Reagan, La Rinascita conservatrice (Riccardo Lucarelli)

La Rinascita conservatrice

Reagan. La rinascita conservatrice

Autore: Vari
Anno di pubblicazione: 2019
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Uno dei capitoli più interessanti di Reagan, La Rinascita conservatrice (volume collettaneo pubblicato da poco dalle edizioni Historica) è il capitolo scritto da Riccardo Lucarelli, che è anche il curatore del libro. Tratta una di quelle sfumature del grande presidente americano che forse ai più era sfuggita. Ai più è noto il conservatorismo culturale dell’ex attore americano, a pochi come esso avesse solide basi culturali e religiose. «Fu un presidente capace di comprendere che la superiorità economica e militare di una civiltà ha poco valore se mancano la fiducia e la convinzione di diferderla».

Una botta al materialismo storico e a quella sciocca interpretazione del liberismo reaganiano che vuole il primato dell’economia sullo spirito, come avrebbe detto Luigi Einaudi. Attitudine quest’ultima delle impostazioni culturali marxiste. In Ronald Reagan tutto ciò si traduceva, e questo appare originale, in una sorta di missione evangelizzatrice che si era dato. Ronald era un cristiano protestante, battezzato alla Chiesa dei discepoli di Cristo, e il suo rapporto con Gorbaciov e con il suo «impero del Male», non era solo basato su una sfida militare ed economica. Per Reagan il «mondo cristiano è inteso come luogo di libertà contro l’oppressione marxista-leninista. Non era un caso difatti il sostegno ai seguaci di Fatima, al movimento operaio di matrice cattolica di Solidarnosc, così come il fatto che nei verbali dei consiglieri della Casa Bianca presenti al primo summit moscovita ci fossero tracce di come Reagan avesse cercato di convertire Gorbaciov alla fede».

Da non credersi. Reagan che provava a convertire Gorbacev. In realtà nel suo set di valori la cosa era perfettamente logica. Non c’è libertà senza la nostra tradizione anche religiosa, penava il presidente americano. E chi più del sommo capo del comunismo mondiale era necessario convincere? Senza un salto etico la libertà economica non basta, non è sufficiente. La libertà non è contenuta in quella economica, che ne resta ovviamente premessa indispensabile. Per il presidente americano «l’ateismo era un canale per completare l’opera totalizzatrice del marxismo leninismo».


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48 Commenti

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  1. ma quale salto etico? ma perchè esiste un etica nella speculazione finanziaria? nella deregolamentazione reganiana? nel liberismo economico e nel pensiero unico del consumo?

    A me pare una grande contraddizione, enorme, ma si sa…si dimenticano i danni del laissez faire finchè quest’utlimi non fanno la loro (ri)comparsa, a seguito dello schiarimento della nube di illusione che un liberismo economico sfrenato genera nel terreno della giustizia sociale.

    La verità sta nel mezzo, il libero mercato non è un male assoluto, ma va regolato, perchè il mercato sfrenato e l’avidità umana non fanno prigionieri, e la storia in questo è maestra, ma si sa, le lezioni migliori molte volte ce le dimentichiamo, affabulati da predicatori integralisti ben addestrati, talvolta lontano dall’onestà intelletuale, perchè con quella si sa, si guadagna ben poco, purtoppo.

  2. Oh finalmente Porro, smetta di spacciarsi per liberale che non è e non è mai stato, ma di puro e semplice conservatorismo.

    Quel conservatorismo che è la negazione stessa della vita, visto che la vita è cambiamento, progresso, guardare avanti sempre e comunque perché non vi è nulla da conservare, perché il solo tentativo di conservare qualcosa equivale alla conservazione di un cadavere, di un morto perché noi siamo diversi ogni giorno ogni momento ogni secondo e tutto si muove in noi dentro e fuori di noi ed il nostro compito è solo quello di riconoscere la forza della Vita che decide Lei dove portarci dove andare.

    Il Cristo che ha distrutto il conservatorismo ebraico per annunciare al mondo una Verità nuova e sempre nuova, il Cristo che non ha fondato nessuna religione e nessun decalogo o morale o etica eterna perché nulla è per sempre mentre gli uomini si ostinano a cercare certezze sicurezze tradizioni.

    Oh sia chiaro, non voglio mica distruggere le tradizioni, ma non voglio conservare nulla, non voglio nessuna certezza nessuna sicurezza nessuna conservazione ma solo il vento impetuoso della Libertà

      • Io sono nato libero, il mio unico limite è la legge, voi siete conservatori reazionari sovranisti nazionalisti mai mai mai sarete liberali, nulla di male ma lasciate perdere la libertà

        • Io, ed anche Porro credo, abbiamo le nostre idee, che non coincidono di certo con quelle della Meloni.

          Quindi eviti di usare straw man arguments per dire le sue fesserie.

          Lei, come le ho spiegato negli altri messaggi, non ha la competenza necessaria per poter parlare di libertà, di liberismo, di libertarismo, di Usa, e via dicendo, perchè ignora completamente su cosa gli Usa si fondino e cosa li abbia resi prosperi.

          Pensa che la “legge degli esperti” sia come la legge divina: imbarazzante, drammaticamente imbarazzante.

          La libertà è tutt’altro. Non ci sono esperti e divinità per gli uomini liberi.

