Politico Quotidiano

“Sinistra col Rolex” e patto coi vandali: per Salis il conto lo pagano altri

Il sindaco di Genova critica le sanzioni alle famiglie dei minorenni che devastano le piazze: a pagare i danni sono sempre i contribuenti

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C’era una volta la sinistra che difendeva i lavoratori, il decoro e il rispetto del bene comune. Oggi, nell’era della “sinistra col Rolex”, la nuova frontiera del progressismo da salotto consiste nel tutelare i teppisti e scaricare i costi delle loro devastazioni sulle tasche dei contribuenti. L’ultima performance in ordine di tempo porta la firma di Silvia Salis, sindaco di Genova, assurta a paladina dell’illegalità… ma rigorosamente a spese degli altri.

Commentando le norme del Decreto Sicurezza che finalmente introducono un principio di elementare buonsenso, costringendo i genitori a rispondere economicamente dei danni provocati dai figli minorenni durante i tumulti di piazza, il sindaco Salis è salita in cattedra. La sua sentenza? Multare le famiglie dei teppisti significa “rispondere alla pancia del Paese” e “aggiungere degrado economico e sociale”.

Una retorica tanto commovente quanto ipocrita, tipica di chi è sempre prodigo a difendere chi viola la legge e mai a tutelare chi la rispetta. Secondo questa visione perversa se un gruppo di sedicenti manifestanti mette a ferro e fuoco Milano, distrugge vetrine, incendia auto di lavoratori e devasta l’arredo urbano, la colpa non è di chi compie il gesto e nemmeno di chi aveva il dovere educativo di vigilare. No, la colpa è della “pancia del Paese” che pretende giustizia. E il conto della ricostruzione? Quello, nell’idillio ideologico della sinistra chic, deve essere saldato dai cittadini perbene, gli stessi che la mattina si svegliano all’alba per andare a lavorare e che, con il proprio sacrificio, pagano anche i lauti stipendi pubblici a questi signori.

È il copione perfetto del progressismo da attico con terrazza: massima indulgenza con chi spacca tutto in nome del “disagio sociale” e pugno duro, fiscale, contro chi subisce. Se un minorenne distrugge un bene pubblico, per Salis la famiglia non va toccata perché “vive già in uno stato di forte disagio”. Un automatismo pericoloso che trasforma la difficoltà economica in una licenza di impunità e vandalismo a costo zero. Mentre il sindaco di Genova si preoccupa del portafoglio delle famiglie dei teppisti, chi pensa al portafoglio dei commercianti milanesi che si sono visti distruggere i negozi? Chi tutela il lavoratore che si ritrova l’auto data alle fiamme? Nessuno. Per i paladini dei salotti buoni, costoro sono solo carne da tasse.

La solidarietà pelosa della sinistra si ferma sempre un attimo prima di toccare i doveri e la responsabilità individuale. Troppo comodo fare i generosi con il denaro pubblico, lasciando che a pagare il conto della loro “giustizia sociale” siano, come sempre, i soliti contribuenti onesti che mandano avanti il Paese.

Massimo Micheli, 25 ottobre 2026

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