Giorgia Meloni può vincere le prossime elezioni politiche? La risposta, almeno guardando gli ultimi sondaggi, è che la partita resta apertissima. Il centrodestra tradizionale e il campo largo viaggiano ormai su percentuali molto vicine, con differenze che cambiano da un istituto all’altro. Ma c’è un elemento che attraversa quasi tutte le rilevazioni e che rischia di diventare il vero nodo politico della prossima campagna elettorale: Roberto Vannacci e il suo Futuro Nazionale.
Quattro rilevazioni, realizzate da SWG per La7, LAB21 Srl per Il Riformista, Istituto Piepoli e Noto per Porta a Porta, restituiscono una fotografia sostanzialmente simile: nessuno dei due schieramenti dispone di un vantaggio elettorale consolidato. Il centrosinistra può contare sulla somma dei consensi di Pd, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e delle formazioni minori. Meloni, invece, deve fare i conti con una destra che oggi si presenta divisa tra la coalizione di governo e il partito dell’ex generale.
I numeri: centrodestra e campo largo quasi appaiati
Il confronto tra i quattro sondaggi permette di comprendere quanto siano ridotti i margini tra i due schieramenti.
| Sondaggio | Centrodestra | Campo largo | Futuro Nazionale |
|---|---|---|---|
| SWG per La7 | 43,8% | 45,0% | 5,8% |
| LAB21 Srl per Il Riformista | 43,9% | 43,5% | 7,0% |
| Istituto Piepoli | 43,5% | 43,5% | 6,5% |
| Noto per Porta a Porta – Conte candidato | 44,7% | 43,7% | 5,5% |
| Noto per Porta a Porta – Schlein candidata | Circa 44% | 42,6% | 6,0% |
Nota: le percentuali provengono da rilevazioni differenti e non sono direttamente confrontabili. Le ultime due righe rappresentano scenari alternativi dello stesso sondaggio Noto. Futuro Nazionale è indicato separatamente dal centrodestra.
Il sondaggio SWG per La7 assegna al centrosinistra il 45%, contro il 43,8% del centrodestra. Futuro Nazionale si attesta al 5,8%. In questo scenario il campo largo precede la coalizione di governo di 1,2 punti percentuali.
La rilevazione LAB21 Srl per Il Riformista ribalta leggermente i rapporti, con il centrodestra al 43,9% e il campo largo al 43,5%. Il partito di Vannacci viene accreditato del 7%, una percentuale che assume un particolare rilievo considerando che i due schieramenti principali sono separati da appena quattro decimali.
Il sondaggio dell’Istituto Piepoli registra addirittura una perfetta parità: 43,5% per il centrodestra e 43,5% per il campo largo. Futuro Nazionale si colloca al 6,5%. Un equilibrio che fotografa una competizione estremamente serrata.
Infine, il sondaggio Noto per Porta a Porta introduce una variabile ulteriore: il candidato premier del centrosinistra. Con Giuseppe Conte alla guida del campo largo, il centrodestra è stimato al 44,7% e l’alleanza progressista al 43,7%. Con Elly Schlein candidata, il centrosinistra si attesterebbe al 42,6%, mentre il centrodestra sarebbe intorno al 44%.
Insomma, le differenze ci sono, ma sono contenute. E soprattutto non consentono di indicare un vincitore certo delle prossime elezioni.
Il problema Vannacci: dal 5,5 al 7% fuori dalla coalizione
Il dato politicamente più interessante riguarda Futuro Nazionale. Il partito di Roberto Vannacci viene stimato tra il 5,5% e il 7% nelle rilevazioni considerate. Una percentuale tutt’altro che trascurabile, soprattutto quando i due schieramenti principali sono separati da uno o due punti. Qui si apre il dilemma di Giorgia Meloni. La presidente del Consiglio ha ribadito di voler riproporre il centrodestra tradizionale, senza accettare condizioni che considera ricatti politici. Vannacci, invece, continua a rivendicare l’autonomia del proprio movimento e lascia aperta la questione delle alleanze.
Il problema non è soltanto politico, ma anche aritmetico. Se Futuro Nazionale si presenta separatamente, i suoi voti non contribuiscono direttamente al risultato della coalizione guidata da Meloni. Se invece si raggiungesse un accordo, cambierebbe la composizione dell’offerta elettorale. Attenzione, però: non è possibile sommare automaticamente il 43-44% del centrodestra con il 6-7% di Vannacci. Una parte degli elettori potrebbe cambiare scelta davanti a una coalizione differente. Proprio per questo le simulazioni elettorali devono essere distinte dalle semplici somme delle intenzioni di voto.
Conte o Schlein? Il campo largo non ha ancora risolto il problema della leadership
Anche dall’altra parte la situazione è tutt’altro che semplice. Il sondaggio Noto per Porta a Porta mostra che la scelta del candidato premier può modificare sensibilmente i rapporti di forza interni al centrosinistra. Con Schlein candidata, il Partito democratico raggiungerebbe il 20%, mentre il Movimento 5 Stelle si fermerebbe all’11%. Con Conte alla guida della coalizione, invece, il Pd scenderebbe al 18,7% e il Movimento salirebbe al 14%. La candidatura dell’ex presidente del Consiglio, dunque, sarebbe associata a un rafforzamento dei Cinque Stelle e a un indebolimento del Pd. Con Schlein accadrebbe il contrario.
Ma il problema politico non riguarda soltanto le percentuali. Il campo largo deve ancora dimostrare di saper trasformare una somma di partiti in un progetto di governo condiviso. Le differenze su politica estera, spese militari, reddito di cittadinanza, patrimoniale e rapporti con Matteo Renzi restano questioni aperte.
Una coalizione può avere numeri competitivi nei sondaggi e, contemporaneamente, incontrare difficoltà nel definire una leadership e un programma comune. È proprio su questo terreno che Schlein e Conte saranno chiamati a confrontarsi.
Meloni può farcela? La partita resta aperta
La fotografia complessiva dei quattro sondaggi restituisce dunque una competizione senza un vantaggio consolidato. Il centrodestra tradizionale conserva una base elettorale consistente, il campo largo raccoglie percentuali analoghe e Futuro Nazionale rappresenta una forza esterna che può incidere sugli equilibri.
Per Meloni il problema principale è capire come affrontare la divisione alla propria destra. Per Schlein e Conte, invece, la sfida è costruire una coalizione sufficientemente coesa da presentarsi agli elettori con un programma e una leadership riconoscibili. Una cosa, almeno per il momento, è evidente: nessuno può considerare la partita già chiusa.
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

