Milano teme un’altra giornata di guerriglia urbana, i commercianti valutano di abbassare le serrande e le forze dell’ordine si preparano a fronteggiare nuove tensioni. Ma niente paura, Beppe Sala ha già trovato la soluzione: andare a fare shopping. Non è uno scherzo. Il sindaco del capoluogo lombardo ha invitato i negozianti a non chiudere le attività in vista della manifestazione di sabato 24 ottobre, annunciando addirittura l’intenzione di dare il buon esempio con qualche acquisto. Altro che sicurezza, qui siamo alla lista della spesa.
“Non chiudete i negozi per paura dei disordini”, l’appello del primo cittadino a margine di una conferenza stampa. “Io li invito a non farlo. Però è evidente che più che un invito non posso fare, poi sarà la loro decisione”, ha aggiunto. Fin qui, nulla di particolarmente sorprendente. Il problema arriva con la ricetta escogitata per riportare la serenità in città: “Se si diffonde il panico poi non succede più nulla”. E soprattutto: “Cercherò di andare a fare acquisti in un negozio anch’io”. Ecco servita la risposta del sindaco alle preoccupazioni di chi rischia di ritrovarsi l’attività nel bel mezzo di nuovi disordini. Un giro tra le vetrine e passa la paura.
Peccato che la situazione sia decisamente meno rassicurante di quanto suggerisca l’ottimismo di Palazzo Marino. Dopo gli scontri dello scorso fine settimana, Milano si prepara a un altro sabato ad alta tensione. Il cosiddetto Movimento 17 ottobre ha convocato una mobilitazione sui social, fissando l’appuntamento alle 15 in piazza Duomo. Il corteo degli anarchici, inizialmente previsto da piazza Conciliazione al carcere di San Vittore, è stato annullato. Le forze dell’ordine, comunque, hanno predisposto un dispositivo straordinario di sicurezza, concentrando l’attenzione sul centro storico e sulle stazioni ferroviarie. Segno che i timori non sono esattamente campati in aria.
Evidentemente, però, per Sala il rischio maggiore è che i commercianti si lascino prendere dal panico. Come se abbassare una serranda per proteggere il proprio negozio fosse una reazione irragionevole, anziché una precauzione comprensibile dopo quanto accaduto. Nessuno pretende che il sindaco possa impedire da solo ogni episodio di violenza. Ma tra garantire la sicurezza dei cittadini e annunciare una passeggiata per negozi passa una certa differenza.
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Non è finita. Perché Sala ha trovato anche il tempo di lamentare la mancata telefonata di Giorgia Meloni dopo gli scontri dello scorso weekend. Una maggiore vicinanza istituzionale “non guasterebbe”, ha osservato, sostenendo che davanti a certi problemi bisognerebbe superare le differenze politiche. E precisando, naturalmente, che la sua non era una polemica. Ci mancherebbe altro.
Il risultato è un piccolo capolavoro di comunicazione politica. I commercianti temono i violenti, la polizia deve prepararsi all’ennesima giornata complicata e il sindaco trova il modo di parlare del proprio shopping e della telefonata mai arrivata da Palazzo Chigi. A Milano il problema sono i teppisti. Ma a sentire Sala sembra quasi che la vera emergenza siano le serrande abbassate e il telefono che non squilla.
Massimo Balsamo, 23 ottobre 2026
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