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Quelli che limitano la propria libertà

Lasciare in pace gli altri: Una prospettiva etica (Mercato, Diritto e Libertà)

Autore: John Lachs
Anno di pubblicazione: 2018
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Lasciare in pace gli altri è il titolo di un libro edito da Ibl, che già vi fa capire dove andiamo a parare. Il suo autore John Lachs è un professore di filosofia. E in questa rubrichetta vogliamo parlare proprio del capitolo da cui ha preso spunto il titolo. “Gli esseri umani – scrive il filosofo – come pure altre specie animali, tendono a mantenere inalterato il desiderio di essere lasciati stare in modo da poter operare senza interferenze”. Ma questo impulso a tutelare gli affaracci nostri, dovrebbe tenerci sufficientemente impegnati da non occuparci degli altri. In realtà “la nostra volontà vuole ottenere potere e controllare il suo piccolo angolo di mondo. I mali che derivano da questo desiderio – aggiunge – definiscono la storia della razza umana”: dalla schiavitù al trattamento delle minoranze.

I peggiori, da questo punto di vista, sono coloro che hanno un approccio ideologico; come dare torto al prof. Quella liberale non si può mai definire un’ideologia, ma semmai un metodo, a differenza di quella marxista, o anche democratica, che ha una lunga serie di prescrizioni più o meno codificate. Inoltre ci sono “persone che vogliono rinunciare alle loro libertà perché sono terrorizzati dallo sbagliare. Questa servitù tuttavia è volontaria e contiene ancora un pizzico del piacere che accompagna l’attività libera”. In fondo si potrebbe definire una libera autolimitazione. Purtroppo, aggiunge Lachs, ci sono altri due modi “molto meno accettabili di orientare le vele: possiamo cercare di eliminare i desideri antisociali e possiamo limitare il potere di soddisfarli”.

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Avete letto bene e non sobbalzate sulla sedia. In fondo la frase virgolettata dovrebbe sembrare normale a un liberale. Ma siamo talmente immersi in un brodo di cultura illiberale, che ci sembra normale eliminare “desideri antisociali”, poiché li consideriamo poco più che una bestemmia. Lachs in fondo non fa altro che riprendere Aldous Huxley “con la sua spudorata ingegnerizzazione dei desideri diretta ad indirizzarla alla condizione sociale delle persone”. L’accoglienza, la beneficienza, la redistribuzione del reddito considerato in eccesso, sono incontestabili, poiché il negarli vorrebbe dire alimentare “desideri antisociali”. Vedete che in fondo la filosofia ci porta con i piedi per terra.

Inoltre il nostro filosofo ricorda come “c’è un altro modo di controllare le manifestazioni antisociali della libertà e cioè riducendo la capacità delle persone di realizzare i propri desideri”. E in questo campo leggi, norme, codici, governi sono formidabili. Tutti riconosciamo l’importanza del codice penale, tutti sappiamo che proprietà privata e vita sono condizioni fondamentali e oggettive per poter parlare di libertà, ma da questo a ciò di cui si occupano le democrazie e i loro rappresentanti ci passa il mare.

Il testo di Lachs non è difficile, non è filosofia pura, è un modo diverso per ragionare su temi che consideriamo il nostro sistema operativo e che dunque non mettiamo mai in discussione.

Nicola Porro, Il Giornale 23 settembre 2018

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7 Commenti

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  1. Bisogna sempre partire dal fatto che Locke dalla dottrina liberale di cui fu il principale artefice,nn disdegno un piccolo approccio populista nella diatriba tra cattolici e protestanti tra la famiglia allargata degli Stuart.
    Imporre l’impedimento ai sentimenti antisociali è un dovere.
    Comunque in ottica liberalsocialista popperiana s’intende.
    L’importante è che lo stato resti di diritto e nn si rivolti in etico per far si che la democrazia resti il minore dei mali.
    Poi lo storicismo crociano ci impone il superamento dell’ideologico rendendolo malleabile ai tempi.
    Cosa che ai nostri giorni manca,pensando di rimediare ai guasti della globalizzazione contrapponendo fasi ideologiche paradossali spazianti da ambiti populisti criticando,da una posizione di governo,le “élite”…mahhh…

  2. Generazione figli dei fiori… =… LET IT BE. Ma anche diverse date con 8 finale… =… RIVOLUZIONE, CONTESTAZIONRE ecc. Un mix che quindi sarebbe quasi ideale ovvero tolleranza e reattività alls sopraffazione. In effetti però, la maggior parte di tutti noi siamo risucchiati ed INVISCHIATI causa una governance socio-politica che non ci permette di vivere in modo liberale. Soddisfatti per una pressoché quotidiana rinuncia alla libertà? NO WAY! JAMAIS DE LA VIE!

