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Nuovi dati Iss: si confermano i dubbi sulla terza dose

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Articolo di Paolo Becchi, Giuseppe Cutuli e Nicola Trevisan.

L’articolo precedente ”Sorpresa sulla terza dose: cosa dicono i numeri con oltre 347mila visualizzazioni (e stanno continuando a salire) ha suscitato grande interesse. Significa che una parte dell’opinione pubblica sta prendendo coscienza e questo è un segnale importante. Ricordiamo come l’obiettivo di tale articolo era la valutazione dell’efficacia della terza dose sulla popolazione, considerando un orizzonte temporale omogeneo sia per quanto riguarda i contagi, le ospedalizzazioni e i decessi. Cosa che l’Iss, nella tabella 5 che pubblica settimanalmente, non fa. I dati vengono posti sempre con periodi diversi e valutati a ritroso nel tempo senza una logica. Tale modo di esporre i dati falsa la situazione in essere come dimostrato nel nostro lavoro. Per correttezza informiamo i nostri lettori che abbiamo ritenuto di dover scrivere all’Iss per chiedere di farci capire dove sbagliamo con la nostra analisi. Non pretendiamo di essere in possesso della verità, se abbiamo sbagliato vogliamo però sapere dove.

Al momento, su quanto pubblicato, non ci sono state prese di posizione in grado di contestare la nostra tesi e conclusioni. In ogni caso rispondiamo qui ad alcuni “dubbi” e domande, emerse dagli utenti, in seguito all’articolo:

  • Base dati non controllata e non randomizzata: questa obiezione è sacrosanta quando si fanno studi “specifici” su campioni rappresentativi di una popolazione, ma nella analisi proposta il focus è sempre stato l’intera popolazione italiana; quindi, non si corre il rischio di avere risultati falsati. Inoltre, ricordiamo che la base dati utilizzata, deriva da report pdf ricopiati “a mano” di settimana in settimana perché, a differenza degli enti di controllo di altri Stati come UK o Israele, l’ISS non mette a disposizione i dati “grezzi” da cui fanno derivare le loro tabelle, e spesso negli stessi pdf si trovano errori e contraddizioni [1].
  • Terapie Intensive: queste non sono state prese in esame in quanto, volendo analizzare le incidenze delle diverse categorie di popolazione vaccinate, il fatto che solo una porzione di decessi avviene nelle T.I. rende l’analisi dell’evento “ricovero in terapia intensiva” falsato e dipendente da procedure operative degli ospedali [2].

Nuova ipotesi

In questo nuovo articolo proponiamo la stessa tesi sull’efficacia della terza dose, ma partendo da un’ipotesi diversa rispetto a quella iniziale, che tiene conto della tempistica media di ricovero e decesso che intercorre al momento della diagnosi Covid positiva:

  • i dati degli ospedalizzati una settimana dopo i dati dei contagiati;
  • i dati dei decessi due settimane dopo i dati dei contagiati.

Questo perché dal report Caratteristiche dei pazienti deceduti positivi all’infezione da SARS-CoV-2 in Italia, pubblicato il 10 gennaio 2022 dall’Iss, si evince come l’intervallo temporale che intercorre dalla diagnosi (tampone positivo) all’ospedalizzazione sia in media di 5 giorni, mentre dall’ospedalizzazione al decesso passano mediamente 8 giorni.

Per descrivere, quindi, il corretto flusso causa-effetto per gli eventi diagnosi-ospedalizzazione -decesso, è necessario prendere in considerazione popolazioni che non fanno riferimento allo stesso intervallo di tempo, bensì a intervalli differiti “in avanti”: le ospedalizzazioni di oggi sono l’effetto delle diagnosi di positività di 5 giorni fa, e i decessi di oggi sono l’effetto delle diagnosi di 13 giorni fa (5+8). Disponendo però, di una segmentazione settimanale dei dati, dobbiamo accettare un’approssimazione a 7 giorni dal contagio per le ospedalizzazioni e a 14 dal contagio per i decessi.

Con questi presupposti relativi al metodo di riorganizzazione degli intervalli temporali, per analizzare gli effetti della popolazione vaccinata a noi più prossima, che risulta essere del 4 dicembre, è necessario raggruppare i seguenti dati:

  • Popolazione vaccinata – 4 dicembre 2021 (report del 21 dicembre)
  • Contagiati – dal 19 novembre al 19 dicembre 2021 (report del 21 dicembre)
  • Ospedalizzazioni – dal 26 novembre al 26 dicembre 2021 (report del 12 gennaio)
  • Decessi – dal 3 dicembre 2021 al 2 gennaio 2022 (report del 26 gennaio)

Analisi dei dati

Come fatto anche nella precedente analisi relativa agli effetti della dose booster sulla popolazione, le incidenze, che emergono dai dati ufficiali, sono state organizzate in termini di uno ogni…” (se, per esempio, analizzo l’incidenza dei non vaccinati in termini di ospedalizzazioni rispetto ai contagi, intendo dare una risposta alla domanda: ogni quanti contagiati non vaccinati, avrò un non vaccinato ospedalizzato? Uno ogni …?“).

Le nostre conclusioni sono le seguenti:

1. Omicron contagia molto di più di qualunque variante precedente, e contagia tutti a prescindere dallo stato vaccinale, le differenze che si notano sono davvero minime.

Note nei grafici: per una migliore comprensione delle linee di tendenza sono stati fatti degli zoom, evidenziati con dei rettangoli blu sul periodo temporale più prossimo.