Politico Quotidiano

“Condanna le violenze?”, “Ma chi parla?”. E Salis sbrocca in diretta tv

Lo spettacolo surreale a La7: le chiedono solidarietà alla polizia, lei parla di violenza economica

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Le chiedono di esprimere solidarietà ai poliziotti feriti negli scontri di Milano. E lei? Parla di violenza economica, razzismo sistemico e discriminazioni. È lo spettacolo offerto da Ilaria Salis a L’Aria che tira, dove l’europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra si è scontrata con Laura Ravetto e Matilde Siracusano.

Il punto di partenza sono le devastazioni che hanno sconvolto Milano. Salis prende le distanze dalle modalità violente della protesta, ma quando il discorso si sposta sulle forze dell’ordine comincia un curioso giro di parole. La parlamentare sostiene che esistano diverse forme di violenza, non soltanto quella fisica, e cita le difficoltà economiche e le discriminazioni.

Laura Ravetto prova a riportarla al punto: «Ce la fa a dare solidarietà alle forze dell’ordine?». La risposta? Salis rilancia chiedendo alla sua interlocutrice di condannare la violenza economica. E aggiunge che non intende partecipare a quella che considera una becera operazione propagandistica.

Intendiamoci. Che esistano povertà, disuguaglianze e discriminazioni è fuori discussione. Ma cosa c’entrano con la solidarietà a un agente ferito? Perché dovrebbe essere così complicato esprimerla senza aprire un dibattito sul costo della vita?

A insistere è persino David Parenzo, che mostra all’europarlamentare le immagini del funzionario di polizia De Simone ferito durante gli scontri. Le domanda quale sia la sua reazione. Salis ribadisce che quelle non sono le modalità di protesta della sua parte politica e che la violenza non piace a nessuno. Una presa di distanza, certo. Ma non la risposta diretta che le era stata chiesta.

La discussione degenera ulteriormente quando interviene Matilde Siracusano, che accusa Salis di fare una pessima figura. L’europarlamentare reagisce con irritazione, contestando le interruzioni e accusando l’interlocutrice di maleducazione.

Il problema, però, non sono i toni del litigio televisivo. È il cortocircuito politico che emerge dalle risposte. Si può denunciare la povertà, combattere le discriminazioni e contemporaneamente esprimere solidarietà a un poliziotto aggredito. Le due cose non si escludono. Eppure, a sentire questo confronto, sembra quasi che pronunciare quelle poche parole sia diventato un ostacolo insormontabile.

Strano concetto di solidarietà. Soprattutto quando si parla di chi indossa una divisa.

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