Noi, consulenti del lavoro, dimenticati da Conte

Condividi questo articolo


Pubblichiamo di seguito la lettera di Marina Calderone, Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro, indirizzata al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Illustre Presidente,

Le scrivo per rappresentarLe la gravissima situazione in cui i 26.000 Consulenti del Lavoro sono costretti ad operare. Sin dall’entrata in vigore del D.L. 18/2020 ci siamo messi al lavoro, nonostante le mille difficoltà che quotidianamente incontriamo per mantenere l’operatività delle nostre strutture, con l’unico scopo di  mettere in sicurezza le aziende e i lavoratori italiani con il ricorso alle integrazioni salariali. Lei è certamente consapevole che la scelta adottata dal Governo di finanziare la cassa integrazione emergenziale “COVID-19” aumentando le risorse oggi disponibili sulle varie gestioni tenute presso l’INPS, costringe a presentare una molteplicità di domande differenti – una tipologia per gestione – per una causale che, invece è uguale per tutti. Sarebbe bastato invece creare un unico ammortizzatore sociale emergenziale, appostare su di esso tutti i fondi oggi dispersi sulle varie gestioni, e tutto sarebbe stato più semplice ed immediato, per noi e per l’INPS. Lo abbiamo proposto ripetutamente, non ultimo nel documento presentato al Senato con le osservazioni sulla conversione in legge del DL 18/2020; forse, in questo caso, l’obiettivo di pagare i primi sussidi entro il 15 aprile, si sarebbe raggiunto!

Allo stato attuale, Illustre Presidente, sarà invece impossibile che, nonostante la buona volontà di tutti, in primis dei Consulenti del Lavoro che stanno lavorando senza sosta da quando l’INPS ha consentito la presentazione delle domande, i lavoratori ricevano i primi pagamenti delle integrazioni salariali nei tempi da Lei enunciati. Ad oggi ancora diverse regioni non hanno firmato con le parti sociali gli accordi per la Cassa Integrazione in Deroga; la maggior parte delle regioni che lo hanno siglato, invece, non hanno ancora aperto i vari e differenti canali di presentazione delle domande, uno per ogni regione e provincia autonoma, con modulistica e procedure informatiche differenti. Da giorni i Consulenti del Lavoro hanno ingaggiato una lotta contro il tempo, contro le tante burocrazie di questo Paese, contro le evidenti incongruenze dei vari processi di concessione introdotti dal decreto.

La voglio rassicurare sul fatto che, contrariamente a quanto sostenuto da alcuni sindacati dei lavoratori in un attacco gratuito e inopportuno in questi tempi difficilissimi, nessuno dei 26.000 Colleghi attende la scadenza della “fine del quarto mese successivo alla data di inizio della sospensione” per presentare le domande di intervento. Abbiamo troppo rispetto per le aziende e i lavoratori assistiti, per i loro bisogni, per le difficoltà e per il dramma che tutti noi stiamo vivendo, per non dare il meglio del nostro contributo per aiutare il nostro Paese in difficoltà! Come tutti gli italiani, ascoltiamo con attenzione ogni parola da Lei pronunciata nelle conferenze stampa, nei messaggi ai cittadini, negli interventi parlamentari.

Per questo, Le rassegno la delusione della categoria per avere udito, nel suo atteso intervento in Parlamento, parole di ringraziamento per l’opera che stanno svolgendo i sindacati dei lavoratori e nessun incoraggiamento per quanto i Consulenti del Lavoro, giorno dopo giorno, fanno nell’interesse di tutti. Eppure Lei ci conosce bene, Signor Presidente! A Lei sono noti la qualità del nostro contributo tecnico e l’impegno profuso nella risoluzione dei mille problemi delle aziende e dei lavoratori assistiti. In nome di questo impegno abbiamo sempre scelto il lavoro e ci siamo tenuti lontani dalla polemica fine a se stessa. Con rammarico, dobbiamo riscontrare che in momenti drammatici come quelli che stiamo vivendo, dobbiamo quotidianamente registrare gli attacchi dei sindacati che imputano a noi la scelta di molte aziende di non anticipare i sussidi di integrazione salariale e di richiederne il pagamento diretto da parte dell’INPS.

