Il caso Giuli agita il governo e costringe Giorgia Meloni a intervenire in prima persona. Dietro le parole ufficiali e i tentativi di minimizzare, nelle ultime ore si è consumato un faccia a faccia teso tra la presidente del Consiglio e il ministro della Cultura, finito nel mirino del partito dopo il caos esploso attorno al licenziamento di alcuni uomini chiave del suo staff. A ricostruire il retroscena è il Corriere della Sera, in un articolo firmato da Simone Canettieri.
Secondo quanto raccontato dal Corriere, Alessandro Giuli si sarebbe presentato a Palazzo Chigi con un obiettivo preciso: abbassare la tensione e ricucire con la premier dopo giorni di polemiche interne. «Ho capito di aver sbagliato, di aver provocato un problema al governo e al partito», avrebbe detto il ministro aprendo il colloquio. Una sorta di ammissione politica davanti a Meloni, che lo avrebbe ascoltato senza però rinunciare a una dura tirata d’orecchi. «Così fai un favore alla sinistra, ora cerchiamo di ripartire, ma basta con questi errori», sarebbe stato il senso del richiamo della presidente del Consiglio.
La vicenda nasce dal terremoto scoppiato al ministero della Cultura dopo la revoca degli incarichi a Emanuele Merlino ed Elena Proietti, figure considerate vicinissime a Fratelli d’Italia e in particolare all’area che fa riferimento a Giovanbattista Fazzolari. Una scelta che, più ancora del merito, avrebbe irritato il partito per le modalità e per le conseguenze mediatiche. Chat infuocate, malumori crescenti e opposizioni all’attacco: nel fine settimana il caso ha monopolizzato discussioni e retroscena politici.
In pubblico FdI prova a smorzare i toni. Galeazzo Bignami e Andrea De Priamo hanno tentato di ridimensionare la portata dello scontro, mentre dalla Lega è arrivata una linea prudente. Matteo Salvini, che da tempo avrebbe rapporti complicati con Giuli su vari dossier, avrebbe scelto di non affondare il colpo. «Non vogliamo gettare altra benzina sul fuoco», filtra infatti dall’ambiente leghista. Ma nel centrodestra il malumore resta forte.
Il Corriere racconta che, nei corridoi della maggioranza, qualcuno avrebbe definito la mossa del ministro «un harakiri», evocando perfino Yukio Mishima, autore molto amato da Giuli. Segno di quanto, dentro il partito, la gestione della vicenda venga considerata autolesionista.
L’incontro a Palazzo Chigi, durato circa un’ora, sarebbe servito anche a ristabilire gli equilibri politici. Non a caso, fanno notare fonti di governo, è stata la stessa presidenza del Consiglio a rendere noto il faccia a faccia, sottolineandone perfino la durata. Un modo per certificare che il dossier è ormai saldamente nelle mani della premier.
Nel colloquio si sarebbe parlato anche delle prossime sfide del ministero, dal tax credit al lavoro da portare avanti fino alla fine della legislatura. Ma il messaggio politico sarebbe stato chiarissimo: basta guerre interne e basta incidenti che rischiano di trasformarsi in un boomerang per l’esecutivo.
Sul futuro di Giuli, però, continuano a circolare dubbi e retroscena. Sempre secondo il Corriere della Sera, c’è chi sostiene che Meloni non sarebbe soddisfatta del ministro e che, guardando alla prossima legislatura, non avrebbe intenzione di candidarlo in Parlamento. Per ora nessuno conferma ufficialmente. Ma il clima, attorno al titolare del Mic, resta tutt’altro che sereno.
A rendere quasi simbolico il finale della giornata è stato poi un dettaglio raccontato nel retroscena del Corriere. Dopo l’incontro con Meloni, Giuli sarebbe dovuto partire per Bruxelles per il Consiglio europeo dei ministri della Cultura. Ma lo sciopero del trasporto aereo ha cancellato il volo. Il ministro è rimasto così a Roma, con le valigie già caricate sull’Alfa Romeo Stelvio. Un’immagine che, nei palazzi della politica, qualcuno ha letto quasi come una metafora: dopo la ramanzina della premier, il ministro dovrà tenere «i piedi ben piantati a terra».
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).
Da oggi puoi seguire Nicolaporro.it su Google visitando questa pagina e cliccando ‘Segui su Google“
Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI


