Guido Bertolaso, assessore regionale alla Sanità della regione Lombardia, ha annunciato ieri che tutti i ragazzi rimasti gravemente feriti nel rogo di Crans Montana e curati all’ospedale Niguarda di Milano sono ufficialmente fuori “dall’imminente pericolo di vita”.
Viste le condizioni in cui erano arrivati si tratta di una sorta di miracolo, miracolo reso possibile dalle capacità dei nostri medici e dall’efficacia delle terapie adottate che comprendono anche l’utilizzo di un innovativo farmaco, il Nexobrid, sviluppato da una importante azienda farmaceutica israeliana.
Se fossimo nelle mani di una certa sinistra tutto ciò non sarebbe potuto accadere perché numerosi negli ultimi mesi sono stati i suoi appelli a boicottare le aziende farmaceutiche israeliane come protesta per i fatti di Gaza.
Quale sia il nesso tra la ricerca scientifica in campo medicale – nel campo Israele è una eccellenza a livello mondiale – e la guerra non si capisce ma sta di fatto che solo pochi giorni fa il consiglio comunale di Monza – buon ultimo di una serie di amministrazioni guidate dalla sinistra – ha approvato una mozione per invitare i presidi sanitari del Comune a boicottare i farmaci prodotti da multinazionali israeliane.
Bene, quei geni dei consiglieri dovrebbero ora prendere l’auto e percorre i pochi chilometri che li separano dall’Ospedale Niguarda, guardare negli occhi quei ragazzi feriti e ora salvi per dirgli: scusatici, siamo dei poveri imbecilli con la mente oscurata dall’odio ideologico, sindrome contro la quale non c’è farmaco che tenga, neppure israeliano.
Alessandro Sallusti, 11 febbraio 2026
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