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“Più tasse, è questa la sua soluzione?” Scontro tra Porro e la ricercatrice Marta Fana

“Più tasse, è questa la sua soluzione?” Scontro tra Porro e la ricercatrice Marta Fana

A #Cartabianca del 20 giugno si parla dei problemi e del futuro dell’Italia. Marta Fana, una ricercatrice italiana in Francia ­– una millenials, per capirci – elenca la sua ricetta: aumentare le tasse in nome della giustizia sociale.

Io eccepisco che la soluzione è proprio l’opposto e che è grave che ci siano “giovani” che la pensino in quel modo.

Ne nasce un animato dibattito tutto da vedere

“Sapete quante aziende hanno chiuso negli ultimi 5 anni?”

 

Porro vs la ricercatrice Marta Fana (pt. 1)

 

Porro vs la ricercatrice Marta Fana (pt. 2)

 

“Mi fa un po’ rabbia quando…” 

 

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24 Commenti

  1. Un Porro non basta per salvarci dagli imbecilli, c’è ne vorrebbero centomila! Nel mio piccolo provo almeno con la condivisione delle idee.

      • Lei dove insegna la lingua italiana ? Vorrei seguire le sue lezioni e migliorare il mio italiano , grazie.

    • ASSOLUTAMENTE D’ACCORDO CON TE LUISA BENATO !

  2. Quindi secondo il ragionamento “scientifico” della ricercatrice la gente dovrebbe lavorare molto e guadagnare molto per farsi tassare….

  3. Ma ‘ndo l’ hanno trovata quella? Poveri noi….

  4. ma chi è questa pirlona??? Ma che parli della sua materia, non di cio’ che non conosce!

  5. ma si è laureata in stupidologia?? e per fare la ricercatrice lo ha fatto con 110 e lode di sicuro!!!

  6. Questa ragazza disfattista mi ha fatto venie in mente quello che succedeva nella mia azienda prima che ho mandato via la metà dei dipendenti.

    Avevo preso in mano una parte dell’azienda di mio padre, in quel momento tutti i dipendenti lavoravano a testa bassa e sembravano succubi del management.

    Allora dapprima li ho liberati dalle 1000 scocciature che c’erano in azienda e poi ho iniziato un programma per il miglioramento delle prestazioni aziendali.

    Appena è cominciato il dialogo hanno cominciato a pretendere aumenti di stipendio e ferie aggiuntive, prima di aver prodotto qualsiasi risultato.

    Cioè dicevano “togli a te e dai a me”, proprio come propone questa ricercatrice. Allora ho cominciato a liberarmi ad uno ad uno di queste disfattiste e ho cominciato ad assumere persone che dicevano “Di più a te e di più a me”.

    Così si vince di più e meglio, basta alle lotte di classe promosse da questi personaggini che, evidentemente, hanno perso tutta la voglia di mettersi in gioco.

  7. ma per curiosità, che tipo di ricerche svolge la ragazza ?.. Spero non sia medicina , non vorrei che dovessimo creare nuovi virus per poi poterci curare meglio !

  8. Nicola che vuoi farci! Non tutti hanno avuto la fortuna di leggere il tuo libro.
    In un modo o nell’altro piano piano ci arrivano tutti

  9. la tassa di secessione è un furto di stato, in quanto va a colpire partimoni grandi e piccoli, compresa magari la casadi famiglia in cui si è sempre vissuto con i genitori che magari sono anche stati accuditi nei loro ultimi anni di vita. Questo costrigerebbe inevitabilmente a svendere la propria casa, con un continuo e inarrestabile impoverimento generazione dopo generazione, di tutti.

  10. la tassazione progressiva non sara’ la soluzione definitiva ma senz’altro restituirebbe un po’ di giustizia sociale nel nostro paese demolito da ogni tipo di privilegio a favore delle classi piu ricche e a sfavore delle classi piu’ deboli.Certo che se il denaro uscito da tale tassazione fosse investito in progetti senza alcun futuro la proposta non avrebbe significato,come non avrebbe significato se una norma del genere risultasse una tartassazione ulteriore dei piccoli commercianti o cmq di coloro che gia’ fanno fatica ad andare avanti.Molto dipende dal grado di preparazione di chi dovesse scrivere una proposta di legge del genere.

