Politico Quotidiano

Il Pd insulta i poliziotti: “Sono impreparati”

Majorino attacca gli agenti dopo le violenze di Milano. Ma poi lancia l'allarme sulla "repressione"

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Se intervengono con troppa decisione, il rischio è quello della repressione. Se invece non riescono a contenere i violenti, diventano impreparati. È il cortocircuito che emerge dalle parole di Pierfrancesco Majorino, esponente della segreteria nazionale del Pd e candidato sindaco di Milano, che in un’intervista a Repubblica punta il dito contro la gestione degli scontri che hanno messo a ferro e fuoco il capoluogo lombardo. Nel mirino finiscono anche le forze dell’ordine, reduci da giornate particolarmente difficili.

Majorino non usa troppi giri di parole. Commentando la decisione del governo di inviare 500 militari della Folgore a Milano, l’esponente dem boccia l’iniziativa e chiama in causa direttamente poliziotti e carabinieri: “Noi abbiamo bisogno di agenti di polizia e carabinieri che sappiano fare bene il loro lavoro, mentre stiamo ancora aspettando i 500 promessi da quattro anni”. Poi l’affondo: “Tra l’altro sabato gli agenti mi pare fossero pochi, e mi sono sembrati abbastanza impreparati“.

Insomma, dopo un fine settimana segnato da violenze, devastazioni e aggressioni agli uomini in divisa, il problema sarebbe anche la preparazione degli agenti. Una posizione quantomeno singolare, soprattutto considerando quello che Majorino aggiunge poco dopo. Perché se da una parte rimprovera alle forze dell’ordine di non essere state all’altezza della situazione, dall’altra mette già le mani avanti contro eventuali interventi più energici.

“Dobbiamo essere molto vigili e attenti che non ci siano soprusi, e che tutto questo non diventi l’occasione per una fase repressiva da parte del governo“, avverte il candidato sindaco. Ed è qui che la contraddizione diventa evidente: quando gli agenti usano i manganelli contro i violenti, a sinistra si levano gli allarmi sul rischio di derive autoritarie, sull’eterno ritorno del fascismo; quando invece la piazza degenera, gli stessi uomini in divisa vengono accusati di impreparazione. Difficile capire quale sia, a questo punto, la risposta che il Pd considera accettabile.

Majorino, intanto, liquida l’arrivo dei paracadutisti come “un grande spottone” e accusa la destra di voler “gettare continuamente benzina sul fuoco”. Una posizione che stride anche con quella del sindaco Beppe Sala, favorevole all’impiego dei militari e alla necessità di reprimere i fenomeni violenti. Ma l’esponente dem evita accuratamente lo scontro con il primo cittadino: “La mia non è una critica al sindaco, è una critica al governo”.

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Questa la sua analisi su quanto accaduto in città: “Da una parte abbiamo visto le ragioni di chi è sceso in piazza contro il caro vita, contro l’impossibilità di avere una casa a prezzi accessibili. Battaglie sacrosante. Dall’altra abbiamo visto comportamenti inaccettabili, sui quali andranno chiarite le responsabilità di ciascuno. Allo stesso modo è chiaro che le istituzioni e una parte del mondo adulto hanno fallito“.

La ricetta resta quella delle risposte sociali, degli educatori e degli investimenti nel welfare. Majorino riconosce la gravità degli episodi e definisce “inaccettabili” i comportamenti dei violenti, ma insiste sulla necessità di non fermarsi alla repressione. Il risultato è un equilibrismo politico piuttosto evidente: chiedere maggiore efficacia alle forze dell’ordine, contestando allo stesso tempo il rischio che possano esercitarla con troppa fermezza. E mentre Milano cerca di lasciarsi alle spalle le immagini della guerriglia urbana, nel Pd sembra già cominciata un’altra battaglia. Quella per la campagna elettorale.

Massimo Balsamo, 23 ottobre 2026

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