Nulla si dice, invero, del fatto che nella stragrande maggioranza dei casi, le informative sindacali e gli accordi sono imposti a realtà in cui i sindacati non sono presenti, non hanno iscritti e che non conoscono direttamente. Nulla si dice sul fatto che le aziende, nella stragrande maggioranza dei casi, non hanno la liquidità necessaria a far fronte direttamente alle anticipazioni perché non hanno riserve di denaro e vanno avanti con gli incassi della gestione ordinaria che oggi è impedita dalle misure che si è reso necessario adottare per contrastare la diffusione dell’epidemia.

Ti è piaciuto questo articolo? Leggi anche


Condividi questo articolo


13 Commenti

Scrivi un commento
  1. LUI, CONSULENTE DI SE STESSO, non può accettare consigli da nessuno perché la vanità e la presunzione tipica degli esseri dotati di straordinari QI, glielo impediscono

  2. LUI, CONSULENTE DI SE STESSO, non può accettare consigli da nessuno perché la vanità e la presunzione glielo impediscono

  3. Grazie per aver dato spazio alla lettera della Presidente Calderone.

    Purtroppo quello che si sta verificando in questi giorni è frutto di normative assennate e farraginose, emanate da chi non ha avuto l’umiltà di condividerne il contenuto con i Professionisti coinvolti, ma solo con le parti sociali, inserendo esami congiunti assolutamente inutili e che servono a molte associazioni solo per fare richieste economiche alle aziende.

    Questo è ciò che avviene quando gli interventi non sono frutto di competenze tecnico-giuridiche e a pagarne le spese saranno i lavoratori.

    Potrei scrivere molto, ma sarebbe meglio se qualcuno ascoltasse quello che abbiamo da dire.

    … un Consulente del Lavoro

  4. Buongiorno a tutti e grazie alla redazione ed ai professionisti per il lavoro essenziale che svolgete.

    A mio avviso, questa lettera evidenzia i problemi strutturali del sistema paese e della gestione reale della “Res Publica” che trasversalmente impattano su tutti i settori, sistemi, iniziative non solo adesso in tempi sostanzialmente di simil guerra (sanitaria economica e) ma sono intrinsecamente legati al nostro vivere quotidiano anche in tempi normali, per così dire.

    Per non essere noiosissimo lancio solo pochi spunti di riflessione da condividere con voi

    1)     Dicotomia tra dichiarazioni, azioni formali e concreta applicazione delle stesse.

    Questo aspetto crea incertezza e disorientamento nei professionisti, nelle imprese ed in sostanza negli esseri umani.

    Meglio dare certezze anche se spostate nel tempo non credete?

    In sostanza meglio dire “prenderai un contributo tra due mesi” e definire strategie percorribili per il sostegno nel tempo intermedio.

    Se una persona è pienamente consapevole di cosa gli accade. Si può organizzare di conseguenza praticamente e mentalmente, non dico che sarà serena ma avrà almeno elementi certi sui quali basarsi.

    2)     Mancanza di una valutazione sull’impatto che un precetto formale ha sulla vita reale

    Io posso anche dire in un atto normativo “entro il giorno x una certa categoria dovrà fare l’azione y” ma siamo sicuri che un precetto normativo possa dilatare il tempo ed i mezzi del soggetto su cui si abbatte? Le giornate sono sempre di 24 ore, la mobilità è quella che è… e per la piena gestione delle regole spazio temporali non siamo ancora riusciti a raggiungerla.

    3)     Poca relazione tra numeri e vite vere

    I 26.000 consulenti del lavoro non sono un numero asettico sono 26.000 lavoratori che sono anche madri padri figli e come tali devono essere valutati supportati e tutelati, si deve tenere conto delle difficoltà operative di ogni categoria e di ogni persona che la compone. Questo vale ovviamente per ogni azione normativa che impone “fare o non fare qualcosa”

    4)     Rischio di addebitare responsabilità a chi non ha colpe

    Se non definisco bene tempi reali per la gestione delle attività, quando un soggetto non vedrà il bonifico sul suo conto a chi imputerà la colpa?

    Al suo datore di lavoro (che è già in crisi nera e se richiede in questo caso la cassa integrazione è perché NON ha lavoro e spesso non ha liquidità)? Al Consulente del lavoro (che ha tempi tecnici e procedure da rispettare quindi non può fare miracoli)?