          C’è “solo” il sopportare le conseguenze delle proprie azioni, e la “competenza” serve solo utilitaristicamente a prendere decisioni corrette in questo senso.

          Di certo non ad imporle agli altri, magari con politiche monetarie drammaticamente dirigiste, o spendendo il 50% del pil (perchè secondo lei gli esperti di stato lo spendono meglio delle persone libere, giusto?), o regolamentando ogni singola minuzia di ogni attività.

          • Lo Ststo deve limitarsi a poche cose, sicurezza, infrastrutture, assistenza per i più poveri.

            Il resto deve essere lasciato al privato.

            Per me va privatizzata la Previdenza tramite fondi pensione privati a capitalizzazione, va privatizzata scuola ed università, va privatizzata la Sanità Privata.

            Lo Stato deve solo fissare le regole del gioco, decidere il livello di tassazione, creare autorità di controllo sui mercati, sulle banche, sul commercio, antitrust.

            Va legalizzata la droga leggera, va legalizzata eutanasia, testamento biologico, matrimonio gay, adozioni da parte di omosessuali, single, eterosessuali, sposati o meno.

            Bisogna creare gli Stati Uniti di Europa paese multietnico multiculturale multireligioso, nessun limite a nessuna fede o religione, aumentare di almeno il 50% la popolazione Eurooa con innesti regolari di popolazione immigrate.

            Lasci perdere, io sono liberale in politica, liberista in economia e libertario nella vita privata e nei diritti individuali.

            Voi siete conservatori come lo era Reagan e Thacher non liberali, l’unica libertà che concepite è quella economica (forse) per il resto siete liberticidi

          • La sua concezione dell’immigrazione non è per nulla liberale, perchè è semplicemente un furto su larga scala.

            Rubare territorio, civiltà e quant’altro alle comunità non è liberale, perchè il liberalismo si basa sulla proprietà, nel senso di difesa di quanto costruito.

            Rendere Africa l’Europa significa prendere l’Europa, così come costruita dagli europei, espropriarla e regalarla agli africani.

            L’immigrazione è il comunismo 2.0.

            Svegliatevi.

          • Ma rubare cosa?

            Sono io a decidere illiberale reazionario dove andare a vivere?

            Chiaro?

            Non permetto a nessun governo di limitare la mia libertà di movimento, io sono felicemente emigrato e continuo ad andare dove voglio liberamente, nel rispetto delle leggi dello stato di diritto non di culture religioni opinioni, sono libero di muovermi

          • Rubare le città, le regioni, gli stati che altri hanno costruito, dandosi delle istituzioni e dei meccanismi di convivenza relativamente civili e funzionanti.

            Istituzioni e meccanismi che possono funzionare solo con un minimo di principi e valori di convivenza comuni.

            Può chiamare tutto questo “casa loro”, se le risulta più comprensibile.

            Lei ha certamente diritto di andare dove crede, nel senso che da casa sua non hanno il diritto di trattenerla contro la sua volontà.

            Non ha, altrettanto certamente, il diritto di invadere casa altrui senza il consenso di questi altri soggetti.

            Per lo stesso banale motivo per cui può uscire da casa sua, ma in casa degli altri ci entra solo se e quando invitato.

            Nel momento in cui si stabilisce in casa di altri, la sta espropriando, cioè rubando.

            Il concetto è tanto più palese quando chi emigra (in massa) dimostra di NON essere in grado di costruire un posto civile nella sua terra di origine, ed a casa altrui tende palesemente a ricreare l’inciviltà da cui è venuto.

            Invasione migratoria = comunismo 2.0, se lo metta bene in testa.

            Il furto si sposta direttamente sul piano collettivo, accompagnato da una massa di disperati che desiderano “democraticamente” più tasse (per chi già è derubato, va da sè), più stato e quant’altro, ovviamente votando i soliti comunisti che ormai sono rifiutati dalle popolazioni evolute per plateale fallimento.

          • Voi avete rubato petrolio diamanti avete finanziato regimi criminali ed assassini….avete messo li con la forza delle armi dittature che facevano i vostri interessi….e dopo aver tolto a questa gente la libertà, ore volete impedire loro di andare a vivere dove vogliono.

            Da che pulpito viene la predica, da chi ha eliminato la popolazione indigena americana, da chi ha imposto tirannie locali con la forza delle armi…..

            Che ipocrisia

          • E con questo il delirio è completo.

            Addio.

            Vada su Repubblica che si troverà meglio, potete raccontarvi qualsiasi favola sul liberalismo che preferite.

            D’altronde anche qui mi è toccato leggere una definizione di libertà pari pari a quella data da Stalin, vedrà che insieme ai suoi simili potete fare ancora meglio.

          • E qui finiamo perché con un conservatore posso anche parlare ma con uno che tende ad omofobia e razzismo mi fermo

            Saluti camerata

          • Ed io non discuto in modo profittevole coi comunisti che blaterano di libertà senza avere la minima consapevolezza della stessa, e che sono solo capaci di ribaltare qualsiasi concetto, sia esso reale o pensiero, per imporre le loro idee prepotenti ed intrinsecamente violente.

            In genere, insultando totalmente a sproposito quando non hanno alcun argomento convincente.

          • Ma che lavoro fa?

            Viene pagato per scrivere?

            Ah un ultimo dettaglio….sono massone

            Saluti

          • Come dicevo, la vedo ben allenato nel cambiare discorso, nel metterla sul personale, quando non ha niente di sensato da dire nel merito.

