Società

Perché Ferragni non può lamentarsi di Joker

L’imprenditrice digitale ritratta come un pagliaccio dal settimanale: lei minaccia querele, il marito attacca l’editore Donato Ammaturo

feragni copertina

Non c’è pace per i Ferragnez. Star dei social, amati dalla sinistra, letteralmente ovunque tra tv e piattaforme. Ma con il pandoro-gate è iniziata la caduta nell’abisso. Una volta re Mida, Chiara Ferragni ha visto sfumare una collaborazione dietro l’altra ed è stata iscritta al registro degli indagati per truffa aggravata anche per le uova di Pasqua e la bambola Trudi. Poi la crisi di coppia, con la separazione alla luce del sole e l’assalto dei media, una volta cercati con insistenza e ora diventati i nemici numero uno. Ma non è tutto, purtroppo per loro. L’ultima bufera è legata all’Espresso.

Un primo piano col trucco che cola, rosso e blu, come quello di un pagliaccio. Questo il ritratto à la Joker della Ferragni che campeggia sulla copertina del settimanale uscito oggi. L’Espresso ha realizzato un’inchiesta giornalistica sull’influencer – titolo “’Ferragni Spa: Il lato oscuro di Chiara” – ma nelle ultime ore s’è parlato soprattutto dell’immagine scelta dal settimanale, considerata dai seguaci dell’imprenditrice digitale eccessiva e di cattivo gusto. “Una copertina che non c’entra niente con il giornalismo ma che è pregna di una violenza inaudita”, la sparata di alcuni. C’è chi parla di scherno feroce e chi di caccia alle streghe. Ma i fan della Ferragni forse dimenticano che i giornalisti non sono tutti come Fabio Fazio ed esistono anche domande o inchieste scomode.

E guai anche a parlare di “trattamento esclusivo” per la Ferragni. Tanti prima di lei sono stati ritratti col volto da pagliaccio su decine di settimanali, una su tutti quella dedicata a Donald Trump. E poi L’Espresso ha sempre realizzato copertine di questo tipo, basti pensare alla tutt’altro che profetica “Uomini e no”, con protagonisti Matteo Salvini e Aboubakar Soumahoro. La Ferragni non ha fatto molto per nascondere il suo disappunto, tant’è che i suoi legali hanno diffidato l’editore de L’Espresso dalla pubblicazione del numero, riservandosi ogni ulteriore azione anche all’esito delle verifiche sul contenuto dell’articolo. I legali della Ferragni contestano inoltre la portata “gravemente diffamatoria e lesiva” dell’uso fatto in copertina dell’immagine della propria assistita “palesemente denigrata e svilita proprio nel giorno in cui la donna dovrebbe essere celebrata”. Ma cosa c’entra la festa della donna con una copertina così? L’immagine o è denigratoria sempre e per tutti o di certo non può esserlo solo per le signore nel giorno della loro “festività”. Sembra quasi che Ferragni, sperando di recuperare consensi, stia cercando la cara vecchia via del vittimismo femminista. Funzionerà?

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Un tempo l’ex stella del progressismo era protagonista delle copertine un giorno sì e un giorno no, evidentemente non ha rimpianti. Come dimenticare il servizio agli Uffizi per Vogue, che scatenò un’ondata di critiche incredibile. E Fedez? Nonostante il momento difficile con la moglie, il rapper ha tenuto a prendere posizione. In una storia su Instragram, sulle note del brano suo e di J-Ax “Pieno di stronzi”, il cantante si scaglia contro la copertina dell’Espresso chiamando in causa menzionando l’attuale proprietario dell’Espresso, Donato Ammaturo, noto imprenditore nel settore petrolifero. Nell’immagine pubblicata anziché la moglie spunta Ammaturo con lo stesso trucco da clown utilizzato per coprire il volto di Chiara Ferragni e la scritta: “A quando una bella inchiesta sul vostro proprietario petroliere? Aspetto con ansia”. E ancora: “Ma delle intercettazioni di esponenti della mafia in cui si parla del proprietario de L’Espresso ne parlerete mai? Ah no, da quando vi ha comprato stranamente non ne parlate più”. Poi le “scuse” per un errore: “Mi sono sbagliato. Chiedo scusa: le intercettazioni non sono di esponenti mafiosi ma di esponenti della ‘ndrangheta”. Infine, il rapper rivolgendosi sempre al settimanale ironicamente domanda: “Che dite? A Carnevale venite a fare un giro con noi vestiti da Ronald McDonald? Che con le 4 copie che venderete in più mi sa che ci scappano anche i coriandoli”. Che brutta fine.

Massimo Balsamo, 8 marzo 2024

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