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La guerra in Ucraina

Perché Putin ha già perso - Seconda parte

Gli eventi di questi mesi hanno esposto al mondo la fragilità dell’orso russo e del suo apparato militare

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La guerra di attrito quindi, non è favorevole ai russi che, in quanto attaccanti, subiscono più perdite. Le perdite di soldati professionisti in grado di operare sistemi d’arma sofisticati non sono rimpiazzabili mandando allo sbaraglio nuove leve di coscritti. Per ribaltare la situazione i russi dovrebbero ricorrere alla manovra, vale a dire l’uso brillante delle loro tutt’altro che infinite risorse. Una mossa alla Rommel o alla Zhukov. Da quello che si è visto finora, con i loro mezzi sempre imbottigliati lungo le strade, esposti a bombardamenti ed agguati continui, la leadership militare russa sembra incapace questo livello di sofisticatezza strategica. E forse ormai è già troppo tardi. Questi sono i fatti sul campo che sono (entro certi limiti) opinabili ed interpretabili. E poi c’è l’ideologia che genera giravolte mentali, francamente più vicine alla più pura propaganda.

Russia, ingenti perdite

I russi avanzano lentamente perché “Putin non vuole troppe perdite”. Ah sì? In questo mese, anche prendendo per buone le stime più basse, la Russia ha avuto più morti che gli Usa in 20 anni di Afghanistan e Iraq messi insieme. E che dire del disastro del primo giorno quando il blitz aviotrasportato delle forze speciali verso Kiev è clamorosamente fallito. La Russia ha perso, in poche ore, così centinaia dei suoi migliori soldati. “Sempre più esperti, anche occidentali, ammettono che la resa ucraina sia solo questione di tempo”. Chi? Tutti quelli che seguo da settimane discutono solo sulle ragioni del fallimento russo (alcuni gongolando, lo ammetto). “Schiacciante superiorità aerea russa”. Assolutamente falso, come abbiamo già detto.

La Nato che addestra “segretamente” gli ucraini. Già. La bieca Nato. Peccato non si aggiunga mai che la Russia non si è limitata ad addestrare i separatisti del Donbass. Ci ha proprio mandato l’esercito e i carri armati. Abbattendo tra l’altro un aereo di linea proveniente da Amsterdam, in caso vi siate scordati. Ma la vera perla è quando si afferma che la ritirata da Kiev sia stata dovuta “a ragioni politiche” e non causata da una sconfitta militare. Quali sarebbero le ragioni politiche? I media americani. Vi giuro proprio così: “I media occidentali che hanno trasformato Zelensky in un eroe”. Cioè vi immaginate questi carri armati russi che arrivano alle porte di Kiev ma, poverini, decidono di ritirarsi perché Zelensky è sulla copertina del Times.

Questo livello di negazione dei fatti è inaccettabile. Ma forse, tutto sommato, per chi filorusso non è, questo è un bene. Lasciamogli credere alle fulgide sorti della potente armata rossa…  scusate volevo dire esercito russo. Lasciamogli credere agli ucraini demoralizzati, corrotti e pronti ad arrendersi. Andranno di batosta in batosta come fatto finora. Perché è chiaro che anche la leadership russa si è messa a credere troppo alla sua stessa propaganda. Credevano che l’Ucraina sarebbe crollata come un mazzo di carte. Come la Cecoslovacchia nel ‘68. E invece sono dovuti battere in ritirata da Kiev. Fermati da una copertina del Times, naturalmente.

Stefano Varanelli, 5 maggio 2022