            Mi ripaga solo la soddisfazione di sbugiardare i “pensatori” come lei, che sono più dannosi delle cavallette, rappresentando il pensiero che sta realmente distruggendo l’occidente tanto faticosamente costruito con secoli di evoluzione del pensiero.

          • Ed ovviamente l’adozione per i gay non è liberale in quanto presuppone il coinvolgimento di minori non liberi di decidere, e che vengono affidati a qualcosa di innaturale.

            Lei è perfettamente “liberal”, e come tale non c’è niente di liberale in lei.

          • E perché nel far adottare un bambino ad un eterosessuale chiedi il permesso al bambino?

            Lo coinvolgi?

            Per un minore sono sempre gli adulti a stabilire il bene di un bambino e siccome gli omosessuali sono identici agli eterosessuali perché l’omosessualità è un un’orientamento naturale (anche molte specie animali sono omosessuali) non vi è nulla di sbagliato nel far sì che siano i gay a poterli adottare.

          • Sbagliato. Gli eterosessuali possono procreare naturalmente, quindi affidando un bambino ad una coppia composta da un uomo ed una donna si ricrea una situazione analoga a quella naturale.

            Con una coppia omosessuale, no, punto.

            Quindi non sono affatto “identici”.

            La negazione della realtà che caratterizza la subcultura liberal che perfettamente rappresenta è del tutto inaccettabile.

  3. Ottimo caro Nicola, ottimo.

    Per ricordare che il liberalismo è prima di tutto una filosofia etica, morale, perchè la libertà è la cosa più importante.

    Il liberalismo è quindi l’unico modo, in un certo senso umanistico, di riconoscere realmente il valore dell’uomo, rispettandolo.

    In mezzo ad una selva di barbari capace solo di metterlo al guinzaglio, come un cane.

    Ma con questi bisogna lottare, sempre.

    • Liberalismo filosofia etica?

      E quale? Chi stabilisce cosa è giusto o sbagliato?

      Lei si confonde con il conservatorismo, il liberalismo è ben altro.

      Reagan era un conservatore i liberali sono gli esponenti del Partito Democratico non certo il Partito Conservatore Americano.

      • Esattamente: filosofia etica in quanto, fondandosi sul rispetto dell’individuo, è il faro per stabilire cosa sia giusto e cosa sbagliato.

        Chi lo stabilisce? Appunto la visione fondata sul non fare i prepotenti sugli altri, contrapposta alla legittimazione di forme varie di schiavitù e subordinazione ingiustificabili.

        Non mi confondo proprio per nulla: gli Usa sono stati fondati su questi principi liberali, libertari.

        Si basano su di essi, ed essi li hanno resi prosperi, niente affatto per caso.

        Quindi certo, è ovvio e sacrosanto che siano i conservatori a voler difendere tutto ciò dall’assalto dei soliti malvagi prepotenti. Il problema è quando non lo fanno, e si dimenticano tali principi.

        E no, i “liberal” non c’entrano nulla con questo: sono solo i soliti esponenti della neolingua che hanno stuprato la radice del termine.

        I soliti ladri, non solo nel volersi appropriare delle vite degli altri, anzichè lasciarle ai rispettivi proprietari, ma anche con questo abuso della lingua.

        • Ma lei ha mai letto filosofia liberale?

          Oppure solo quella dei conservatori?

          Va bene essere conservatori ma la liberaldemocrazia è un altra cosa anche perché, ripeto legittimo il conservatorismo ma lo si chiami con il suo nome corretto, non è giusto chiamare liberare ciò che non è.

          Che il conservatorismo poi abbia fatto propri alcuni principi e valori della liberaldemocrazia, è innegabile ma che la liberaldemocrazia si riduca al conservatorismo è davvero falso.

          Un po’ più rispetto della complessità del pensiero liberale per piacere

          • E’ lei a non avere alcun rispetto per il pensiero liberale.

            In questo articolo, e nei commenti, si parlava appunto di “libertà prima di tutto”, inclusa manifestazione e difesa di valori a difesa della libertà stessa.

            E’ lei, non comprendendo questi concetti, a cercare di ridurre il tutto al conservatorismo, quando non è affatto così.

            Tra l’altro Reagan era appunto difensore della libertà, e non un semplice conservatore; per molti versi era rivoluzionario, come la Thatcher. Non stiamo parlando di Bush jr, che la libertà non sa nemmeno cosa sia.

            E finisce in un corto circuito logico, col quale mi contesta nient’altro che ciò che ha detto lei.

            Solo una cosa dice giusta: non è giusto chiamare liberale ciò che non è.

            Difatti lei sbaglia totalmente a chiamare liberale la sinistra socialista e dirigista americana, solo perchè stuprando le parole si fa chiamare liberal.

          • Reagan era quello che spendeva in armamenti, che rovesciava stati esteri a lui non graditi, che abbassava le tasse aumentando debito e deficit mentre si dovrebbe prima tagliare la spesa pubblica e poi abbassare le tasse, perché doveva “affamare la bestia” dello stato sociale per giustificare tagli alla spesa sociale mentre spendeva in deficit per petrolieri e industriali delle armi….perché era stato messo li da élite ricche da generazioni che si tramandavano la ricchezza di generazioni in generazioni e che volevano impedire a chi ricco non era di scalare la scala sociale (il sogno americano).

