Politica

Perché l’Abruzzo non è la Sardegna

marsilio meloni abruzzo © sapfirr tramite Canva.com

L’Abruzzo non è la Sardegna. È bene che il cosiddetto “campo largo” inizi a prenderne coscienza, data l’imminenza del voto per il rinnovo delle istituzioni regionali abruzzesi. L’exploit in terra sarda dello scorso 25 febbraio ha di fatto rinvigorito il centrosinistraL’exploit in terra sarda dello scorso 25 febbraio ha di fatto rinvigorito il centrosinistra, regalando nuovi sogni di gloria ai partiti d’opposizione. Ma, a ben vedere, esistono tutta una serie di ragioni per cui l’esito della tornata elettorale sarda non possa rappresentare un indicatore valido per ipotizzare che il medesimo risultato possa riproporsi il prossimo 10 marzo anche in Abruzzo.

Due, in particolare, sono le differenze sostanziali che rendono le due partite regionali distanti anni luce tra loro.
1. Primo: l’aspro scontro politico consumatosi in Sardegna sulla scelta del nome del candidato governatore della coalizione di governo non ha interessato minimamente la competizione elettorale abruzzese. Centrodestra compatto, quindi, niente divisioni e tutti d’accordo sul nome di Marco Marsilio (almeno apparentemente).

1. La seconda variabile da tenere in debita considerazione riguarda proprio il profilo del governatore uscente. A differenza dei sardi Truzzu e Solinas, Marsilio sembra godere di un discreto indice di gradimento tra gli abruzzesi, e, soprattutto, sembra incarnare la figura del candidato naturale per la coalizione di centrodestra, trattandosi di una ricandidatura (e non di un nome calato dall’alto come nel caso di Paolo Truzzu).

Unico punto a suo sfavore ad alimentare la propaganda (e le speranze) delle opposizioni è il fatto che Marsilio sia accusato di essere stato paracadutato in Abruzzo, essendo romano e vivendo ancora a Roma. Probabilmente troppo poco per giudicare inadeguato un politico e pensare che i cittadini possano orientare le loro preferenze esclusivamente sulla base delle residenza anagrafica o del luogo di provenienza.

Poi, chiaro, la tornata elettorale abruzzese è aperta ad ogni risultato, e il nome del prossimo governatore lo si scoprirà soltanto nelle prossime ore. Ma traslare perfettamente il voto sardo in Abruzzo è certamente un esercizio fuorviante e mendace che potrebbe finire col regalare un grosso dispiacere al campo largo. Compagni avvisati…

Salvatore Di Bartolo, 8 marzo 2024

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