Politico Quotidiano

“Cani addestrati per stuprare”. La grande fake dell’Albanese

La relatrice ONU chiama in causa gli allevatori europei, ma il confine tra fatti documentati e accuse senza riscontri diventa il cuore della polemica

Mercoledì 4 novembre, Leinster House, Dublino. Commissione mista per gli Affari europei del Parlamento irlandese. Francesca Albanese, Relatrice speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani nei territori palestinesi occupati dal 1967, prende la parola. A un certo punto è la parola a prendere lei. Detenuti palestinesi «stuprati da cani addestrati in Paesi europei». Poi il rilancio: gli europei lucrerebbero vendendo cani destinati a stuprare.

L’occasione era chiedere all’Irlanda, presidente di turno dell’Unione, di «mostrare la spina dorsale» contro Israele. Infine la chiusa da martire: dice di rischiare la vita, sua e della famiglia. Il senatore irlandese Chris Andrews la ringrazia: il suo impegno è «ispirante». ispirante. Appunto.

COSA C’È DI VERO?

Partiamo dai fatti, perché il curaro funziona solo sulla punta di una freccia dritta. Israele usa cani militari e una parte arriva dall’Europa. Nel 2015 il quotidiano olandese NRC riportó che l’allevamento Four Winds K9, a eat di Rotterdam riforniva gli ‘eserciti di molti paesi tra cui Israele, da oltre vent’anni.

Anche altri paesi fanno lo stesso, e alcuni sono clienti del Tour Einds K9 come: Spagna: Guardia Civil 621 cani nel 2024 a cui si somma la Policía Nacional circa 487. Germania: Bundespolizei 397 cani nel 2026, Ma non ci sono i dati sui Länder. Francia: Gendarmerie circa 600 squadre cinofile nel 2024, Police nationale non reperibile. Inghilterra: solo la Metropolitan Police di Londra conta circa 420 cani. Si suppone siamo 1500.  Italia: Canta una delle squadre cinofile piú vecchie del mondo, quella costituita nel 1925 dai Carabinieri. Nel paese tra Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza ci sono almeno 800 unità cinofile (cane+addestratore) impiegate anche in ordine pubblico e negli stadi.

Nel luglio 2024 l’Alto commissario ONU Volker Türk citò cani aizzati sui detenuti. Materia seria…Da inchiesta, da tribunale. Tant’è che esiste un unico caso documentato in Israele nel 2018, allorquando Four Winds K9 ha pagato un indennizzo a un ragazzo palestinese morso da uno dei suoi cani, dopo la causa intentata dall’avvocata Liesbeth Zegveld.

L’ABDUZIONE PROTERVA

A Dublino, però, la nostra Francesca non ha portato nessuna documentazione a sostegno delle sue parole in libertà. Al loro posto un’abduzione: dal cane esportato al cane “addestrato a stuprare”, dal canile olandese agli «europei» che ci guadagnano Nessun nome, nessun documento. Un continente intero alla sbarra per un aggettivo. Il passaggio è intorno al minuto 55 della registrazione ufficiale: chiunque può riascoltarlo.

C’è un dettaglio che la Relatrice avrebbe trovato in qualunque rassegna stampa: lo stesso allevatore olandese ha sempre respinto ogni responsabilità. Il metodo è quello di sempre: un fatto vero come esca, l’iperbole come amo. E chi contesta l’amo passa per negazionista dell’esca.

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LA VOCE DELL’ONU

A febbraio, a Ginevra, l’ambasciatrice francese Céline Jurgensen ha ricordato che chi parla sotto l’egida delle Nazioni Unite deve moderazione e discrezione. A giugno Sonja Bohl-Dencker, madre di Carolin, 22 anni, uccisa da Hamas a Nir Oz il 7 ottobre, racconta a Die Welt l’ostilità respirata a una serata berlinese in onore della Relatrice. La risposta arriva sui social, due parole: «Change medication». Cambi farmaco. A una madre in lutto.

IL PARADOSSO

Le accuse documentabili sull’uso dei cani militari meriterebbero un’indagine seria, con nomi e carte. Albanese, con la sua albagia retorica, le rende indifendibili. Il suo mandato scade il 30 aprile 2028. Mancano quasi diciotto mesi. Lunghi, per chi tiene così lento il guinzaglio della propria lingua.

Giulio Galetti, 8 novembre 2026

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