            Perché la disuguaglianza in Usa prima di Reagan era minima ma ai miliardari di nascita o di guerra, non andava bene che i meritevoli figli della classe operaia potessero essere liberi di arricchirsi, perché quella società prima di Reagan era una società delle opportunità, del merito, mentre i miliardari senza merito non volevano che le loro ricchezze fossero attaccate.

            Altro che liberale, lui era il servo dei peggiori reazionari illiberali antidemocratici americani.

            Lui da democratico era, per il potere, un oscuro e poco capace attore, diventato repubblicano al servizio dei miliardari nati ricchi o diventati tali nel peggiore dei modi possibile.

            No Reagan non era liberale ma totalmente illiberale reazionario al servo del capitalismo più egoista e selvaggio, quel capitalismo che ha spinto molte persone a credere che la soluzione fosse il suo superamento mentre va solo disciplinato e regolamentato.

            E se la UE riuscirà a superare la violenza fascista e nazista del sovranismo, diventando quello per cui è nata, un regime liberale, finalmente avremo un luogo dove gli ideali liberali hanno vinto

          • Gentilissimo non devo aggiungere molto perché il Suo giudizio su Reagan (di cui all’epoca ero convinto estimatore, nella vita cambiare idea è sempre utile) è totalmente condivisibile. Quando finalmente verrà sollevata la cappa di acritica valutazione nei suoi confronti e si leggeranno solo i dati, ci si renderà conto dei danni che le politiche reaganiane hanno prodotto in Usa.

          • Quali dati? Le ho già mostrato come i fatti ed i dati smentiscano la sua fallace ricostruzione.

          • La “riforma” fiscale di Reagan portò benefici al 6% dei contribuenti (i più ricchi), mentre aumentò la tassazione per diverse fasce di reddito basso (ciò per i meccanismi con cui era concepita). La divaricazione dei redditi ed, al loro interno, fra quelli da lavoro e quelli da capitale e rendita, prende marcatamente avvio dai primi anni 80, quando il nostro era presidente. Una perfetta operazione plutocratica, ma anche una politica da sceriffo di Nottingham. Senza contare che il debito pubblico crebbe in maniera esponenziale. Non credo sia una ricostruzione fallace. Poi un giorno cercherò di capire quale sia stato il suo contributo sulle piaghe sociali (dipendenza da oppioidi, armi a gogo, mortalità per assenza di cure ed amenità varie) che straziano la sfortunata popolazione Usa.

          • 1) La sua visione della realtà è limitata. La quota pagata dai “ricchi”, sul totale delle imposte sul reddito pagate, è aumentata e non diminuita.

            Mentre è diminuita per le fasce più deboli.

            https://taxfoundation.org/top-quintile-now-pays-94-income-taxes/

            Quindi la riforma non ha affatto danneggiato i poveri.

            Curva di Laffer all’opera.

            2) La diseguaglianza dei redditi era in aumento già da prima:

            https://www.census.gov/library/visualizations/2015/demo/gini-index-of-money-income-and-equivalence-adjusted-income–1967.html

            3) I meccanismi che portano alcuni ricchi ad arricchirsi in proporzione di più (tipo i “winners take it all”) non sono stati creati da Reagan.

            Che, al contrario, imponendo la sobrietà monetaria ha rallentato uno dei principali.

            E’ il modello Clinton + schiavi immigrati + soldi gratis dalla Fed a polarizzare il mondo in questo modo.

            Ma in parte è una cosa diversa, connaturata all’evoluzione dell’economia: Amazon ad esempio, polarizza su di sè molto reddito, e sicuramente sono in molti a rimetterci, al momento.

            Ma porta comunque efficienza e ricchezza, nel complesso (domani si vedrà, per ora è così).

            4) Debito aumentato “esponenzialmente” certo che no.

            Meno di 20 punti (circa 17), ma lasciando a fine mandato un debito stabilizzato, che non cresceva più, ed un’economia in salute (e deficit al 3% con pil in crescita del Quindi non ha lasciato nessuna bomba da correggere.

            Noti che se da un lato è vero che la spesa militare in deficit ha contribuito alla sua crescita, dall’altro anche la “guerra all’inflazione” ha anch’essa certamente contribuito.

            E’ noto che sono i debitori ad avvantaggiarsi dell’inflazione e della stampa di soldi, ma questo vantaggio non è gratis: è pagato dai cittadini, è una forma di tassazione impropria, e molto distruttiva per altre cose.

            Quindi rimuovere tale forma di prelievo improprio compensa certamente il maggiore debito, in quanto a conto presentato ai cittadini.

            Sistemare i disastri dei keynesiani non è di certo gratis.

            Se oggi in Italia, in Europa, o negli Usa, o in Giappone, si normalizzasse la politica monetaria, il costo per i conti pubblici, e per i debitori in genere, sarebbe molto più elevato.

          • Temo che i dati che ho potuto vedere io siano piuttosto diversi, cerco di recuperarli per una prossima discussione, ma soprattutto sono sicuro di un fatto : la curva di Laffer (personaggio privo di qualsiasi autorevolezza economica) si è rivelata impraticabile. Reagan lasciò in eredità a Bush sr. un debito in forte aumento e lui dovette rimangiarsi il celebre “look my lips, no more taxes”, rivedendo la pressione fiscale, una decisione inevitabile, ma che gli costò la rielezione. Oggi comunque gli Usa, non solo per l’ultima assurda riduzione ai miliardari operata da Trump, sono un paradiso fiscale per i redditi ed i patrimoni da nababbo ed un paese dove si pagano tasse assolutamente eccessive per ciò che si riceve (e non si riceve) da parte di tutti gli altri. Sono assolutamente convinto che il sistema fiscale in Italia dovrebbe essere rivisto radicalmente, mi vengono però i brividi se mi propongono un sistema fiscale e di welfare come quello Usa.

