Politico Quotidiano

La nuova offensiva per fermare il governo

Tra ricorsi elettorali, proteste sindacali e scontro con la magistratura, Antonino Papa denuncia quella che interpreta come una strategia di delegittimazione dell’esecutivo, in alternativa al confronto democratico nelle urne

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Secondo tentativo di golpe. Si va verso la fine della legislatura e, come accaduto all’inizio, magistratura, sindacati e opposizioni giocano sporco Gli accadimenti degli ultimi mesi, incluse le devastazioni recenti, sono un chiaro segnale dell’insofferenza dei “fascisti rossi” al ripetersi di una tradizione democratica nata contemporaneamente alla Costituzione della Repubblica Italiana.

Fenomeni di questo genere sono pilotati da “prestanome” delle opposizioni (leggi parte della magistratura, sindacati e media asserviti) i cui leader, vigliaccamente gettano la pietra e nascondono la mano e, quando chiamati in causa successivamente ai disastri creati da masse plagiate secondo le loro direttive, giustificano piuttosto che condannare.
Questi atteggiamenti e queste strategie (se così possiamo definirle) non sono altro se non la prova evidente dell’allergia alla democrazia che, da sempre, è un carattere distintivo degli esponenti delle sinistre che si autodefiniscono “l’intellighenzia” di questo Paese o meglio “i professori ad aria compressa” (nda).

La “connivenza” delle sinistre con movimenti sovversivi

Il rifiuto della democrazia reale, ovvero quella rappresentata dal voto, è alla base di ciò che sta accadendo in Italia, Paese in cui dinamiche sociopolitiche sono, da sempre, differenti da ciò che accade nel resto d’Europa. Sfortunatamente… nelle file del centrosinistra non vi sono più leader politici degni di tal nome né menti autorevoli, bensì personaggi in cerca di sistemazione uniti in vere e proprie corporazioni (non partiti politici) che perseguono i propri interessi, ovvero tornaconti personali piuttosto che benefici per la collettività.

In nome di tali interessi, personali ed economici (leggi mantenimento della poltrona), tentano ogni strada pur di raggiungere i traguardi prefissati; giustificare chi devasta, attaccare le Forze Dell’Ordine, negare oltre 1.600.000 nuovi posti di lavoro, proteggere pseudo-terroristi filo-Hamas, usare la magistratura per vanificare l’esistenza di reati previsti dalla legge, promettere redditi ad libitum senza copertura, e molto altro, significa mentire agli elettori al fine di ottenerne i voti per continuare a beneficiare di circa 15.000 euro al mese senza minimamente meritarli.

La logica suggerisce una domanda la cui risposta è scontata, quali elettori potrebbero ancora attribuire fiducia ad una classe politica di tal genere? Ovviamente immigrati illegali (per i quali la sinistra si sbraccia per far ottener loro la cittadinanza), tutti coloro che seminano odio nei confronti di questo Governo, ovvero frange terroristiche filo-islam estremo, nullafacenti in attesa di reddito di cittadinanza, magistrati “bella ciao” che mirano a mantenere il potere e così via; nessun elettore responsabile, nessun cittadino reso edotto di cosa sia l’interesse nazionale e le esigenze della collettività, nessun elettore dotato di spirito critico e di onestà intellettuale.

In cosa si traduce tutto ciò se non in un tentativo di colpo di stato ordito attraverso il plagio delle menti? Oltretutto abusando di organismi istituzionali quali magistratura e sindacati (asserviti allo scopo)? Ecco la prova della “connivenza” delle sinistre con ambienti di dubbia legalità.

I venticinque ricorsi contro la Legge Elettorale

Veniamo al cuore della questione; per esponenti abituati a far parte di Parlamenti non eletti, o Governi nominati per giochi di palazzo, riformare la Legge Elettorale (idem dicasi per la Riforma della Giustizia) sarebbe un colpo letale in quanto, non avendo statura politica per potersi presentare agli elettori, né programmi, proposte concrete o visione strategica di lungo periodo, ogni modifica allo status quo sottrae loro la possibilità di restare a galla.

Una delle principali obiezioni sollevate è “l’abnorme premio di maggioranza” che, invece, è uno strumento finalizzato alla stabilità e contro gli “inciuci di palazzo”, i cambi di casacca, lo stravolgimento dei programmi elettorali (nel caso in cui ne avessero) ed ogni pratica che possa minare la tenuta di un Governo o il rispetto per gli elettori.

Non a caso… perché sono stati presentati ben venticinque ricorsi in altrettanti tribunali? In primo luogo per prender tempo considerando che mancano circa 12 mesi al voto, in seconda battuta perché covano la vile speranza che almeno uno dei tribunali dia loro ragione o, come minimo, fermi l’iter della Legge.

Questi ricorsi rappresentano uno dei tasselli che compongono il mosaico strategico dell’azione sovversiva di cui sopra che, unitamente alle proteste di piazza (basate sul nulla), le scarcerazioni di delinquenti, e la delegittimazione delle Forze dell’Ordine, oltre agli scioperi indetti senza neanche conoscere il contenuto della Legge di Bilancio, hanno il fine di far cadere il Governo anziché misurarsi alle elezioni.

L’antifascismo accantonato, ormai considerato un’arma spuntata

L’unico risvolto “positivo” che si riscontra nella strategia (?) delle illustri menti del centrosinistra è che è scomparso, quasi del tutto, il pretesto del “fascismo” da usare quale ulteriore arma di delegittimazione del Governo. Il repentino successo di Vannacci ha, probabilmente, aperto gli occhi a tali “guru” della politica evidenziando che una gran fetta di popolazione vuole più fermezza e che ciò non significa affatto “fascismo”.

Non solo, il permissivismo di questo Governo nei confronti di manifestanti, devastatori, criminali (a danno delle Forze Dell’Ordine e dei centri delle città) ha tappato la bocca definitivamente a chi additava l’Esecutivo come “repressivo, fascista o razzista”, tradotto: l’antifascismo non ha ragione di essere in quanto il fascismo è finito 80 anni fa; forse lo hanno capito anche loro… i cervelloni.

Perché “secondo tentativo di golpe”

A volerla dire tutta, i tentativi di abbattere il Governo sono iniziati da giorno dopo la vittoria alle elezioni da parte della coalizione di centrodestra ma, in alcuni momenti, la citata azione sovversiva (perché è di questo che si tratta) è stata particolarmente intensa come, ad esempio, circa un anno e mezzo fa quando era in atto un durissimo scontro tra magistratura e Governo.

Questa seconda ondata di delegittimazione, o tentativo di decapitazione dei vertici dello Stato, è probabilmente l’ultima spallata (o spiaggia) per tentare di tirar giù ciò che liberi cittadini hanno eretto attraverso la massima espressione della democrazia, il voto. Ergo, non bisogna cedere né lasciarsi abbindolare dalla disinformazione.

Antonino Papa, 1 novembre 2026

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