Quei controlli sanitari che gli immigrati non vogliono fare

Il direttore sanitario del Cara di Bari, Mariarosaria Ferrante, spiega ai microfoni di Quarta Repubblica quelle che sono le condizioni sanitarie degli immigrati che arrivano sulle nostre coste. Non tutti si sottopongono ai controlli medici e il 50% degli immigrati scappa dalle strutture interrompendo il trattamento sanitario iniziato. Tra loro anche casi di tubercolosi e hiv

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13 Commenti

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  1. Che menata con sti migranti!!!
    Si vede che l’Italia è un Paese in cui tutto funziona e codeste persone mettono un granello di sabbia in un ingranaggio perfetto!

    https://www.fanpage.it/politica/oms-i-migranti-non-portano-malattie-sono-piu-vulnerabili-della-popolazione-ospitante/amp/

  2. E dimenticavo…. a noi le multe se mandiamo i nostri bambini a scuola senza vaccinazioni…. E POI PERMETTONO TUTTO QUESTO ???? MA NESSUNO DICE NULLA…. FATE DELLE TRASMISSIONI SU QUESTO PERCHE SIAMO AL LIMITE DELL’INCREDIBILE !!!!

  3. Ma come ci hanno sempre detto che TUTTI i “migranti” vengono controllati… che non ce pericolo… che non dobbiamo creare “allarme” ecc… ma gli italiani NON sono mica stupidi… lo sapevamo che erano tutte balle… lo sapevamo che tanto alla fine FANNO QUELLO CHE GLI PARE… arrivano in italia E FANNO QUELLO CHE GLI PARE… tanto paghiamo noi in soldi E PURE IN SALUTE. Che vergogna…. pazzesco.

  4. Il motivo per cui certi aspetti vengono, a mio parere volutamente, ignorati è che un’eventuale diagnosi di HIV costringerebbe il paese d’accoglienza ad impostare una terapia costosissima (non che quella per la TBC sia a basso costo, per lo meno però ha una durata limitata nel tempo ed è una soluzione definitiva se correttamente effettuata e portata a termine); terapia da effettuare a vita e completamente a carico del sistema sanitario nazionale.
    Naturalmente nessun altro stato membro UE offre condizioni simili, dunque nessuno di essi accetterebbe di accollarsi il costo sanitario e sociale di persone in tali condizioni di salute.
    Grande ipocrisia italiana….

  5. non vogliono fare il controllo sanitario?
    no problem:
    è un valido motivo per negare l’ingresso ANCHE per questioni umanitarie,
    perchè prima di fare gli splendidi le autorità hanno
    il dovere di difendere la salute pubblica.

  6. Buongiorno Nicola
    Sono un italiano emigrato in Australia nel 2012. Ecco cosa ho dovuto fare per avere il visto perché, naturalmente, non sono entrato da clandestino.
    1. visita medica a Milano da parte di medici di fiducia dell’ambasciata australiana. La visita e’ durata quasi due ore, prelievo del sangue, raggi X. Da notare che avevo con me i raggi X fatti due mesi prima in un ospedale italiano e non sono stati accettati, ma ho dovuto rifarli. Il tutto mi e’ costato intorno ai 500 euro se non ricordo male. Erano soprattutto interessati a malattie come l’HIV e la tubercolosi.
    2. certificati penali. Ho dovuto presentare i certificati penali di tutti i paesi in cui avevo trascorso un periodo, anche frammentato, di un anno negli ultimi 10 anni, compresi i periodi di ferie che avevo trascorso in Australia.
    En passant aggiungo che avendo richiesto la cittadinanza un anno fa ho dovuto ripresentare i certificati penali e poche settimane fa ripresentarli perche’ ero stato in vacanza in Italia per 4 mesi.
    3. Ho dovuto inviare la certificazione bancaria di quanti soldi avevo in banca. Alla mia richiesta all’ambasciata di Berlino, competente per noi emigranti italiani, di dirmi se c’era una cifra minima mi e’ stato risposto che dovevo semplicemente fornire loro i dati e che avrebbero deciso loro.
    4. ho dovuto dimostrare che ero sposato ma il certificato di matrimonio non era sufficiente, infatti ho dovuto inviare lettere, bollette, estratti conto bancari etc indirizzati a me, a mia moglie ed a tutti e due riportanti sempre lo stesso indirizzo relativi a i due anni precedenti la domanda di visto. Per ogni mese un documento intestato a me, uno a mia moglie ed uno ad entrambi.
    5. Ho compilato un formulario con parecchie decine di domande tra cui alcune curiose tipo: “ha mai partecipato a manifestazioni contro l’Australia?”.
    6. Ho dovuto consegnare due lettere compilate da cittadini australiani che dichiaravano di conoscermi e che ero una persona perbene.
    7. ho dovuto dimostrare che avevo una casa inn Australia in cui andare ad abitare
    8. I miei figli, cittadini australiani, hanno inoltre garantito per me dal punto di vista finanziario nonostante io sia in grado di mantenermi tranquillamente e comodamente.
    9. ho presentato naturalmente tutti i certificati usuali, nascita, matrimonio, residenza etc.
    10. Mi sono state chieste informazioni sanitarie e penali sui miei genitori e sui miei parenti più’ stretti.
    Non so se ho elencato tutto.
    Dopo circa 14 mesi mi e’ stato concesso un visto permanente che pero’ devo rinnovare ogni 5 anni e che mi può’ essere ritirato in qualsiasi momento se dovessi infrangere la legge.
    Il tutto mi e’ costato all’incirca 5.000 dollari e mi e’ andata bene perche’ ci sono visti che costano anche 40/50.000 dollari.
    Il meccanismo e’ un po’ farraginoso ed a volte frustrante pero’, personalmente, lo trovo giusto. Mi sembra corretto che un paese sappia chi si porta in casa ed abbia il diritto di respingere chi non gli e’ gradito.
    Forse sarebbe bene che molti italiani cominciassero a sapere come funziona l’immigrazione in altri paesi del mondo.
    Cordiali saluti
    Cesare

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