          • La curva di Laffer è un concetto in realtà corretto per definizione, dato che il gettito è 0 se le aliquote sono 0, ed è comunque 0 se le aliquote sono pari al 100%, dato che nessuno lavora e produce se non può godere neanche un po’ dei propri frutti.

            Quindi, essendoci incontestabilmente tra 0 e 100 un punto >0, avremo un massimo, e quindi avremo una salita ed una discesa prima e dopo questo massimo, salvo ipotizzare discontinuità di cui non si vede la ragione per cui debbano esistere.

            Che si sia rivelata corretta, in quel caso, lo dimostrano i dati ex post che le ho mostrato: il gettito pagato dai “ricchi”, beneficiari della riduzione di imposta, è aumentato rispetto a quello pagato dai redditi medio bassi (può trovare dati analoghi ovunque, perchè quelli sono).

            La spiegazione è data ovviamente dallo sviluppo economico, e dai maggiori redditi, che il complesso di riforme di Reagan ha messo in piedi. Peraltro che le imposte comprimano l’attività sottostante è un fenomeno abbastanza pacifico, con una dimostrazione microeconomica semplice ma efficace e verificata.

            Ovviamente questo non significa che allora qualsiasi riduzione di imposte, partendo da qualsiasi livello, ottenga il medesimo effetto.

            Questo, cioè un abuso del concetto senza capirlo, è probabilmente l’errore in cui cadono quelli che la richiamano sempre e comunque senza pensarci troppo.

            No, non lasciò un debito in crescita, tanto meno “forte”.

            Qui i dati:

            https://fred.stlouisfed.org/series/GFDEGDQ188S

            Reagan è presidente fino al 20 gennaio 1989.

            Il dato di Q1 1989 è 49.7% del pil.

            2 anni prima era 47.6% del pil.

            Quindi lascia con un debito che cresce di un punto all’anno, cioè una crescita assolutamente minima, insieme a livelli comunque contenuti.

            Oltre a lasciare il motivo principale con cui poter ridurre la spesa militare, e con essa il deficit ed il debito: la sconfitta dell’urss.

            Bush sr alzò le tasse (provvedimento peraltro voluto dal congresso democratico, cui lui non si oppose) un po’ perchè dovette fronteggiare una recessione (peraltro lieve), ma più che altro perchè non aveva minimamente lo spessore intellettuale e le idee liberali di Reagan.

            Era uno statalista qualunque, forse un po’ meglio del figlio, ma un politicante insulso come tanti altri (e come la maggior parte dei repubblicani, anche oggi), sempre pronto a confiscare ricchezza e ridurre la libertà.

            Non per nulla fu avversario di Reagan alle primarie del 1980, professando idee diverse.

            Fu scelto come vice per equilibri interni al partito, in pratica.

            Durante la presidenza Reagan spessò remò contro i provvedimenti liberisti che il più grande presidente Usa dell’ultimo secolo portò avanti, con pieno successo.

            No, gli Usa non sono di certo un “paradiso fiscale”.

            Sono semplicemente un paese che, nonostante le orde di distruttori statalisti come Bush jr ed Obama, non sono ancora completamente compromessi.

            Hanno entrate intorno al 30% del pil, che è una cifra ragionevolissima, e come le ho mostrato le imposte sul reddito sono finanziate in prevalenza dai “ricchi”. Poi ci sono notevoli imposte sul patrimonio immobiliare.

            Il punto di vista che mostra è completamente distorto: sono i paesi con entrate intorno al 50% del pil ad essere degli inferni fiscali degni dei paesi sovietici, non quelli al 30% (come l’Italia degli anni ’60), che sono invece molto più equilibrati.

          • L’imposizione fiscale credo debba essere valutata secondo due parametri relativi alla sua sostenibilità (o compatibilità) rispetto al funzionamento dell’economia ed alla sua coerenza con quanto il contribuente riceve come corrispettivo. Disporre di sistemi sanitari ed educativi di qualità finanziati dal prelievo fiscale rende accettabile un livello di tassazione più alto; il sistema italiano sconta sia la disomogenea (ed in molte situazioni davvero scadente) qualità dei servizi erogati e la contemporanea insostenibilità per lo sviluppo economico. L’alternativa non può comunque essere il sistema Usa, uno dei peggiori al mondo (specie in rapporto al livello dei non servizi), dove il contributo dei “ricchi” è irrilevante, come testimoniato, anche recentemente, dalle dichiarazioni di due poveri come Bill Gates e Warren Buffett. La curva piatta delle aliquote, unita alla gestione delle detrazioni ed agli strumenti di pianificazione fiscale, alla portata soli dei redditi più alti, rende il contributo dei “plutocrati” irrilevante. E conferma la visione del grande giudice Louis Brandeis quando diceva “potete avere la grande ricchezza o la democrazia, ma non entrambe”.

