Politico Quotidiano

La farsa del ministro israeliano indagato dai nostri pm

Gli italiani della flottiglia, i pm parlano di tortura e tentato omicidio. Un film che non ha alcuna relazione con la realtà dei fatti

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Il ministro israeliano Ben Griv, quello che umiliò i membri italiani dells Flotilia che provarono a forzare il blocco navale  israeliani al largo di Gaza, è stato indagato dalla procura di Roma per sequestro di persona, tortura e tentato omicidio. Sulla tortura e il tentato omicidio ci sarebbe da discutere, visto che tutti i protagonisti della vicenda sono tornati in patria sani e salvi, e pure sul sequestro di persona ci sarebbe da discutere alla luce del fatto che il rimpatrio è avvenuto in tempi brevissimi. Ma non è questo il problema, e detto che a noi quel ministro non piace affatto, rimaniamo perplessi. Primo perché applicare il codice di pace a una situazione di guerra appare come una evidentemente forzatura; secondo perché è un fatto che i flottanti si sono volontariamente messi in una situazione che non avrebbe che potuto avere quell’esito anche in base a una relazione dell’Onu del 2011 che ammette il diritto di Israele a difendere quel tratto di mare da incursioni indesiderate. Quello che stride è che nella realtà in guerra non esiste morale, volere sostenere il contrario significa non capire che Israele è in guerra, noi no. Stiamo quindi parlando di un esercizio accademico del diritto, cosa che ci rende più ridicoli che nobili d’animo.

di Alessandro Sallusti, 9 giugno 2026

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