Commenti all'articolo Pa, assunzioni con un inghippo

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Max
Max
16 Aprile 2021 0:08

Perciò quando ti hanno assunto come fancazzista nel pubblico impiego lo hanno fatto per decreto? In effetti capacità intellettive non ce n’erano, a parte quella di sapere a memoria il capitale di Marx e ripetere a pappagallo le solite ********* sui porci padroni, le scimmie ammaestrate, gli untori lombardi. Le solite cose.
Riposati che domani ti aspetta una giornata di duro lavoro, mi raccomando per primo a rispondere sul blog…

zazza456
zazza456
15 Aprile 2021 21:00

Tanto per cominciare il concorso pubblico e’ un’idiozia. Ancora di più che sia in Costituzione! Un conto fossero fatti ad esempio come nel sistema pubblico inglese, che assomigliano di più a selezioni in multinazionali che a “concorsi”.

Ma qualcuno di questi geni ha mai visto come funziona la baracca del parassitismo dei concorsi? Domandine (checche né dica la direttiva del ministero), quiz, orali idioti e l’ossessione di garantire l’imparzialità con domande scelte a caso. Orrendo.

Detto tutto questo, la PA non ha bisogno di nuovi dipendenti. Ha bisogno di una sfalciata della burocrazia che genera richieste di dipendenti (in primis, normativa in materia di appalti e anticorruzione, ma anche tutto il castello dei controlli preventivi formali), in modo che si possa fare lo stesso con meno gente, non di più.

Beatrice
Beatrice
15 Aprile 2021 20:34

Un’analisi impeccabile. Una riforma ignobile. #ugualiallapartenza

Franco Cattaneo
Franco Cattaneo
15 Aprile 2021 20:33

Egregio signor Malvezzi, lei scrive “Si tratta di centinaia di migliaia di giovani che hanno scelto un percorso di studi non allineato al pensiero comune, che li vorrebbe tutti economisti, giuristi o ingegneri, perché siamo nell’“età della tecnica”, e quindi è indispensabile studiare solo qualcosa di utile.”. Ritiene quindi più utile anche una laurea in scienze politiche (vedi Speranza) o mediazione culturale piuttosto che in chimica o agraria?