          • “dove il contributo dei “ricchi” è irrilevante”

            Perchè insiste su questo punto, quando i dati mostrano il contrario?

            Scommettiamo che il gettito dei ricchi Usa, in proporzione al gettito totale, in proporzione alla popolazione, al pil, a quello che vuole, è maggiore che in Italia?

            Da noi i ricchi che dichiarano tanto sono 4 gatti, così non pagano niente, questa è la realtà.

            E non perchè evadono, ma perchè o spariscono proprio (le tasse creano sottosviluppo, distruggendo ricchezza, e quindi anche i ricchi) o perchè scappano, realmente o fiscalmente.

          • Premetto che lei ogni messaggio si dimostra peggio, più di sinistra, più violento e prepotente di quanto pensassi.

            Su Reagan:

            -ha speso tanto in armamenti per vincere la guerra contro i suoi amichetti senza fare guerre reali.

            Un successo così grande, cioè un successo militare completo senza praticamente sparare un colpo, è qualcosa che non ha semplicemente alternative più di successo.

            -parliamo di un aumento di spesa temporaneo e riassorbito. Crollato, per merito suo, l’impero del male, è stato possibile terminare questa spesa.

            Per merito suo che ha fatto crollare la minaccia, non di Clinton.

            -la politica estera è stata in realtà meno invasiva e violenta della maggior parte dei suoi colleghi, prima e dopo, incluso nobel per la pace.

            Non ha fatto guerre vere e proprie, non si è lanciato in impegnative invasioni, ma ha fatto solo interventi mirati per condurre alla ragionevolezza gli irragionevoli.

            -Reagan ha ottenuto enormi successi economici, sia in termini di crescita reale (per tutti), che eliminando la piaga social-keynesiana dell’inflazione, ribaltando totalmente i paradigmi falliti della politica monetaria.

            -circa “abbassare le tasse”, ha fatto benissimo, e tra l’altro il gettito fiscale pagato dai “ricchi” è proporzionalmente aumentato.

            Quindi è successo il contrario di quanto afferma, con un meccanismo virtuoso: i “ricchi” hanno finito col pagare di più (in aggregato), non di meno.

            -Reagan, ristabilendo un po’ di libertà dopo il delirio di sinistra degli anni ’70, ha quindi salvaguardato e ristabilito proprio l’america come terra di libertà ed opportunità per tutti.

            -al contrario, sono i suoi amici delle “elite” socialiste a fare l’esatto contrario: le loro politiche a forte interventismo statale, in ogni dove, sono precisamente quelle che impoveriscono la gente comune arricchendo i cronies, la finanza ipertrofica e le grandi imprese aiutate dallo stato, che non a caso oggi sono pappa e ciccia coi suoi amichetti liberal e nemici giurati del ceto medio libero Usa.

            -la sua ricostruzione storica è quindi completamente sbagliata, falsa, frutto delle analisi in malafede degli ignoranti di sinistra che infestano il mondo accademico.

            D’altronde è naturale che sia questo l’esito, nel momento in cui mancano totalmente le basi culturali su economia, libertà, filosofia politica, con cui interpretare la realtà.

          • Lei mente sapendo di mentire e sinceramente non mi importa un fico secco dell’opinione di un conservatore illiberale antidemocratico come lei.

          • Tipica risposta di chi viene totalmente sbugiardato dai fatti e dalla logica, e non sa fare altro che rifugiarsi nell’insulto e frignare.

          • PS: la UE è nata con principi liberali (libera concorrenza e libero mercato, moneta sana) ma si sta trasformando sempre più in un mostro illiberale, con lo scopo di attuare il peggiore dirigismo economico (ben rappresentato dal delirio verde), sociale (violentando forzosamente lo stile di vita occidentale), imponendo un’immigrazione che sta distruggendo città intere (basta aprire gli occhi).

            Sta tradendo completamente ogni principio di moneta sana (l’euro da progetto monetarista si è trasformato nel più classico strumento statalista keynesiano, contravvenendo ad ogni patto fondativo), sta tradendo completamente ogni principio di mercato e concorrenza, sta tradendo ogni principio di responsabilità di finanza pubblica (ogni idea sul deficit viene sacrificata per gli amici, per conquistare consenso politico come in Italia, per attuare le loro follie green), sta tradendo ogni principio di mercato e di concorrenza ricorrendo in modo discrezionale a sussidi ed aiuti quando sono loro amici, e facendo gli inflessibili solo coi deboli.

            Il tutto ovviamente in modo antidemocratico, perchè loro pensano di essere illuminati ed esperti (ma non lo sono), e credono che questo li legittimi a costringere il mondo intero a fare come vogliono loro, anche quando non la pensa così.

            E’ un cancro sovietico, violento ed autoritario, da estirpare per ripristinare la libertà in questo continente, prima che distrugga tutto come sempre accade in questi casi.

  4. Il punto è capire come da Reagan si arrivi a Macron, Merkel e all’euro, passando per la crisi dei subprime. La libertà di ciroclazione dei capitali trova limite nella cristiana RESPONSABILITÀ VERSO IL VICINO di Roger Scruton?

    • Ma perché voi siete conservatori non liberali mentre la UE è il tentativo di costruire un vero stato liberale, multietnico, multiculturale, liberale (stato di diritto), libertario (libertà di vivere e morire come si preferisce, senza che nessuno mi imponga un etica perché l’etica è personale e relativa) e liberista, dove si restituisce al mercato quello che appartiene al mercato (fare impresa) e allo stato quello che appartiene allo stato (fissare le regole del gioco economico, fissare la tassazione per finanziare lo stato, controllare che tutti gli operatori si comportino rispettando regole e principi).

