Politico Quotidiano

Palazzo Chigi, rivolta per topi e smart working: i sindacati puntano Meloni

La stretta sul lavoro da remoto accende la protesta: i sindacati denunciano uffici invasi da roditori, insetti e disagi, ma il vero bersaglio resta il governo

palazzo chigi meloni sciopero Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI
Segui nicolaporro.it su Google CLICCA QUI
Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

A Palazzo Chigi la battaglia sindacale passa anche dai topi. E dalle vespe. E dalle cacche di piccione. Non è l’inizio di una commedia all’italiana, ma il quadro tracciato da alcune sigle sindacali nel proclamare lo stato di agitazione contro la stretta sul lavoro agile decisa dalla Presidenza del Consiglio. Come racconta Il Foglio, il clima negli uffici governativi sarebbe diventato pesante non solo per la riduzione dello smart working, ma anche per una serie di criticità logistiche e igieniche denunciate dai lavoratori.

Il punto di rottura è arrivato con la nuova direttiva che ha ridotto il lavoro da remoto da due giorni a uno solo a settimana. Una scelta motivata da Palazzo Chigi con la “specificità della presidenza del Consiglio dei ministri”, ma che i sindacati non hanno digerito. Usb, Flp-pcm, S.I.Pre e Snaprecom hanno annunciato lo sciopero, previsto per l’11 giugno, procedure permettendo. Nel frattempo sono state convocate assemblee per “informare e ascoltare le lavoratrici e i lavoratori”. Ma la protesta, partita dallo smart working, si è presto allargata. Nei comunicati sindacali si parla di “Difficoltà di climatizzazione”, “infestazioni di insetti”, “presenza diffusa di carcasse e deiezioni di uccelli”, “scarsa privacy”. Un elenco che restituisce l’immagine di uffici dove, più che tra faldoni e scrivanie, ci si muoverebbe tra corridoi chiusi, infiltrazioni d’acqua, ragnatele, erbacce e roditori.

La sede messa peggio, secondo le denunce, sarebbe quella di via Mercede 96. Qui sarebbe caduta una parte del tetto, provocando “la chiusura di un intero corridoio al terzo piano”, fortunatamente senza feriti. Sempre lì sarebbe stata “segnalata la presenza di roditori in prossimità della mensa e dell’asilo nido”. Non proprio dettagli marginali per chi dovrebbe lavorare nel cuore della macchina amministrativa del governo. Da Palazzo Chigi, però, fanno sapere che gli interventi sono già in corso. Le fonti dell’amministrazione spiegano che per affrontare il problema dei roditori “sono stati potenziati gli interventi di derattizzazione”, insieme a “pulizie straordinarie” e a una nuova “gestione dei rifiuti, con trasferimento dell’isola ecologica in un’area chiusa e attivazione del ritiro quotidiano dei rifiuti in collaborazione con l’Ama”. Sul tetto di via Mercede, invece, sarebbero stati avviati “lavori urgenti e verifiche tecniche approfondite sull’intera copertura”.

Capitolo vespe: anche qui Palazzo Chigi assicura che la situazione è monitorata. “In via della Ferratella in Laterano prosegue il monitoraggio dei nidi di vespe, con interventi di disinfestazione coordinati insieme ai condomìni vicini e al comune, oltre ad azioni mirate per individuare e rimuovere i vespai nelle aree più sensibili”. Insomma, l’amministrazione prova a derubricare l’emergenza a problema gestibile. I sindacati, invece, ci vedono il sintomo di un malessere più profondo. Il vero nodo resta il lavoro agile. Per molti dipendenti la riduzione dello smart working non sarebbe una semplice misura organizzativa, ma un segnale politico. “È una chiara scelta politica”, dice un dipendente al Foglio. Secondo questa lettura, il governo avrebbe tirato fuori il “falso mito del dipendente pubblico fannullone”, per giustificare “una decisione che chiaramente ha preso Meloni, o quantomeno ha condiviso”.

Anche la Cgil – sempre in prima fila quando si parla di sciopero – si è mossa per chiedere un giorno in più di lavoro da remoto, pur prendendo le distanze dall’iniziativa autonoma dell’Usb. “Sia noi che la Usb abbiamo fatto la stessa proposta ai piani alti, ma non sappiamo i motivi che hanno spinto il sindacato di base ad agire in autonomia”, spiegano fonti della Cgil. “Forse fa comodo isolarci, ma sono supposizioni. Dovreste parlare con loro, non chiederlo a noi”. Segno che la tensione non corre soltanto tra lavoratori e amministrazione, ma anche tra le stesse sigle sindacali. La risposta ufficiale di Palazzo Chigi resta prudente. “La scelta della presidenza del Consiglio sul lavoro agile tiene conto delle esigenze operative dell’amministrazione”, legate “a funzioni di coordinamento e attività urgenti”. Ma l’amministrazione rivendica anche nuove tutele per fragili, disabili, genitori con figli minori, donne in gravidanza e caregiver. “È previsto inoltre un monitoraggio periodico degli effetti delle nuove misure”.

Tradotto: il dossier non è chiuso. La trattativa sul rinnovo del Ccnl 2022-2024 va avanti, con nuovi incontri all’Aran fissati il 27 maggio e l’8 giugno. I sindacati provano a tenere aperto il canale della mediazione, ma lo sciopero resta sul tavolo. A Palazzo Chigi, intanto, si spera di evitare lo scontro. E magari anche i topi.

Franco Lodige, 27 maggio 2026

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it
L'inferno è pieno di buone intenzioni

SEDUTE SATIRICHE

Gondola islamica - Vignetta del 27/05/2026 - Sedute Satiriche di Beppe Fantin

Gondola islamica

Vignetta del 27/05/2026