Perché il partito gay non ha nulla di liberale

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In un comunicato diffuso ieri è stata annunciata la nascita del Partito Gay. Un partito che si professa come risorsa per risollevare le sorti del paese dalla pandemia e che aspira a raccogliere il 15% del consenso popolare. Mi sembra un tantinello esagerato.

Ma prendiamo anche solo per un attimo in considerazione la nascita del nuovo partito e facciamo insieme qualche riflessione a partire dallo stesso principio di nascita di un partito lgbt, dal rapporto tra politica e vita sentimentale, passando per l’autodefinizione (liberale) del partito.

Giancristiano Desiderio, 20 novembre 2020

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2 Commenti

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  1. Semplicemente primedonne in cerca di visibilità, forse non avendo gran pettorali non hanno abbastanza followers su Instagram.
    Giocheranno sul politicamente corretto: provi a dargli torto, e la tacceranno di omofobia.
    Sono un uomo e vivo da 16 anni con il mio uomo in una piccola cittadina, abbiamo tutti i diritti di cui abbiamo bisogno (tranne quello di uscire la sera e senza museruole, ma è un problema di tutti) , nessuno ci ha mai rotto le palle ed il rispetto ce lo guadagniamo cercando di essere brave persone, non a suon di legge o sbraitando “discriminazione!” verso chi non la pensa come noi.
    Ci vuole una destra di gente seria, onesta e preparata, che punti su libertà, economia ed ordine, per contrastare pagliacci di questo genere. O prima poi avremo un governo sostenuto dal pentapartito LeU- Partito Gay- Mussulmani d’Italia- Droga Libera- Femministe+Neri+Offesi .

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