      Certo poi è arrivato il conservatorismo tedesco, il nazionalismo di Macron, l’assistenzialismo chiagni e fotti della Lega Nazionale (più pensioni, più debito, meno tasse, più deficit…..tanto pagano i contribuenti onesti, mica gli evasori), e allora tra l’ipocrita conservatorismo nazionalismo franco tedesco e il vero nazionalismo assistenziale sovranista, il popolo sceglie l’originale

      • Grazie per averci confermato che la UE sia la nuova unione sovietica, un tentativo di creare un superstato autoreferenziale ed autolegittimato, con una logica top-down che è il contrario del liberalismo, ma che al contrario impone con la forza ciò che non è voluto.

        Quattro questioni di ormai minore importanza su cui, a piacimento, manifestano qualche concetto realmente liberale non cambiano l’elefante nella stanza.

        Che infatti sta degenerando ad un ritmo ormai accelerato: finirà male.

        • Ma lei sa la differenza tra la democrazia liberale e quella non liberale?

          Per un liberale la democrazia non è mai un fine ma solo un mezzo per scegliere la classe dirigente, la quale deve governare il sistema liberale, non certo sovvertirlo.

          I valori e gli ideali liberali non li ho creati né io né lei ma sono il frutto di anni e anni se non secoli di pensiero dibattiti e confronti.

          E a questi principi ci si deve attenere.

          Se anche il popolo a maggioranza volesse andare contro i valori secolari della liberaldemocrazia, questo non sarebbe possibile.

          Per i sovranisti, che liberali non sono, il volere della maggioranza è assoluto, per assurdo se la maggioranza volesse eliminare tutte le persone che hanno i capelli rossi, per un democratico sovranista si potrebbe fare perché quello che vuole il popolo va sempre bene.

          Per un liberale no, ci sono le élite che non sono tali per censo ma per competenze acquisite sul campo, uomini e donne della società civile, studiosi, imprenditori, genta preparata a cui spetta governare, con il consenso dei cittadini, il sistema.

          Certo i cittadini possono liberamente scegliere di affidarsi ai barbari sovranisti populisti putiniani, e allora la liberaldemocrazia finisce, inutile raccontarlo e ovviamente il sistema che si crea non è più liberale ma una democrature illiberale come gli anni del terrore giacobino o nazifascista o comunista.

          • Io conosco la differenza, lei no e lo dimostra molto chiaramente.

            La democrazia LIBERALE è appunto quella che si basa sulle LIBERTA’ delle persone, quindi sulla limitazione del potere pubblico, che non può invadere la sfera di libertà delle persone stesse, sia essa economica o personale (che poi sono la stessa cosa).

            E’ precisamente questo il frutto di secoli di evoluzione del pensiero liberale.

            Lei (e non solo) fa un errore drammatico, che contraddice totalmente questi concetti: pensa che la libertà vada sacrificata, cedendo potere pubblico alle presunte “elite” e togliendolo ai singoli individui ed imprese.

            Il punto è che non c’è nulla di liberale in questo, è solo dirigismo mascherato da presunta meritocrazia.

            Ed è questa la tragedia protagonista degli enormi fallimenti economici, e non solo, avvenuti ovunque post Reagan.

            Orde di pseudo esperti, in realtà ignoranti, che con le loro decisioni errate trascinano nel baratro tutta la popolazione.

            E noti che questo problema fa certamente parte dell’evoluzione del pensiero liberale degli ultimi secoli: Popper, magari partendo proprio dal considerare totalitario Platone (col suo governo dei “migliori” filosofi) ammoniva decenni fa su come scientismo e simili avrebbero portato al totalitarismo.

            Ebbene, ci siamo, è quanto sta accadendo oggi in tutto l’occidente.

            NB: non sono particolarmente “sovranista”, ma considero:

            -il sovranismo una risposta, in parte sbagliata ma in parte corretta, di ribellione a questa tirannia – fallimentare – degli pseudo esperti.

            -i meccanismi democratici di ribellione a tale tirannia in parte corretti ed auspicabili. Ultima chance prima della rivoluzione “fisica” (come appunto avvenuto alla fondazione degli Usa).

            La libertà, appunto, viene prima di tutto.

            Non c’è pseudo competenza (la crisi epistemologica della “scienza”, specie in campo sociale, è l’altro elefante nella stanza di cui bisogna prendere coscienza > sono dei falliti che non sanno quello che stanno facendo) che legittimi la compressione della libertà.

            Solo l’economia di mercato, nel senso di libertà E responsabilità delle proprie decisioni (subire le conseguenze, sia in caso di fallimento che di successo), funziona per gestire la libertà stessa.

            E sono proprio gli Usa libertari, colonizzati spesso da scappati di casa senza opportunità, insieme alla prosperità ottenuta da paesi come l’Australia (popolati spesso persino da ex carcerati e poco di buono) a dimostrarlo inequivocabilmente.

            NB2: gli ignoranti ed incompetenti sono coloro che non si rendono conto di questo fenomeno, della portata profonda del mercato e della libertà, dei suoi processi evolutivi e selettivi che si evolvono nel tempo.

