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Quando l’indottrinamento della sinistra passa dalla scuola

E adesso ci si mette anche la dirigente del Pd che insulta Jerry Calà: e si tratta proprio di quello di cui parliamo con i nostri commensali da settimane. L’attore ha infatti dichiarato in un’intervista a Il Giornale che nel mondo del cinema lavora di più chi si dichiara di sinistra: sai che scoperta, aggiungiamo noi. Anna Rita Leonardi, dirigente del Partito Democratico, attacca l’attore definendolo “un cretino senza talento”. Qualche giorno fa avevamo pubblicato una lettera di un giovane attore che ha denunciato proprio quello che Calà ha raccontato.

L’egemonia culturale di sinistra è ormai incarnata in tutti i settori della nostra società. Tra questi, ovviamente, anche la scuola pubblica come leggiamo in questa nuova lettera, la quarta nel filone: Egemonia culturale, immeritata, della sinistra.

Buongiorno Nicola,
spero che lei in mezzo agli impegni riesca a trovare tempo per leggere questo messaggio. Ho appena avuto il piacere di leggere una delle lettere scritte da un suo lettore riguardante la manipolazione della sinistra nei vari ambienti della società. Le posso dire che anche io ho sofferto molto di tale impostazione educativa in quanto studente, sia nel mondo liceale che universitario. In particolare, ho dovuto rinunciare alla possibilità di esprimermi in modo libero nel mondo liceale, in quanto nonostante abbia avuto professori meravigliosi, parte del corpo docenti fosse molto politicizzato. In particolare, durante il corso di filosofia ho voluto scrivere un tema riguardante il capitalismo spiegando i motivi per cui una concezione basata sulla libertà individuale e la libertà di agire nel modo desiderato per il perseguimento dei propri obiettivi personali fosse meglio rispetto a una concezione quale il socialismo che fonda il suo credo nel collettivismo e nell’odio indistinto per i ricchi che sono diventati tali lavorando duro.

A causa di queste affermazioni il mio tema non ha ricevuto un voto alto in quanto il professore non ha apprezzato il contenuto, pur non essendo presenti errori di forma che inficiassero il registro stilistico del tema. Lo stesso scenario si è presentato quando abbiamo dovuto scrivere un tema sull’immigrazione. Non volendo essere politicamente corretto perchè credo che la libertà di pensiero sia il faro che guida la società occidentale, ho deciso di esprimermi favorevolmente in merito alla barriera tra Messico e Stati Uniti e sul controllo dei flussi esterni, ritenendo questi mezzi fondamentali per la protezione dei cittadini americani. In questo caso il tema è stato valutato appena sufficiente poichè il contenuto non fu apprezzato dal professore, nonostante anche in questo caso errori grammaticali o stilistici non fossero presenti. Anche durante il periodo universitario l’indottrinamento culturale di sinistra non è mai finito. In particolare, durante le lezioni universitarie ho dovuto ascoltare professori che si esprimevano duramente contro Donald Trump e anche professori che forzavano noi a usare un lessico più inclusivo per evitare di discriminare le minoranze, quando al tempo stesso tali professori sono probabilmente gli stessi che temono di esprimersi contro l’Islam radicale che lapida donne adultere e omosessuali in Arabia Saudita.

15 Commenti

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  1. Io non mi preoccuperei tanto, visto che i voti da un bel po’ di tempo vanno da tutt’altra parte. I professori di sinistra non producono un elettorato di sinistra, esattamente come le donne insegnanti ( che sono la stragrande maggioranza ) non generano un maggior spirito femminista. Oggi i ‘piccoli maestri’ si trovano altrove. E indovinate dove….

