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La critica del generale

“Non è capo di niente”. Il generale Tricarico contro Michel: “Basta passerelle in Ucraina”

Leonardo Tricarico

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Le foto ieri hanno fatto il giro del mondo. Dopo l’attacco russo su Kiev in occasione della visita istituzionale del segretario dell’Onu, Antonio Guterres, adesso il turno di Charles Michel che a Odessa è stato costretto a rifugiarsi in un bunker per “sfuggire” ai missili ipersonici di Putin. La notizia ha ovviamente occupato le prime pagine dei giornali internazionali, per il suo valore simbolico. Ma oggi il generale Leonardo Tricarico in diretta a Tagadà su La7 ha bacchettato la scelta del presidente del consiglio europeo di spingersi fino al fronte.

È stato un bombardamento mirato o un fatto casuale? “Non credo l’abbiano fatto volutamente – ha detto Tricarico – Queste visite vengono organizzate adottando delle cautele molto accurate. Viene tenuta segreta e si diffonde la notizia solo ad evento avvenuto o in corso. Proprio per evitare fatti di questo tipo”. Semmai, più che capire se i russi l’abbiano fatto apposta oppure no, il generale criticherebbe in generale le visite di certi politici nei teatri di guerra. O forse le abolirebbe del tutto, soprattutto se non portano grosso valore aggiunto. “Queste processioni a cosa servono? Chi l’ha autorizzato ad andare lì? Michel non è capo di niente. Lui è il coordinatore di un ente intergovernativo, e quindi per realizzare degli atti formali ufficiali deve ottenere l’autorizzazione di tutti gli Stati europei. Io non credo che questo sia avvenuto”.

Tricarico ne ha per tutti. Anche per Jens Stoltenberg, che due giorni fa s’è sperticato in valutazioni che forse escono dal suo ruolo istituzionale. Dopo l’apertura di Zelensky ad un possibile accordo con la Russia per la cessione della Crimea, infatti, il segretario generale della Nato ha straparlato e “rimesso al suo posto” il presidente ucraino. Il messaggio è arrivato forte e chiaro: la Nato, o almeno la sua guida americana, non sembra voler cercare la pace nell’immediato. L’obiettivo ora pare piuttosto essere quello di “indebolire” Putin al punto che non possa più muovere guerra. Poi chissà: magari ci scappa anche un regime change… La domanda che molti si pongono è: Stoltenberg aveva chiesto il benestare degli Stati membri prima di prendere quella posizione? “Non credo sia successo – ha detto Tricarico – ed è la cosa più grave che non è stata sottolineata a sufficienza”.