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Piccoli Saviano crescono: “Meloni pescivendola”. Lite con Crosetto

Il clamoroso tweet della giornalista Jeanne Perego scatena la polemica social. Interviene il ministro della Difesa

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Ormai, i politici ed i giornalisti di destra sono diventati tutti dei “bastardi”. Dopo le parole del radical chic Roberto Saviano, rigorosamente contro Giorgia Meloni e Matteo Salvini, ora è il turno di una nuova giornalista, Jeanne Perego, corrispondente in Germania, Austria e Svizzera per vari giornali italiani.

Questa volta, l’oggetto incriminato è la condivisione di un video sui canali social dell’inviata, che riprende il botta e risposta di Giorgia Meloni in conferenza stampa. Il fatto, come già raccontato sul sito nicolaporro.it, riguardava la richiesta del giornalista di “tagliare l’introduzione” alla manovra presentata dal governo, lamentando alla premier di aver riservato poco spazio alle domande. Il presidente del Consiglio incassa il colpo e risponde: “Siete stati così coraggiosi in altre situazioni”, riferendosi evidentemente agli applausi scroscianti che la tribuna riservava a Mario Draghi pochi mesi fa.

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Ma anche la Perego ne ha da dire alla leader di FdI. Allegando il video in questione, il commento della giornalista è a dir poco eloquente: “Il ritorno della pescivendola. Che imbarazzo“. Pronta è stata la ribattuta del ministro della Difesa in carica, Guido Crosetto: “Si possono e si devono criticare le Istituzioni perché la libertà di critica di chiunque è il sale della democrazia. Ma perché insultarle in modo greve e volgare? Perché alcuni, in Italia, devono sempre superare il confine delle normali regole di rispetto tra persone civili?”. E ancora, la replica della Perego: “Caro Crosetto, qui mi pare che chi ha superato il confine delle normali regole di rispetto tra le persone civili sia stata proprio chi rappresenta le istituzioni. Lei avrebbe reagito così su quel palco?”.

Eppure, una domanda sorge spontanea: come avrebbero reagito le Murgia, i Boldrini, i Saviano, le Perego, se fosse stato un giornalista o un politico di centrodestra a tacciare in tal modo un esponente di sinistra, o addirittura un premier di questi ultimi anni? Inutile ricordare la risposta. Come minimo, si sarebbero aperte inchieste, demonizzazioni, inviti a presentare le dimissioni.

Si badi bene. In quel caso, la sinistra avrebbe fatto bene. La differenza fondamentale è che questa area mainstream non le richiederà mai, proprio perché i diritti delle donne valgono solo se progressiste e “trans-femministe”. Qualcuno ricorda la celebrazione in pompa magna dei radical, dopo la nomina a Palazzo Chigi della prima donna nella storia della Repubblica? Ovviamente no, proprio perché la lotta per i diritti è a senso unico, è unilaterale, conosce un solo orientamento politico. Perego ne ha offerto l’ennesima dimostrazione. Chissà se l’Ordine dei Giornalisti, almeno questa volta, batterà un colpo…