Eh no, Schlein: i nostri interessi non si tutelano con le chiacchiere

La flotta dei volenterosi e la guerra in Iran: bisogna tutelare le necessità europee legate all’approvvigionamento del petrolio

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congedo paritario schlein

Vista la situazione molto complicata che si sta creando intorno allo stretto di Hormuz, punto nevralgico che tocca direttamente gli interessi europei, Giorgia Meloni ha fatto molto bene a partecipare all’iniziativa dei cosiddetti volenterosi che si è tenuta a Parigi.

Un’iniziativa con la quale per la prima volta le tartarughe del Vecchio Continente sembrano voler tirar fuori la testa dal proprio guscio. Infatti, come dichiarato dalla nostra premier, si starebbe facendo largo l’idea di mandare una flotta congiunta per garantire la libera navigazione in quel delicatissimo snodo mediorientale, per tutta la durata della tregua tra Stati Uniti e Iran.

Ovviamente l’opposizione interna, per bocca di Elly Schlein, la quale pensa di risolvere i nostri colossali problemi energetici gettando altri miliardi nel pozzo senza fondo delle fonti rinnovabili, non ci sta. La leader del Partito Democratico, intervenendo alla Global Progressive Mobilization, che si è tenuta a Barcellona, ha bocciato in radice l’eventualità di mandare in missione le nostre navi, anche solo in questa fase in cui le armi sono state momentaneamente deposte. A suo dire, ciò dovrebbe essere consentito solo dopo che si sia firmata una pace duratura.

Campa cavallo allora, e proprio in sella a qualche quadrupede prima o poi dovremmo tornare a spostarci, dato che, se non si consente alle petroliere di tornare a navigare in sicurezza, l’Europa dei sogni proibiti dovrà affrontare una crisi energetica senza precedenti. D’altro canto, la questione che sta emergendo appare molto chiara, elementare direi, Watson!

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In soldoni, qui nessuno chiede di fare guerra all’Iran, spalleggiando militarmente i suoi attuali avversari. Il problema si esaurisce semplicemente in un’esigenza oramai improcrastinabile: tutelare i legittimi interessi europei legati all’approvvigionamento del petrolio.

E se poi questo, dispiegando la flotta nello stretto di Hormuz a difesa del diritto internazionale, dovesse provocare una inconsulta reazione militare da parte dell’Iran, in un mondo normale chi subisce gli attacchi avrebbe poi tutto il diritto di difendersi e di replicare.

A mio modesto parere, se l’Italia e l’Europa non entrano in questo ordine di idee, come parte importante dell’Occidente non credo che abbiano un gran futuro.

Claudio Romiti, 20 aprile 2026

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