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Ossessione sinistra

Rave party, delirio Concita: “La norma reprime l’addio al nubilato”

Il decreto Piantedosi sarà anche rivedibile, ma qui stiamo esagerando: attacchi strumentali

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Concita De Gregorio oggi ha dimostrato due grandi qualità: comprendere male la materia di cui si discute; e spiegarla peggio. Il tutto – aggiungiamo un terzo elemento – vergando qualcosa come 8mila battute quando ne sarebbero bastate cinque: “Non ci ho capito nulla”.

Parliamo ovviamente della norma introdotta contro i rave party. Premessa: chi scrive dubita che l’introduzione di un nuovo reato possa essere una soluzione. Il problema non sono le leggi, ma la loro applicazione. Il divieto di occupare un immobile altrui è già oggi un reato, ma i ladri di case esistono e per cacciarli i proprietari debbono rodersi il fegato. Dunque: inutile ingolfare il codice penale, però da qui a trasformare il “decreto Piantedosi” in uno strumento repressivo stile “adunata sediziosa” ce ne passa.

La norma potrà anche essere scritta male (il Parlamento, in fondo, serve proprio a correggere i dl dettati dall’urgenza), ma non è vero come sostiene Concita che “i rave con questo decreto non c’entrano niente”. Ed è falso come una banconota da 30 euro, a maggior ragione, affermare che si tratta di un modo subdolo per “schedare chiunque si riunisca”. Solite esagerazioni di impegnati intellettuali. I quali fino a ieri urlavano al ritorno del Ventennio, poi alle urne hanno scoperto che il popolo non li segue eppure insistono per non ammettere di aver preso un granchio. Ossessione. Non può essere altrimenti. Sennò cos’altro può spingerti a pensare che la norma possa colpire pure i festeggiamenti tra amici? Scrive Concita: “Il provvedimento” mira a “sorvegliare” e “reprimere” persino “feste private, se stiamo alla lettera del testo: persino un addio al nubilato a casa di amici se per dire un vicino ravvisa pericolo per la salute o per l’ordine e l’incolumità”. Sciocchezze.

O meglio, basterebbe aver letto il testo in Gazzetta Ufficiale (Concita, controlla) per capire che il dl punisce “l’invasione  arbitraria di terreni o edifici altrui, pubblici o privati”. “Invasione arbitraria”, non festicciola privata. Cosa diavolo c’entra l’addio al nubilato in casa di amici? Semmai, potrebbe essere punito un addio al nubilato organizzato senza permesso nel terrazzo di Concita De Gregorio, la quale – ne siamo certi – in caso di party illegale in casa sua per prima cosa chiamerebbe le forze dell’ordine.

Organizzare un rave, o un’attività alternativa che tanto piace a Concita (“le occupazioni sono vivai di pensiero e di azione”), non autorizza nessuno a invadere una proprietà privata, distruggere un cancello, imbrattare i muri, sporcare ovunque, provocando danni economici che nessuno risarcirà. Al povero cristo di Modena serviranno 15mila euro per rendere nuovamente affittabile lo stabile. Il proprietario del campo di Viterbo (“invaso” da 10mila raver nell’agosto 2021) ne dovette sborsare 300mila per rimettere a posto il terreno: l’anno successivo non ha potuto neppure seminare e ha perso il raccolto. Per non parlare del ragazzo morto ripescato nel lago e degli stupri. Volete drogarvi, spacciare, bere fino a sfondarvi? Volete mettere in piedi un rave? Bene: affittate un posto, chiedete le autorizzazioni, pagate il dovuto, versate la Siae, rispettate la quiete pubblica, pulite tutto e amen. Se non siete disposti a farlo, qualcuno dovrà pur intervenire. Altrimenti bussate a casa De Gregorio: siamo certi che vi aprirà.

Giuseppe De Lorenzo, 3 novembre 2022