  3. Mi ha messo in un bell’ imbarazzo, specialmente quando un filosofo cerca di parlare di un soggetto cosí tormentato. Comincio con asserire che un concetto di libertá assoluta non esiste ne puo esistere, é la tipica sostantivazzione di un aggetivo. Partiamo da una premessa non filosofica ma reale , l’uomo é un animale sociale e percó la sua attivitá intellettuale e materiale si svolge in un cerchio di simili che ha grandi varazioni geografiche e storiche, e visto che ogni forma socale si regge con norme o costumi o leggi
    che costituiscono limiti all’ativitá umanna in senso generale. Da questa osservazione copio una conclusione lettanni fa, un uomo é completamente libero solo in una lsola deserta dove d’altra parte non ha possibilitá di scelte
    e ovvero é un prigioniero. Piú grand e é il gruppo sociale e maggiore é il numero di offerte di scelte e cioé di “libertá·.
    Un uomo puo pensare e azionare e normalmente la sua attivitá si svolge secondo le famose parole di Ulpiano Honeste vivere alterum non laedere sae cuique tribuere ma questa é una miscela di norme e leggi. Un uomo potrebbe pensare liberamente ma é limitatamente libero perché il suo pensare é inavitabilmente influenzato da esperienze familiari e ambientali
    ma se é puro pensiero senza conseguenze materiali sarebbe relativamente libero. Se un uomo agisce, l¡azione potrebbe non tener conseguenze materiali, ma in questo caso usare il concetto libertá é un salto nel vuoto. Se l’azione ha conseguenze materiali spiacevoli l’uomo non libero desiste dall’azione ma se insiste, lo fa perché il piacere di fare làzione é maggore
    dell spiacevolezza delle conseguenze e in questo caso l’uolo é veramente libero. Conseguenza: ritrniamo a Helvetius ed alla scula socradica di Cirene
    quello che rimane ´la continua lotta che esste nele varie societá tra i differenti gruppi sociali per difendere o ampliare l’arena delle loro aspettative Piú grande l’arena e piú grande la particiàzione, piú grande é ció che definisce la Libertá· in una societá.

  4. Gentile Nicola,

    in un Paese come il nostro è così difficile spiegare i vantaggi del Liberalismo; una buona parte degli Italiani non ne vuole sapere; accoccolata e servita perché ha delegato quasi tutto ai politicanti; e così, è stata abituata a lasciar fare al potere pubblico; è questa astratta entità che dovrebbe risolvere i problemi (le necessità e addirittura le ambizioni) degli individui che in questo modo si libererebbero dei propri doveri, potendo reclamare solo i diritti.

    È anche un comodo modo per liberarsi delle proprie responsabilità personali, per scaricarle ambiguamente su chi hanno delegato di assolvere a tutto anche alle prerogative dei singoli…

    I populisti di piantone – sempre in agguato, specialmente in questi tempi – lo sanno, ad aggiustano i loro discorsi in questo senso, predicando come la sensibile folla si aspetta…

    Un’altra opera bellissima e semplice da leggere, in questo stesso contesto è:
    OLTRE LA DEMOCRAZIA. Sul perché la democrazia non conduca alla solidarietà, alla prosperità e alla libertà, ma sia causa di conflitti sociali, debiti… di Frank Karsten e Karel Beckman.

    Cordialmente, Tullio

  5. La previsione di 800 milioni di africani che nei prossimi venti anni dovranno essere portati in Europa è demenziale.
    I rimedi sono: l’imposizione affrettata della imitazione delle nascite in Africa, il che imporrebbe , in via preventiva,l’occupazione manu militare dell’Africa; la difesa in mare con l’affondamento delle barche che, in via non autorizzata, l’attraversano.
    Ciò vuol dire guerra.
    Per arrivare a ciò ci vorrà del tempo ma, forse in ritardo, sarà fatale che avvenga.

  6. C’è un vulnus montante in questo ragionamento…eccesso esseri umani su pianeta…più aumentiamo più andiamo a collidere con altri umani…et animali et vegetali…
    https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/

  7. Aggiungerei, anche se forse sono fuori tema, che Carlo Marx (di cui tutti parlano ma nessuno ha letto) fa una differenza fra “democrazia formale” e “democrazia sostanziale”. Inoltre non sono d’accordo con chi dice che la “democrazia”, in ogni caso, è il migliore sistema possibile. Sono piuttosto d’accordo con Platone il quale diceva che ci sono tre sistemi: governo di uno solo (monarchia), governo di diverse persone (oligarchia), governo del popolo (democrazia). Ognuno dei quali può degenerare in tirannia, oligarchia e demagogia. Un sistema “degenerato” è in ogni caso peggiore degli altri sistemi. Quante “monarchie costituzionali” e “illuminate” ci sono state nella storia? E forse le “dittature” non sono spesso la conseguenza di “democrazie” degenerate? (Vedere per tutte quella di Weimer). Quando poi si forma una “anarchia”, per il bene dei cittadini, la dittatura è d’obbligo. Non sono un filosofo ma amo filosofare…

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