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Quella “cultura del contagio” che piace tanto alla sinistra

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Letto oggi suona un po’ sinistro: nel titolo, e ancor più nelle tesi. Le quali dimostrano forse la débacle di certa filosofia italiana, e non solo italiana, troppo prona ai dettami culturali della sinistra e poco ad un pensiero autonomo e nella misura del possibile avalutativo.

Mi riferisco a un vecchio libro di Roberto Esposito, uno dei pensatori italiani che va per la maggiore: un po’ per virtù intrinseca, un po’ per l’appoggio incondizionato e ben coltivato del gruppo “L’Espresso”. Il titolo – eravamo nel 2001 e le Twin Towers stavano lì lì per essere abbattute – era Immunitas. Protezione e negazione della vita, e già solo a pronunciarlo in questi giorni uno pensa a mascherine, amuchina, quarantene: in una parola al Coronavirus.

Ancora più sorprendenti sono poi le tesi espresse nel libro, paradossali sempre col senno di poi. Certo, uno per giungere al centro teorico del volume deve fare non pochi sforzi, superando l’ostacolo di riferimenti specialistici e di un linguaggio ostico o comunque tecnico. Ma noi che siamo del mestiere, lo sforzo lo facemmo a suo tempo, e lo abbiamo rifatto ora. La tesi di Esposito era suppergiù questa: la politica vuole immunizzarci dal contatto con l’altro, vuole evitare il “contagio” col diverso, e perciò utilizza tutta una serie di controlli sulle nostre vite (biopolitica) per “disciplinarci” ed evitarci il rapporto con l’altro e con le mille diversità di cui si è portatori. Di esse non dobbiamo aver paura e anzi dobbiamo sforzarci di integrarle in una sorta di meticciato.

In effetti, Esposito non si rendeva conto allora, e forse non se ne rende conto oggi, che in Occidente il “dispositivo” trionfante, per dirla col suo linguaggio, non è stato negli ultimi tempi, almeno fino a ieri, quello della chiusura, e dell’immunizzazione, bensì l’altro dell’apertura senza criterio a tutti, regimi e visioni del mondo illiberali compresi. E che, se immunizzazione c’era, era quella messa in atto dagli intellettuali mainstream verso i rappresentanti (pochi) del “pensiero difforme” e la maggioranza (tanta) della gente comune e di buon senso.

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Francesco
Francesco
10 Marzo 2020 16:13

Sono arrivati in Sardegna un numero anomalo di persone dal nord Italia. Ieri al paese dove abito due milanesi non hanno rispettato quarantena. Cerchiamo di NON contagiarci rispettando gli altri. Se la Sardegna fosse uno stato indipendente avrebbe gia’ bloccato le navi dove hanno viaggiato questi DELINQUENTI. Più autonomia regioni = Più controlli=meno contagi.

Lucio Flaiano
Lucio Flaiano
10 Marzo 2020 16:01

Da un “esposto” che ti puoi attendere?

step
step
10 Marzo 2020 14:25

Le differenze permarranno sempre, il meticciato non prevarrà, le anime belle si mettano il cuore in pace.

Orlo
Orlo
10 Marzo 2020 13:49

Ma bisognerebbe capire anche ciò possa rientrare nella “cultura classica”,la quale come anche il Croce ci insegna,nn è facente parte di una erudizione prettamente scolastica.

Anche Orazio si congratulava con l’amico che,dotato dei giusti talenti per arricchirsi ecomicamente,preferiva occuparsi “occuparsi di questioni scientifiche” per capire cosa moderasse i mari,se le stelle si muovessero di loro sponte o dietro spinte esterne. Tutte cose che hanno creato la nostra civiltà agendo con il nostro corpo realmente mettendoci sopra le mani.

Per Socrate e la sua maieutica è l’intelligenza e lo spirito ben coltivato,ciò che faceva la differenza. E poi la società ai tempi di Socrate,dal punto di vista sessuale era alquanto laica,mentre l’Ocone pare porre il “ritorno al passato” in una società estremamente elitaria e bigotta.