    Ma siamo sicuri che chi corre il rischio di essere visto come “brutto e cattivo” è davvero tale?

  5. Ma il “nostro” capetto si è dimenticato di tutti.. slitta la c.i.g., voucher baby sitter a maggio..

    tutte le categorie estromesse dai suoi ineccepibili dpcm, tranne la categoria dei dipendenti pubblici, quella è l’unica che continua a beneficiare di questa deriva dittatoriale..

  6. Il mio pensiero è che lo stato dovrebbe per le aziende PMI aperte al momento e per le altre che riapriranno in futuro incrementare lavoro aumentare assunzioni mettere così a disposizione il denaro pubblico a totale sostegno dei costi esorbitanti delle aziende più lavoro più economia e meno povertà ad arrivare che i costi possano essere sostenuti dalle aziende…..altrimenti qui si rischia una rivolta popolare

  7. Buongiorno, sono uno dei tanti Consulente del Lavoro italiani e confermo in pieno quanto affermato dal nostro Presidente, in merito alle difficoltà operative che stiamo incontrando giornalmente, continuando a lavorare e superando anche la paura da emergenza sanitaria, e per questo La ringrazio per aver dato voce e risonanza al nostro lavoro, spesso sottovalutato o addirittura ignorato e schernito. Cordialmente

  8. Semza la categoria dei CONSULENTI DEL LAVORO nessun lavoratore in Italia potrebbe beneficiare degli ammortizzatori sociali previsti dal governo … e nessuno ci nomina … !!!

  9. Sono assolutamente d’accordo con l’articolo

    Il mio consulente del lavoro mi ha chiamato ier sera alle 20, stava ancora lavorando e lo stesso farà oggi, sabato, da casa.

    un grazie a questa categoria misconosciutai

  10. citando un mio professore una delle piu’ grande lezioni della mia vita: Un giorno arrivai in ritardo e stavo giustificandomi e il professore mi disse: ” c’e’ sempre un motivo perche’ una persona arriva in ritardo, ma tu non devi arrivare in ritardo i tuoi colleghi erano gia qui….quando arrivi in ritardo manchi di rispetto ai tuoi colleghi…” da quel momento sono sempre arrivato in orario ( ma questo e’ poco importante)

    quello che voglio dire e’ che c’e’ sempre un motivo perche’ non arrivano le mascherine, i respiratori etc….ma in questo devono arrivare (non devono esistere scuse ) ogni ritardo sono morti che il governo ha sulla coscienza…. Quando e’ caso di vita o morte le scuse non devono esistere, non esiste domani…devono esistere solo certezze solo oggi…

  11. Il lavoro è finito!!!

    “Bill Gates nel 2015 disse ad un’intervista che: “lo sviluppo dei software per la sostituzione del lavoro umano prosegue ed è inarrestabile. Camerieri, infermieri, autisti non sono a rischio, ma sono lavori che nel giro di 10 anni non esisteranno più. La tecnologia nel tempo ridurrà la domanda di lavoro umano, in particolar modo per quanto attiene le mansioni più semplici. Fra 20 anni la domanda per una miriade di abilità umane sarà ridotta a zero. Credo che la popolazione non abbia coscienza di quello che sta accadendo”.

    Il nostro sistema si trova in una posizione di stallo, in contraddizione con se stesso. Perché tutto il sistema economico si basa sui redditi da lavoro. Quindi da una parte si devono ridurre i consumi e gli sprechi, a rischio ci sono le condizioni ambientali e la nostra salute. Dall’altra c’è la necessità di aumentarli per far girare l’economia.

    Abbiamo quindi una situazione paradossale, in cui il reddito è legato all’attività lavorativa, questa genera consumi e quindi altro lavoro. Se non c’è lavoro, non c’è consumo, non c’è produzione, non c’è la nostra società.

    Dobbiamo superare questa visione, il lavoro di massa è finito, volge al termine. Dobbiamo immaginare un altro mondo, in cui esiste un reddito slegato dal lavoro.”

    E’ la New Economy, baby.

    state a casa ed internet penserà a tutto!!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *