimismo e Musk lo ha capito: seguire questa scia sarebbe tutt’altro che una cattiva idea.

Massimo Balsamo, 17 dicembre 2023

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