  11. Il problema è che le tasse le pagano i poveracci e vanno ai ricchi e si tagliano i servizi per pagare i privilegi

  12. Ma questa fana ha mai lavorato nella sua vita? Non ha la più pallida idea dei giramenti di scatole di liberi professionisti e imprenditori. Questa pensa che i soldi crescano sugli alberi. Mandatela a chiacchierare coi suoi compagni fancazzisti del centro sociale

  13. Una nuova musa ispiratrice per le battute di Poletti?

  14. La rovina del nostro Paese complice anche la stupidità di questa ricercatrice , purtroppo.

  15. Personalmente non mi disturba che la ragazza pensi che l’eredità non sia meritocratica, evitando di riflettere sul fatto che l’erede riceve spesso per il “merito” di essere stato qualcuno o qualcosa per il defunto. Magari l’erede lo ha assistito per anni (come fanno milioni di figli in Italia). Si evita anche di riflettere sul fatto che l’eredità ha già abbondantemente pagato imposte e tasse. Quella somma è stata guadagnata da qualcuno, sulla stessa il soggetto ci ha pagato le tasse sul reddito (minimo 23%), sulla stessa il soggetto ha deciso di destinarla a risparmio, pagando ogni anno l’imposta sul risparmio (sul c/c l’imposta di bollo). Se poi il soggetto stesso, in piena libertà decide di spendere tutti i soldi o di regalarli a qualcun altro, non vedo perchè lo stato debba rispuntare fuori e pretendere nuovamente una percentuale, magari per destinarli indirettamente alla ragazza in questione.
    Non mi disturba che la ragazza proponga di tassare la casa, magari di una giovane coppia che con i risparmi propri, quelli dei genitori e avendo acceso un mutuo ha deciso di comprare un appartamento piuttosto che una bifamiliare e così facendo si trova a fare salti mortali ogni mese.
    La cosa che mi disturba, veramente, ma è una cosa che ho notato comune in molte persone che propongono le stesse idee di cui sopra, è il sorrisino di superiorità che si stampano in faccia quando sentono esporre un’idea non pienamente in linea con quanto dicono loro.

    • Sorrisini che in realtà celano invidia, cattiveria ed egoismo, maggiormente quando poi saranno colpite da tasse le ricchezze (piccole o grandi) che riusciranno a mettere da parte con il sudore della loro fronte.

  16. Non ti curar di lor ma guarda e tassa. Le imposte patrimoniali sono un furto. Il patrimonio ha già pagato le tasse.

  17. Marta Fana non dice cose sbagliate certo a volte un dibattito televisivo non è il miglior posto per espremersi e in questo dibattito non esce bene,Porro pure dice cose giuste però il problema va affrontato in tutti gli aspetti.

    In Italia fioriscono solo lavori pagati 4-5 euro all’ora. Ci sono un sacco di laureati sottopagati che appena mettono il becco fuori dal paese ricevono stipendi decenti. Il problema non è abbassare le tasse perchè in Germania e Francia ci sono costi del lavoro simile ma stipendi migliori. Il problema è che il tessuto industriale italiano per la maggior si basa su attività e manodopera a basso lavoro aggiunto. Considerando che ora non abbiamo più la scorciatoia delle svalutazioni competitive questo mette in crisi il sistema. E’ indubbio che quelli che alla fine pagano di più sono i lavoratori.

    Se il sistema industriale (Confindustria in primis) non affronta questo problema e rimanda il problema sempre ad altro non ne usciremo mai

  18. Nicolà Porro,

    Ma perchè non date mai l’esempio della Svizzera… che non va cosi male… dove abbiamo

    – IVA / TVA al 8.5%
    e
    – Tasse sulla successione di 0% ?

    Mi sembra sia un paradosso che si voglia tassare di piu quando si vede che i paesi dove va tutto meglio sono quelli dove si tassa di meno…

  19. Perchè non dare nianche l’esempio dell’Unione Sovietica, dal 1917 al 1989 che ha dimostrato che l’espropriazione funzionava “bene” come questa ragazza pensa… ? Se fosse cosi, perchè è scopiata l’URSS nel 1989 ?

  20. La giustizia sociale è in piena contrapposizione con la giustizia individuale: non raccogli ciò che semini bensì quello che qualcun altro decide che tu meriti in base alla tua posizione all’interno della società.
    L’unica componente di equità fra le persone presa in considerazione dalla giustizia sociale è quella economica; qualità quali impegno e capacità non contano.
    Secondo questa logica la ricchezza o la povertà non sono mai un merito bensì una prevaricazione del forte e cattivo contro il debole e buono.

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