  2. A proposito di comprare “Il Giornale”, “Libero”, piuttosto che “Repubblica”. Quando facevo l’università, più o meno fino ad una decina di anni fa, quando passavo le mie estati a studiare, andavo in biblioteca. Prima di cominciare a studiare, andavo nella sezione emeroteca e mi leggevo il giornale. “Repubblica” era uno dei giornali che cercavo di più, ma era difficile trovarlo, perché se lo prendeva sempre qualcun’altro. Per contro, “Il Giornale” si trovava quasi sempre, ma nessuno o quasi lo prendeva. Recentemente ho preparato un concorso, per cui sono ritornato in grande stile in biblioteca. Ma la situazione è opposta: adesso “Repubblica” è quasi sempre lì appeso e “Il Giornale” è difficile trovarlo, perché ce l’ha sempre qualcun’altro. Fa riflettere.
    Cosa voglio dire: la grettezza e la bassezza degli insulti come quelli della signora-nessuno-Leonardi contro un attore che è stato un pilastro del Cinema italiano degli anni ’80, non è altro che il manifestarsi di un sistema in crisi. La verità è sempre più chiara: dietro a quella finta intellettualità di sinistra che non viene più messa sul piedistallo se non in modo autoreferenziale, diventa sempre più manifesta la grettezza morale.

  3. Concordo pienamente con Leonardo. Io mi sono trovata nel solito disagio da lui descritto, ma nel mondo del lavoro.
    Lavoro in una Coop e vi assicuro che esprimere le proprie opinioni di destra ti fa sentire a disagio. Con i sinistroidi non c’è confronto.(specialmente dove ci sono i sindacati).
    Non so che tipo di lavaggio del cervello abbiano avuto per non vedere cose evidenti ad un bambino, perché posso capire chi sta a sinistra per interessi economici , ma chi non li ha è come se tifassero per una squadra del cuore, ,alla quale tutto è concesso, anche quando vedi che l’ambiente è tutto corrotto..
    L’Italia è una Nazione che ha il dovere e il diritto di tutelare i propri cittadini, non è una squadra di calcio da tifare, e dobbiamo essere critici con chi ci governa nel male e nel bene.
    Saluti Paola.

  4. In effetti, che scoperta.
    Penso di aver smesso di scrivere opinioni politiche (in senso ampio) nei temi scolastici in seconda media o giù di lì, per come venivano “apprezzati” dai vari professori komunistelli.
    Questo, in effetti, è un grande insegnamento della scuola italiana: come procede l’indottrinamento (in adorazione del dio stato, ovviamente, nelle sue forme più o meno socialkomuniste) di massa, coi soldi delle imposte prelevati a tutti con la forza, blaterando nel contempo di pluralismo e di libertà di espressione, che sono al contrario completamente banditi.

  5. ……. ecco perchè tutti i miei cinque figli non hanno frequentato le scuole cannibalizzate dalla sinistra.
    Mai cosa fu più saggia, non sono asini e nemmeno indottrinati dagli ignoranti.
    Star qui a raccontare la rava e la fava che tutti, si spera, sanno è inutile gioco già che abbiamo generazioni intere di ignorantoni da far paura a circolare per il paese. Pochi, rari, si sono salvati dalla scuola italiana, quelli che sono intelligenti di natura.

  6. Ma codesto Leonardo sta facendo gli studi oppure li ha già finiti?
    Parla di politiche trumpiane e di “La verità” incastonandole in “questi anni” di mal vista all’ateneo.
    Però all’inizio si esprimeva come attività già terminate.
    Per il resto sono un mare di banalità.
    Un tipico caso di chiagnifottismo italico.

  7. È l’egemonia “culturale” della sinistra che ormai di culturale ha ben poco, nel senso che ripete ormai solo i suoi mantra politicamente corretti sull’accoglienza, l’integrazione, l’antifascismo e tutto quanto può essere ricondotto alla sfera dell’identità sessuale. Il futuro ? Per loro sta in un passato fatto di retorica senza nessuna visione che parli di libertà. La tanto sbandierata “egemonia” è ormai solo un sistema di potere che, anche se ben oliato, comincia a mostrare la corda, una burocrazia culturale che come ogni istituzione burocratica è autoreferenziale e agisce solo per far da freno e da censore di ogni voce fuori dal coro. Ma le burocrazie, anche quelle più pervasive, la storia insegna, sono destinate a soccombere. Ed un segnale è anche quello che se ne parli qui. È sufficiente che tutti noi, là dove agiamo, non ci si stanchi mai di ripetere che il “re è nudo” o, per dirla con Fantozzi, che “la corazzata Potemkin è una cagata pazzesca !”.