            Sono gli ignoranti e gli incompetenti a non rendersi conto di come pensare di mettere degli “esperti” a gestire le vite di tutti non sia altro che dirigismo, totalitarismo, socialismo degno dell’unione sovietica.

          • Esperti a gestire la vita di tutti i giorni?

            Ma quando ho detto una cosa simile?

            Come distorce il mio pensiero distorce il pensiero di liberali come Popper che avrà pur letto ma non ha capito….Popper poi con la sua società aperta che la UE sta nei fatti realizzando

          • “Per un liberale no, ci sono le élite che non sono tali per censo ma per competenze acquisite sul campo, uomini e donne della società civile, studiosi, imprenditori, genta preparata a cui spetta governare, con il consenso dei cittadini, il sistema.”

            Questo è il suo pensiero sulla dittatura delle “elite”.

            E’ questo che porta a spendere il 50% del pil e ad attuare le politiche monetarie disastrose degli ultimi 25 anni.

            Oltre a mille regolamentazioni in ogni campo, si intende.

          • Non gestiscono la vita di tutti i giorni, governano il sistema, con leggi e regole precise per governare un sistema complesso, molto più complesso di quello ai tempi di Reagan, oppure lei pensa che il governo a deficit di Reagan che fece crescere il debito pubblico, costava meno?

          • Guardi che non ho parlato di “vita di tutti i giorni”, lo ha fatto lei.

            Io ho parlato di “vita di tutti”.

            Le decisioni per “governare il sistema” sono precisamente le decisioni più importanti e rilevanti per la vita di tutti.

            Questa politica monetaria perennemente espansiva e keynesiana, ad esempio, alla fine incide anche nella “vita di tutti i giorni”, ma il problema di base è che si parla di dirigismo economico alla massima potenza, che si sostituisce ai meccanismi di libero mercato del capitalismo.

            In concreto, si sostituisce ai *principali* meccanismi di mercato del capitalismo, cioè quelli dei capitali.

            E così via, perchè considerare normali livelli di spesa pubblica ed imposizione fiscale da paese sovietico è altrettanto dirigista, prepotente, e per nulla liberale.

            Le “regole precise” in ogni dove sono precisamente buona parte del problema, perchè nel mondo libero non si decide minuziosamente come ognuno deve gestire la propria vita ed il proprio business: si è al contrario liberi di gestire decidendo in modo autonomo, ma sopportando gli esiti, positivi e negativi, delle proprie decisioni.

            Lei rappresenta perfettamente, ad esempio, la iperregolamentazione del settore finanziario, che da un lato regola minuziosamente tutto quanto, e dall’altro finisce col salvare coi soldi dei contribuenti ogni fallimento dello stesso.

            Questa non è libertà, per nulla, è socialismo: una massa di pseudo “esperti” che decide tutto per tutti, senza sopportarne le conseguenze, con le perdite scaricate in base ai privati.

            I sistemi economici e sociali sono COMPLESSI, certo, e proprio per questo la massa di burocrati “elite” incompetenti non è in grado nè di comprenderli nè di gestirli.

            E’ proprio perchè sono complessi che bisogna avere soggetti liberi, ed un mercato funzionante che possa effettivamente espellere ciò che non funziona.

            Ovviamente sono i liberi soggetti economici a scegliere liberamente cosa non funziona, non i “competenti”.

            Altrettanto ovviamente, parliamo di scelte importanti, di base, non solo di stupidaggini di secondo ordine come scegliere la marca della pasta al supermercato.

          • Reagan spendeva in armamenti, ha alimentato debito pubblico e deficit, ed il debito è una tassa occulta che devono pagare gli altri prima o poi.

            Non vi era nessun mercato ma solo le ruberie degli uomini che pagarono profumatamente Reagan, un incapace comprato a suon di dollari, per colpire gli uomini liberi e dirigere l’economia in spesa militare petrolio e stati criminali arabi, quei regimi illiberali creati dai conservatori per opprimere i popoli, per rubare il petrolio dei cittadini arabi, i vari Saddam e islamismo arabo sono stati messi dai conservatori, uomini intrinsecamente malvagi ed egoisti, tutti dediti al proprio tornaconto personale.

            I conservatori sono la faccia ipocrita del nazifascismo.

            I conservatori sono dei criminali assassini vanno a fare guerre in giro per il mondo per arricchire le industrie belliche, frequentano le chiese per comprarsi il popolo con meno strumenti intellettuali per poi servirsene.

            I conservatori sono al pari dei nazisti e dei comunisti la manifestazione del grande Satana e del Male del mondo libero e democratico.

            Conservatori nazisti fascisti e comunisti sono il MALE ASSOLUTO

          • Reagan ha speso in armamenti per sconfiggere, senza sparare un colpo, il paradiso dei lavoratori e della grande eguaglianza.

            Fine.

            Non c’è altra traccia di spesa e deficit nel suo governo, studi.

            Ed ha posto fine al furto inflazionistico, prontamente ripreso e pompato da Clinton.

            Il suo delirio sui conservatori in generale la qualifica per quello che è: uno che di liberale non ha nulla, che non comprende nè condivide minimamente il liberalismo.

            Ma il mondo civile e liberale, costruito con moltissima fatica su questi principi, ottenendo benessere per la massa, va difeso da chi vuole distruggerlo cercando di imporre idee antitetiche.

            Addio.

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