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Per fare deficit non ci sono i soldi? Falso

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Abbiamo scritto un articolo sull’austerità dell’attuale governo che riduce il deficit pubblico e stanzia 3 volte meno soldi per le bollette di qualunque altro governo.

Per ragioni di spazio non abbiamo discusso l’ovvia e scontata obiezione “E i soldi? Non ci sono i soldi…”  Speriamo con questo secondo articolo di dare una picconata a questa favola in un paese come l’Italia che è sempre in attivo con l’estero e ha 6mila mld di liquidità investita ovunque eccetto che al Tesoro.

Di solito si comincia subito a parlare della BCE che ha comprato, tramite Bankitalia in realtà, 400 miliardi e rotti di BTP e ha anche finanziato con quasi 300 miliardi le banche perché li comprassero e ora la si implora che continui. Al momento però, con inflazione oltre il 10% tutte le banche centrali smettono di creare miliardi dal niente per finanziare in questo modo indiretto i deficit. Chiedere e implorare la BCE è quindi una perdita di tempo.

Ma non è in realtà necessario.

Gli italiani al momento (quelli che hanno soldi e non debiti), hanno oltre 6 mila miliardi con i quali finanziano le banche italiane, nelle quali tengono 2,200 miliardi nei conti correnti. Poi con altri 4mila miliardi circa finanziano generosamente i governi e multinazionali del resto del mondo tramite fondi, polizze e gestioni varie.

Sì perché quando compri una polizza, quota di fondo comune, gestione o altro prodotto finanziario al 98%, se guardi di cosa è composto, è investito in America, UK, Asia, Sudamerica e resto d’Europa. Ad esempio, il totale delle obbligazioni nel mondo è di circa 130 mila miliardi, di cui l’Italia con i suoi BTP rappresenta solo 2mila miliardi. Ma metà dei nostri BTP sono in mano a Bankitalia/BCE e alle banche italiane e un altro terzo a fondi esteri. In pratica quindi i soldi che gli italiani mettono nei fondi, polizze e altri prodotti da risparmio gestito sono investiti ovunque tranne che in Italia.

Se si guarda però ai rendimenti dei BTP negli ultimi 20 anni sono sempre stati maggiori degli equivalenti bonds europei, inglesi, americani o asiatici. Ci sarebbe ovviamente anche da vedere il tasso di cambio, ma questo a volte va a favore come l’anno scorso se compravi dollari, ma in altri momenti può essere il contrario. Diciamo che se parliamo di rendimenti, in retrospettiva sarebbe stato meglio per chi voleva un rendimento da reddito fisso, obbligazioni insomma, comprare BTP. Perché hanno sempre reso di più degli equivalenti inglesi, americani, francesi, australiani o cinesi (per non parlare di quelli giapponesi che rendono sempre zero). Anche confrontandoli con i rendimenti delle obbligazioni delle grandi società, in realtà i BTP sono sempre stati alla pari o meglio. Come si sa, negli ultimi anni le politiche di tassi a zero hanno ridotto al lumicino i rendimenti e le grandi società (quelle solide) piazzavano titoli che pagano l’1%, quando il BTP era quasi sempre sopra il 2%.

Dove vogliamo arrivare? Semplice, al fatto che è assurdo che gli italiani finanzino le banche in eccesso di quello che è fisiologico, coi loro conti correnti e soprattutto che finanzino tutto il resto del mondo e non il proprio paese.

Se si parla infatti dei 2,200 miliardi nei conti correnti, che di fatto finanziano le banche a costo zero, questa è una cifra enorme paragonata ad altri paesi. Inoltre, le banche hanno anche ricevuto circa 300 miliardi gratis dalla BCE e in più con l’emergenza sanitaria i loro prestiti sono stati garantiti al 90% dallo Stato. Se si guarda ai loro bilanci i crediti a famiglie e imprese sono ora solo circa metà dell’attivo per cui comunque la giri sembrano in condizioni floride (basta vedere come salgono in borsa) e tutto questo denaro ora nei conti correnti non è necessario.

Gli italiani al momento, quindi, finanziano con il loro enorme risparmio (6mila miliardi) Stati e aziende nel resto del mondo e poi le banche italiane in eccesso del necessario. È assurdo dire che in Italia “non ci sono i soldi” perché questi sono sempre in banca in qualche forma e finanziano sempre quindi qualcuno, o la banca o qualche entità in giro per il mondo. Non esistono “i soldi” intesi come il gruzzolo di banconote, esistono 6 mila miliardi investiti, tramite le banche, da qualche parte. Ma non in Italia. Nessuno tiene i tuoi soldi in cassaforte per te, i tuoi soldi vengono usati sempre da qualcuno. Quando ne hai bisogno però te li trovano perché fortunatamente si va a chiederli tutti assieme. Oppure non si vendono le obbligazioni comprate tutti assieme, che altrimenti succede come con le criptovalute e perdono l’80%.

Capito questo, che l’Italia è piena di liquidità investita però in modo distorto diciamo così, si capisce la soluzione.

Lo Stato può offrire un tipo di investimento a misura di famiglie che non sia soggetto a speculazione come i BTP (che sono una invenzione recente del 1993 pensata per gli investitori esteri). Può offrire dei conti presso il Tesoro che paghino come un BTP medio (diciamo sul 3% o 4% usando quello a 5 anni) e da cui puoi usare il bancomat e i bonifici e carta di credito.

Anni fa questo era più complicato e costoso, dovevi prima liquidare l’investimento e poi aspettare che arrivassero i soldi sul conto corrente, ma con la tecnologia attuale puoi addebitare un conto di risparmio che paga interessi come si fa con un conto corrente.

In parole povere, se oggi vuoi un rendimento del 3% o 4% lo trovi in qualche fondo obbligazionario o BTP a 5 anni, ma poi quando hai bisogno di spendere 100 euro in più devi liquidare, pagare commissioni e aspettare un giorno. In realtà tecnicamente lo si può fare istantaneamente e con costi simili alla carta di credito. Dei 6mila miliardi quindi che gli italiani (benestanti… non tutti gli italiani), hanno in conti correnti e investimenti vari, puoi attrarne almeno 1,000 al Tesoro senza usare le aste dei BTP.

Ovviamente, in questo modo, il Tesoro funziona come una banca, tiene a riserva un 10 o 20% e usa il resto. Ma questo è esattamente come funzionano le banche, che non tengono i 2,200 miliardi “nei conti correnti” fermi, li investono o usano per fare mutui a 25 anni e tengono una riserva (intorno al 12% ora).

C’è tutta questa liquidità che esiste in Italia, che ora è tenuta ferma nei conti correnti a rendere zero con inflazione all’11% o investita in tutto il mondo con rischi vari, come si vede ora aprendo l’estratto conto del fondo obbligazionario che ha perso un 10 o anche 20%. Una parte di questi 6mila miliardi può essere investita invece presso il Tesoro, in conti che rendono come un BTP, ma utilizzabili anche come un normale conto corrente. Perché non farlo?

Paolo Becchi e Giovanni Zibord, 12 novembre 2022