C’è chi dice che sia stato il voto dei giovani a determinare la vittoria del No, visto il 60% di voti contrari alla riforma nella fascia 18/34 anni. C’è chi sostiene che il merito vada dato al Sud, dove sono mancati i voti del “centrodestra” soprattutto nelle regioni che Meloni&co. governano. C’è chi sostiene che la mobilitazione, i magistrati, la Carta più bella del mondo. Le analisi si sprecheranno.
Ma se è questo il gioco che vogliamo giocare, allora è simpatico andare a vedere cosa ne pensano i cittadini che il cancro della malagiustizia lo hanno vissuto sulla loro pelle più di tanti altri. Di chi parliamo? Dei cittadini di Garlasco, la città di Chiara Poggi, il paese del processo infinito, degli errori nelle indagini, delle procure che vorrebbero ribaltare un giudizio che in teoria sarebbe definitivo “oltre ogni ragionevole dubbio”.
Bene. L’affluenza a Garlasco è stata poco sotto la media nazionale, per la precisione al 55,8% degli aventi diritto. E come hanno votato i residenti? È presto detto: un plebiscito, a favore dei Sì. Il 62,39% degli elettori hanno scelto la riforma della giustizia, il 37,61% hanno seguito le sirene di Gratteri&co. Ma l’Italia non è composta da tante piccole Garlasco.
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