La denuncia arriva da Andrea Cecchini, poliziotto e sindacalista di Italia Celere, agente che i nostri lettori hanno imparato a conoscere su queste colonne. Altro che “cortei pacifici”, anche oggi. A Roma si sono verificati scontri, lui si è rotto un dito e le forze dell’ordine si sono dovuti difendere da bombe molotov (di solito non esattamente l’armamentario del buon pacifista).
“Saranno stati un centinaio – ci ha raccontato Cecchini in un audio – venivano verso di noi con una sfrontatezza mai vista in tanti anni di lavoro. E non erano solo ragazzini, anzi. Ci hanno lanciato di tutto, una molotov, sassi, uno dei quali mi ha rotto un dito, bomboni. Avevano tutti i volti coperti, alcuni con le maschere antigas. Ci urlavano: ‘O ci fate passare o vi ammazziamo. Spacchiamo tutto'”. Ed è successo davvero: “Ci hanno preso a sassate, bastonate, bombe carta. Come è possibile?”. La verità è che gli agenti si sono un po’ rotti di fare da bersaglio per i violenti. “Non è giusto: ci hanno fatto massacrare e ci hanno fatto avanzare solo per allontanarli un po’ e poi ci siamo presi le molotov”. E ancora: “Davanti hanno messo i ragazzini, ma dietro c’era gente seria e organizzata. Quando esci di casa con le maschere e le molotov sei organizzato bene. E sei un terrorista”.
La giornata di proteste a Roma è degenerata in violenti scontri tra manifestanti e forze dell’ordine nella zona del Colosseo. A scatenare il caos è stato un gruppo di circa 300 persone, molte delle quali incappucciate e alcune equipaggiate con maschere antigas, che si è separato dal corteo principale dirigendosi verso Villa Celimontana. All’altezza di via Claudia, nel quartiere Celio, è cominciato il lancio di pietre, bottiglie e altri oggetti contro gli agenti schierati per impedire il passaggio. La polizia ha risposto con lacrimogeni e cariche di alleggerimento. Ma la tensione non si è esaurita. Gli incappucciati hanno trascinato alcuni cassonetti in mezzo alla strada, trasformandoli in barricate e appiccando il fuoco per creare una cortina di fumo. Sono stati danneggiati anche alcuni arredi urbani, mentre i turisti presenti nei pressi del Colosseo hanno assistito agli scontri. Un agente del reparto mobile, Andrea Cecchini, ha raccontato di essere stato colpito da un sasso che gli avrebbe provocato la frattura di un dito. Secondo la sua testimonianza, contro i poliziotti sarebbe stata lanciata anche una molotov. Il gruppo avrebbe inoltre rivolto pesanti minacce agli agenti, intimando loro di lasciarlo passare. Dopo gli scontri, gli incappucciati sono rientrati nel corteo diretto verso il Circo Massimo.
La manifestazione era cominciata in mattinata davanti alla stazione Termini, in occasione dello sciopero generale proclamato dall’Usb, nonostante la precettazione disposta dal ministro Matteo Salvini. In piazza studenti, sindacati di base, collettivi universitari, centri sociali, agricoltori e attivisti pro Palestina. Le rivendicazioni spaziavano dalla contrarietà al riarmo al caro vita, fino alla richiesta di maggiori investimenti nell’istruzione e alle dimissioni del governo. Il corteo ha raggiunto il ministero dei Trasporti, dove sono partiti fischi e slogan contro Salvini, per poi dirigersi verso il Colosseo. L’Usb ha rivendicato la presenza di 100mila manifestanti, cifra comunicata dagli organizzatori e non accompagnata, nel resoconto, da una conferma indipendente. Durante la giornata si è verificato anche un altro episodio di violenza: l’ex sindaco Gianni Alemanno ha denunciato di essere stato aggredito insieme a Massimo Arlechino da alcuni manifestanti, che avrebbero circondato la loro automobile, colpendola con caschi e calci e rivolgendo minacce ai due occupanti. Alemanno ha riferito di aver presentato denuncia. Intanto, dopo gli incidenti al Celio, la mobilitazione è proseguita. Un gruppo di circa duemila studenti, arrivato alla Piramide, ha deciso di rimettersi in marcia verso il ministero dell’Istruzione, in viale Trastevere, mantenendo alta l’attenzione delle forze dell’ordine.
Articolo in aggiornamento
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