Politico Quotidiano

“È quello il mese più indicato”. Il retroscena: il governo ha la data per il voto anticipato

Meloni: "Se si aprissi uno spiraglio sull'Ucraina o su Hormuz...". Ma ci sono ancora dei dubbi. Ipotesi election day

Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

Le prossime elezioni politiche potrebbero arrivare prima del previsto. Non in autunno, alla scadenza naturale della legislatura, ma già nella primavera del 2027. E precisamente a maggio. È questa l’ipotesi che starebbe prendendo consistenza a Palazzo Chigi, secondo un retroscena di Francesco Verderami pubblicato sul Corriere della Sera. Una possibilità ancora tutta da verificare, ma che racconta come Giorgia Meloni e i suoi alleati abbiano cominciato a ragionare concretamente sul calendario del ritorno alle urne.

La questione non è soltanto scegliere una data. Dietro l’eventuale anticipo del voto ci sono considerazioni elettorali, rapporti tra i partiti della maggioranza, equilibri istituzionali e persino le conseguenze delle crisi internazionali. Tutti elementi che potrebbero influenzare la decisione finale della presidente del Consiglio.

Perché Meloni guarda a maggio

Secondo la ricostruzione di Verderami, maggio 2027 sarebbe diventato il mese di riferimento nei ragionamenti che filtrano dal governo. Il motivo principale riguarda la possibilità di far coincidere le elezioni politiche con le amministrative previste in primavera in numerose città italiane. Un unico appuntamento elettorale consentirebbe di evitare due campagne ravvicinate e potrebbe favorire una partecipazione più elevata. Ma soprattutto permetterebbe alla maggioranza di affrontare contemporaneamente due sfide che, se separate, potrebbero influenzarsi a vicenda. Il problema è che alle comunali il centrosinistra si presenta, secondo le valutazioni riportate dal Corriere, con prospettive favorevoli. Un eventuale risultato negativo del centrodestra nelle grandi città, ottenuto poche settimane prima delle politiche, rischierebbe di condizionare il clima della campagna elettorale nazionale. Da qui l’idea di un election day, con gli italiani chiamati a votare nello stesso periodo per il Parlamento e per le amministrazioni locali.

Verderami racconta anche un dubbio che circola nella coalizione: «Il voto per le Politiche migliorerebbe il nostro risultato alle Comunali, o il voto per le Comunali peggiorerebbe il nostro risultato alle Politiche?». È un interrogativo che riassume perfettamente il dilemma della maggioranza. L’accorpamento potrebbe rafforzare la mobilitazione degli elettori, ma comporterebbe anche il rischio che le difficoltà locali finiscano per pesare sulla competizione nazionale.

La legge elettorale e il ruolo delle preferenze

Nel retroscena del Corriere emerge un altro elemento: la possibile introduzione delle preferenze nella nuova legge elettorale. Una modifica che, secondo le valutazioni attribuite a Meloni, potrebbe rendere più conveniente l’accorpamento delle consultazioni.

In passato il centrodestra aveva guardato con scetticismo alla coincidenza tra politiche e amministrative. Adesso, però, la premier considererebbe questa soluzione meno penalizzante, proprio per effetto delle nuove regole elettorali ipotizzate. Naturalmente si tratta di un ragionamento subordinato all’approvazione della riforma. Finché la nuova legge elettorale non sarà definita, anche i calcoli politici sull’election day resteranno necessariamente provvisori.

La strada istituzionale per anticipare il voto

Votare a maggio significherebbe interrompere la legislatura prima della sua conclusione naturale. E per arrivarci, secondo Verderami, potrebbe essere necessario un percorso concordato anche con le opposizioni. L’ipotesi descritta dal Corriere prevede un passaggio parlamentare del governo, seguito dalle dimissioni di Meloni e dalle consultazioni al Quirinale. La decisione conclusiva sullo scioglimento delle Camere spetterebbe comunque al presidente della Repubblica, nell’esercizio delle sue prerogative costituzionali.

Non sarebbe dunque sufficiente una semplice scelta della presidente del Consiglio. Servirebbe un quadro politico e istituzionale compatibile con la conclusione anticipata della legislatura.

Lega e Forza Italia frenano: meglio arrivare in autunno

Ma l’ipotesi di maggio non convince tutti. Anzi. Forza Italia e Lega continuerebbero a preferire il voto alla scadenza naturale, e anche all’interno di Fratelli d’Italia ci sarebbero esponenti favorevoli a non accelerare.

Le ragioni sono diverse. C’è chi ritiene opportuno utilizzare tutti i mesi disponibili per completare l’azione di governo. Chi guarda ai sondaggi e agli equilibri tra gli alleati. E chi considera importante il peso che l’esecutivo italiano potrebbe esercitare a Bruxelles durante una fase di cambiamento degli assetti politici europei. Il Corriere riferisce che alla premier sarebbero state sottoposte anche valutazioni scritte a sostegno dell’ipotesi autunnale. Insomma, non ci sarebbe ancora una linea condivisa all’interno della maggioranza.

La variabile internazionale: Ucraina e Hormuz

Il calendario elettorale, però, potrebbe essere condizionato da qualcosa che va ben oltre la politica italiana. Secondo Verderami, a Palazzo Chigi viene considerato decisivo quello che fonti governative definiscono un «pesantissimo condizionamento internazionale».

Le guerre, le tensioni geopolitiche e soprattutto le conseguenze sui prezzi dell’energia potrebbero spingere Meloni a rinviare qualsiasi accelerazione elettorale. Il giornalista del Corriere riporta anche una frase attribuita alla presidente del Consiglio durante alcuni colloqui riservati: «Se si aprissero spiragli sull’Ucraina o su Hormuz…». Una riflessione rimasta sospesa, ma che suggerisce come eventuali sviluppi diplomatici o nuove emergenze internazionali potrebbero pesare sulla decisione di quando tornare alle urne.

Non è un dettaglio secondario. Il costo dell’energia continua a incidere su famiglie e imprese, e una nuova fase di instabilità potrebbe modificare profondamente il contesto economico e politico nel quale si svolgerebbe la campagna elettorale. In caso di necessità internazionale, riferiscono le fonti citate da Verderami, «la priorità prevarrebbe sulle valutazioni di natura politica».

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Aggiungi nicolaporro.it alle tue fonti preferite su Google CLICCA QUI
Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it

SEDUTE SATIRICHE

Tre dosi contro il caos - Vignetta del 05/11/2026 - Sedute Satiriche di Beppe Fantin

Tre dosi contro il caos

Vignetta del 05/11/2026