  8. Quando cadde il muro di Berlino,ovvero l’Unione sovietica ed il comunismo, qualcuno inventò “Mani Pulite” per distogliere l’attenzione dai fondi dati dall’URSS al PC , che era la più grande Holding finanziaria d’Italia.
    Anche perché, visti gli albanesi arrivare a frotte sui barconi, avevamo capito come saremmo diventati se alle elezioni del 1948 – ma anche del 1975 – avessero vinto i compagni.
    Allora , questi maestri della manipolazione, hanno studiato a tavolino un piano per impossessarsi di tutti i settori pubblici, compresa l’Istruzione che era sempre stata Democristiana: a tutt’oggi sono nei posti chiave del Miur i loro ideologi e portabandiera che hanno ucciso la ” libertà d’insegnamento” sancita nella Costituzione, di cui si riempiono la bocca …..per quel che fa loro comodo.

  9. Caro Leonardo,
    innanzitutto c’è un mito da sfatare in cui, purtroppo, vedo che anche lei ancora si dibatte ed e’ che in qualche modo lo stato siamo noi.
    In realta’ lo stato non siamo affatto noi, a meno che con “noi” non si intenda qualcuno che direttamente (stipendio da statale) o indirettamente (stipendio da impresa privata che campa grazie alle tasse o alle imposizioni statali, per esempio i registratori di cassa o i software per le fatture elettroniche).
    Lo stato non siamo piu’ “noi” da tempo, sempre che qualcuno ci abbia mai creduto. Lo stato sono “loro” ovvero statali che diventano tali grazie (quando va bene) a concorsi indetti da statali e valutati da statali. Gli unici, nel giro del fumo, che statali non sono sono quelli che tale carrozzone lo devono pagare.
    Devono.
    Volenti o nolenti. Con la forza.
    Non stupisca quindi che, soprattutto nella scuola, da quando il collettivismo e’ entrato prepotentemente con la CGIL a pieni poteri, non ci sia altro credo al di fuori dello stato giacobino che molti vedono come una conquista mentre io, ed ora anche lei, vedo come una disgrazia.
    Lei pretende di parlare di individui e libero pensiero a gente che pappa ogni 27 del mese i frutti del collettivismo piu’ becero ed incivile, violento spesso al limite del criminale e solo perché ogni 10/12 mesi alcuni statali ti consentono di andare in una scuola statale (obbligatoria) in un seggio presidiato da statali temporanei, difeso da statali, dove mettere una X su un pezzo di carta per nominare ulteriori statali che decideranno quanto prenderti per mantenere tutti loro.
    Stupirsi di cio’ solo perché zumpa-zumpa mano sul cuore, zumpa-zumpa sale il tricolore, zumpa-zumpa la Nazionale e’ una illusione.
    Nessun professore universitario così come nessun insegnante vuol fare il tacchino al Ringraziamento e tutti sanno che se le mani venissero messe pesantemente nella pentola, una bella fetta di insegnanti verrebbe defenestrata con un calcio.
    Di recente un politico del PD fece notare che senza l’arrivo dei bambini africani, ci sarebbe un sovrannumero di ben 78000 insegnanti roba che qualsiasi ministro dell’economia americano festeggerebbe a Champagne licenziandoli in tronco a cercarsi un lavoro, magari una P.IVA, dove comprendere che non c’è nessun dovere divino nel rinunciare a comprarsi un vestito per mantenere un insegnante inutile.
    Invece qui si stracciano le vesti perché mancano i bambini. Apriamo i porti e #torniamoumani.
    Si tranquillizzi: siamo abitanti di Hiroshima che sentono il rumore dell’Enola Gay in arrivo. Noi possiamo anche gridare alla bomba mentre i residuati dei compagni cercano di rubacchiare il fondo del barile ma verra’ il momento anche per loro. Purtroppo sara’ finita anche per noi ma che ci vuole fare?
    Con affetto