Anche l’attuale alternanza scuola-lavoro è “cultura classica” in purezza,a mio parere.

Sandro Cecconi
Sandro Cecconi
10 Marzo 2020 13:19

“Urge ora invertire la ruota. Riprendere il filo spezzato della grande cultura classica è ciò che veramente ci potrà immunizzare, e darci risorse di senso, se ne saremo capaci.”

———————–

Lei ha fatto centro. Ha colpito al cuore dell’intelletto e della Cultura. Da ex studente “gentiliano” di cui sono fiero e fautore, non posso che concordare senza se e senza ma. Ho amato, amo e amerò sempre i miei docenti dalle elementari all’Università che non finirò mai di ringraziare per la loro alta formazione professionale che mettevano a disposizione di noi discenti con totale abnegazione. Avevano sempre ben presente il proprio ruolo di formare ognuno di noi come coscienze critiche.

Quanto avvenuto negli ultimi 30/40 anni almeno è la peggiore aberrazione e involuzione tese alla distruzione di noi stessi.

Ecco cosa sono state le elites sino ad ora ovvero quasi tutti individui indegni del ruolo ricoperto, della funzione che stavano svolgendo accompagnato da una superficialità, da un relativismo e nihilismo mostruoso. Come dire l’esatto opposto del concetto di elite che dovrebbe sempre rappresentare il massimo del merito e della meritocrazia.

Che Dio ce la mandi buona. Da parte mia non posso far altro che diventare sempre più selettivo.

nick2
nick2
10 Marzo 2020 11:04

Corrado Ocone, come può scrivere certe cose, per di più accompagnate da orrido disegno di mezzi uomini e mezzi diavoli con il pugno chiuso? Siete ridicoli. La gente non è tutta idiota come credete e lo dimostra il fatto che il vostro sciacallo in felpa sta perdendo il 5% dei consensi ogni settimana. Vi consiglierei di cambiare registro…

De Medici
De Medici
10 Marzo 2020 10:43

ma le ONG spiegheranno le norme ed i divieti imposti dal governo Conte a quella massa di poverini che hanno trasportato contro ogni regola di civile convivenza?

Ammassati come sono in ghetti ed in palazzi occupati, non vorremmo che salvati dal mediterraneo crepino di SARS-CoV-2 sulla terraferma.

Gli ospedali di Emergency, quelli di Médecins Sans Frontières, i vari Save the Children, Open Arms e compagni cantando non raccolgono fondi per gli ammalati di questa epidemia?

Non mettono a disposizione strutture e volontari?

Io non li ho sentiti fino ad ora, staranno ancora tutti nel Mediterraneo in attesa di sbarcare?

Guardate cari organismi non governativi (o controgovernativi) che se non aiutate qui, subito ed ora, domani per i vostri poverelli non ci saranno che le pulci.

perchè solo i ricchi possono dar da mangiare ai poveri e se volete che i ricchi diventino poveri, non ci sarà più niente per nessuno e solo guerre tra poveri per accaparrarsi quei beni che solo voi potreste avere.

Rimboccatevi le manioche perchè la priorità, ora, è aiutare il Vostro paese ad uscire dalla quarantena in cui ci ha cacciato il multiculturalismo ed il globalismo che tanto professate.

ferdinando
ferdinando
10 Marzo 2020 10:27

Il suo è un linguaggio troppo accademico per pochi addetti ai lavori. Per dircela “terra, terra” lei evidenzia il conflitto tra i mondialisti e sovranisti che con l’arrivo del Coronavirus pende a favore dei questi ultimi. La mondializzazione va rivista e governata. Il vero problema è se gli Stati Nazionali devono mantenere il loro potere di decidere come e in che misura aderire alla globalizzazione o di essere obbligati dall’ONU ad accettare, per esempio, tutti i minori non accompagnati di tutto il mondo che si presentino alle proprie frontiere. Questo sarebbe ed è un suicidio della Nazione.