Siamo in grado di svelare in esclusiva uno dei principali punti del latitante programma elettorale del Pd: il vandalismo come politica attiva per l’occupazione. Non è scritto nero su bianco ma riusciamo a dedurlo da alcune dichiarazioni pubbliche che sanno tanto di manifesto programmatico. “Nessun lavoratore ha perso il lavoro per colpa delle vetrine frantumate”; tutt’altro: “E’ stato dato lavoro ai vetrai.” Lo ha detto qualche sera fa, in un confronto televisivo con Daniele Capezzone su Rete4, Lorenzo Pacini, il nuovo che avanza del Pd, assessore di Municipio a Milano e possibile candidato a Sindaco del capoluogo lombardo, fin da subito tra i primi a coccolare i violenti che il 17 e il 18 ottobre hanno devastato il centro città e si sono dati alle razzie e ai saccheggi di attività commerciali in centro: “Solidarietà ai manifestanti che hanno subito i pestaggi della polizia”, aveva detto. Il giustificazionismo più strisciante che lasciato spazio all’ilarità diffusa. Fuori dalla realtà.
Lo sappiamo: a Pacini e al suo partito piace dirsi in prima linea a tutela dei più deboli, dei lavoratori. Solo a parole, però. Eccole le ricette economiche di certa sinistra che si candida a governare il Paese: sfasciare le vetrine equivale a dar lavoro ai vetrai. Chissà se ci ha pensato a quanti dipendenti se ne staranno a casa quando i brand internazionali decideranno che la vendita on-line è più profittevole dello stato di natura maranza in cui devono resistere i negozi fisici del Duomo di Milano.
Ma si può sentire una cosa del genere? Si può “ironizzare” in questi termini se sei chiamato in un talk politico a parlare della violenza di baby teppisti e centri sociali che hanno sfasciato la tua città? Forse puoi farlo ma solo fin quando i vetri della tua macchina rimangono intatti. E chissà, magari il buon Pacini in preda al delirio giustificazionista ha dimenticato di aggiungere – per completezza di informazione – che dietro la violenza delle manifestazioni si nasconda la lobby di Murano.
Il sillogismo aristotelico degli Analitici Primi (dem) prevedrebbe un’altra aggiunta: sfasciare le teste dei poliziotti ha dato lavoro a medici e infermieri. Questo no? Perché non lo aggiunge, Pacini? È lo stesso ragionamento per cui, se ci fosse scappato il morto, i manifestanti (altro non sono che delinquenti) avrebbero dato lavoro alle onoranze funebri.
Prossima volta, a furia di strizzare l’occhio ai baby vandali e far passare i ladri di sneakers per bisognosi che assaltano i forni in un tumulto di San Martino di manzoniana memoria, finirà che tireranno giù anche il Duomo, come è accaduto in Francia, dove un’orda barbarica di stranieri di seconda generazione ha dato alle fiamme il municipio di Limoges, un edificio storico del 1883. Vuoi vedere quanti operai riesci a sistemare?
E con gli innumerevoli scippi e le rapine violente del capoluogo meneghino che il Pd amministra, sai quanti compro oro ti faranno la festa? Date le premesse, tra commercianti e gente normale stufa dell’anarchia e del buonismo delle giustificazioni assurde, ci sarà la fila ai seggi per votare il buon Pacini. Ne sono certo, ricorderanno le parole di certi compagnucci. Consiglio spassionato al centrodestra: lasciateli parlare senza interruzioni.
Francesco Catera, 3 novembre 2026
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