L’economista Luigi Marattin, ex renziano di ferro e fondatore, nonché leader del Partito liberaldemocratico, ha messo letteralmente in mutande l’opposizione di sinistra sul tema ancora caldo della mancata riforma della giustizia.
Marattin è intervenuto alla Camera in merito ad una dibattuta questione riguardante la carriera degli universitari e ha pubblicato uno spezzone del suo intervento su X, con la seguente presentazione: “Al decimo emendamento del Campo Largo su come rendere ancora più casuale il sorteggio di chi decide le carriere dei professori universitari, non ce l’ho più fatta… e ho posto loro una domanda estremamente semplice”.
Vale la pena riportare quasi per intero le sue illuminanti parole: “Vorrei riproporre una domanda che mi è capitato di fare qualche mese fa, adesso capirete in che occasione, e che non ha mai avuto una vera risposta. Vorrei chiedere al collega Casu, se ha la pazienza di rispondermi, o a qualsiasi altro collega dell’opposizione, perché il sorteggio per decidere chi decide le carriere dei professori universitari va bene e perché il sorteggio per decidere chi decideva la carriere dei magistrati era una attacco alla Repubblica costituzionale? Visto che stiamo parlando di questo, sono entrambe funzioni garantite costituzionalmente, anche la libertà di ricerca e garantita a livello di Costituzione. Qualcuno è in grado di rispondermi a questa domanda? Perché uno era un attentato alla democrazia e l’altra è una cosa talmente normale da fare emendamenti per renderla ancora più casuale? Grazie”.
Spero che il buon Marattin non me ne voglia, ma io una risposta adeguata alla bisogna ce l’avrei e per darla mi sono permesso di scomodare un mostro sacro della letteratura distopica del calibro di George Orwell, al secolo Eric Arthur Blair. In breve, è assai probabile, conoscendo le radici storiche di chi oggi sventola la bandiera dell’antifascismo, paventando improbabili svolte autoritarie, che per questi campioni della democrazia tutte le funzioni costituzionali sono uguali ed hanno pari dignità, tuttavia alcune sono senz’altro più uguali delle altre. E qui mi taccio.
Claudio Romiti, 9 luglio 2026
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