  10. Neanche sotto Mussolini, quando io feci il percorso ds elementare a liceo, ci e non fu mai uma propaganda politica. Quasi vero: ci fu un caso nel cuale ricevetti un voto d¡insufficenza in un tema nel quale sostenevo có che avevo letto nel De Sanctis, ovvero che il concetto dell’Italia come nazione comincia con il Petrarca e non con Dante come era evidentemente l’idea del regime. Portai il De Sanctis al liceo e mi cambiarono il voto. Il paradssale é che Odoacre Re degli Eruli era piu conscio della importanza di essere il Re d’Italia che Romulo Augustolo emplicemente lo mandó a vivere assieme alla sua famiglia nella vecchia villa di Mario e poi di Lucullo a Napoli, e un vero Re d’Italia teodorico anche Re degli Ostrogoti che diede alla misera penisola 33 anni di pace e giustizia
    Peró il professore di storia e filosofia, a cui devo tutta la mia gratitudine per avermi fatto leggere e studiare ambedue le materie, si riferva a Mussolini come il buffone.
    Gli esami di maturitá furono gli esami piu duri di tutta la mia carriera studiantile, includendo una maestria en fisico-chimica ngli Stati Uniti, se mi ricordo bene durarono tra scritti e orali circa due mesi essendo gli orali lo scandaglio piu profondo sulle mie conoscenze. Avevo sempre pensato che la scuolapubblica che conobbi rappresentasse il vero pensiero liberale. Ma dop la riforma Gentile conobbi la riforma “liberale” di Dewey negli Stati Uniti che rappresentó sotto false spoglie quello chiamarono una democratizzazione dell’educazione. Noi abbiamo seguito questo cammino creando generazioni di ignoranti, tutti quelli che ai miei tempi erano rifiuti del sistema pubblico per entrare nelle scuole cattoliche. Con la scusa di “democratizzare”, il che non fa senso, la scuola abbiamo creato questa genia di esseri neli quali il risentimento verso la sapienza e la apertura alla irrazionalitá del credo cattolico rappresenta un campo fecondo per la propaganda di false veritá politiche e religiose.
    É la realizzazione di ció che temeva un giornalista inglese scrivendo a Tocqueville il 3 Febbraio del 1840 : la distruzione di tutto ció che é sano.

  11. Vi sembra una novità?
    Ho 57 anni e alle elementari ci facevano cantare bella ciao in presenza e per onorare il bidello partigiano.
    L’indottrinamento è continuato alle superiori e il culmine nelle università…
    La strategia comunista post bellica è stata: colonizzare scuole e università al fine di formare burocrati e dirigenti ( e magistrati) allineati a quello che oggi si chiama main stream.

  12. NON si finisce mai di imparare
    Per la cultura della sinistra libertaria ed progressista oggi la LA GAZZETTA DI MODENA riporta una manifestazione ( futura ?? ) delle donne di sinistra che per essere ” solidali con la RACHETE sfileranno senza reggipetto a MODENA
    Finita la seconda guerra mondiale vi era in teatro l’ AVANSPETTACOLO
    Adesso evitiamo di andare a teatro

  13. Sai se fanno titoli come “Gretina” e “patata bollente” ci sta che qualcuno non approvi quei giornali.

  14. Un paio d’anni mi concesse un’intervista il rettore dell’Università di Cagliari Maria del Zompo. Rimasi profondamente colpito dal fatto dal livello di politicizzazione dei suoi ragionamenti, a partire dall’accusa inverosimile rivolta a Berlusconi di essere causa del basso livello di laureati in Sardegna e, dall’altra parte, la sua ignoranza sul livello della ricerca dei vari dipartimenti, all’avanguardia in molti campi a livello internazionale, per cui mi disse di non essere informata (in poche parole ne sapevo più io del rettore!). Secondo lei il basso livello di laureati in Sardegna è dovuto alle barriere che impediscono ai giovani delle famiglie più povere di accedere e portare avanti studi troppo onerosi (una tesi che francamente fa acqua da tutte le parti). In compenso l’università di Cagliari è oggi all’avanguardia in tema di inclusione dei transessuali, con la creazione di una sorta di libretto bi-genere, extracomunitari e quant’altro èin linea con la oggi dominante ideologia politically correct.

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