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L'allargamento della Nato

Nato, sì a Svezia e Finlandia: cos’ha avuto in cambio Erdogan

Ormai è ufficiale: Erdogan ha tolto il veto per l’ingresso di Svezia e Finlandia nella Nato. Prosegue l’allargamento dell’alleanza

Signing ceremony between Türkiye, Finland, and Sweden
Credit immagine Nato First row: Mevlüt Çavuşoğlu Minister of Foreign Affairs of Türkiye, Pekka Haavisto Minister of Foreign Affairs of Finland, and Ann Linde of Minister of Foreign Affairs of Sweden Second row: NATO Secretary General Jens Stoltenberg, President Recep Tayyip Erdoğan of Türkiye, President Sauli Niinistö of Finland and Prime Minister Magdalena Andersson of Sweden

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Se due settimane fa, sul sito nicolaporro.it, raccontavamo la ferma posizione di Erdogan contro l’ingresso di Svezia e Finlandia nella Nato; a pochi giorni di distanza, le parti sembrano arrivate definitivamente ad una soluzione.

L’allargamento della Nato a Svezia e Finlandia

A Madrid, dove per oggi e domani è programmato il vertice dell’alleanza atlantica, i tre Stati sottoscriveranno un memorandum, volto a superare gli ostacoli che portavano Erdogan a porre il veto sull’ingresso di Helsinki e Stoccolma. Sotto questo profilo, i due Paesi nordici hanno deciso di cooperare con Ankara contro il Pkk (Partito dei Lavoratori del Kurdistan), movimento da sempre sostenuto, non solo militarmente, ma anche offrendo rifugio a trenta curdi che il governo turco identificava come terroristi. Nel braccio di ferro tra le due parti, Jens Stoltenberg ha dovuto cedere anche su un altro aspetto: non sarà imposto nessun embargo sull’industria difensiva turca. Ricordiamo, infatti, che la Turchia è soggetta da due anni all’applicazione di sanzioni americane ed europee, proprio a causa dell’acquisto di armi direttamente dalla Federazione Russa.

Insomma, dopo aver svolto un ruolo essenziale nella guerra in Ucraina (Ankara blocca gli stretti del Bosforo e dei Dardanelli alle navi russe, che porterebbero Mosca ad affacciarsi al Mediterraneo direttamente dal Mar Nero), ecco che la Turchia agisce tuttora come ago della bilancia occidentale, tenendo sotto scacco i 30 Paesi membri dell’alleanza atlantica.

Nella capitale spagnola, quindi, saranno ufficialmente invitati anche i rispettivi leader finlandese e svedese, proprio per sottoscrivere l’atto che darà avvio alle ratificazioni. A quel punto, la Nato passerà da 30 a 32 Stati, dopo l’ultima adesione della Macedonia del Nord nel 2020.

Come reagirà Putin?

Un ruolo decisivo lo svolgerà anche la Russia di Vladimir Putin. Come sarà accolta la notizia dell’ufficiale ingresso nel mondo occidentale di due Nazioni, da sempre sotto l’egemonia sovietica? Nel corso di questi mesi, il Cremlino aveva già posto in essere concrete azioni di tensione, volte ad “avvisare” Stoccolma e Helsinki delle future conseguenze. Non è un caso, infatti, che la Russia abbia violato più volte lo spazio aereo dei prossimi Paesi Nato, oltre a minacciare militarmente la Lituania, in virtù della decisione di quest’ultima di bloccare le merci destinate a raggiungere la regione russa del Kaliningrad.

Da una parte, è possibile che l’entrata di Svezia e Finlandia possa rendere Putin ancor più radioattivo di quanto non lo sia già attualmente. Dall’altra, però, l’ingresso si traduce come una sconfitta di Mosca. L’invasione dell’Ucraina, infatti, venne presentata come la risposta russa al costante allargamento Nato, e la conseguenza è stata proprio quella che si voleva evitare: avvicinare altri Paesi, da sempre satelliti del Cremlino, alla parte occidentale.

Come affermato anche dal segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg: “Putin ha ottenuto il contrario di ciò che voleva”. Ora, sta a lui decidere quale mossa di scacchi attuare e quale pedina spostare. Speriamo solo che sia un semplice pedone e non una regina.

Matteo Milanesi, 29 giugno 2022