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Perché difendo la scelta di Salvini - Seconda parte

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Dunque, ora Salvini è pienamente in partita, ha un posizionamento strategico molto buono, ma – nello stesso tempo – sa che i principali attori istituzionali gli hanno giocato un tiro birbone, e sa che il resto del mondo politico vede la sua presenza in maggioranza come un “incidente” da superare attraverso provocazioni volte a fargli saltare i nervi.

Come se ne esce? Non è nostro compito dare consigli. Ma se ne esce con la politica: tenere la barra dritta su alcuni temi (in particolare ne suggeriremmo tre: meno tasse, meno tasse, meno tasse), avere un approccio di lotta e di governo (il che vuol dire elogiare l’esecutivo se fa cose buone e non esitare a criticarlo quando è il caso), e non smettere di provare – a dispetto di tutto e di questa anomala stagione in cui le strade con Fdi si sono divise – a tenere salda e unita la prospettiva di un centrodestra pronto a candidarsi per governare la prossima volta. Che sia a inizio 2022 o a inizio 2023, prima o poi alle urne ci si dovrà tornare…

Daniele Capezzone, 15 febbraio 2021